06 Maggio 2021
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MODICA - CONSIGLIO COMUNALE DEL 16 FEBBRAIO

Question time e approvazione unanime della mozione che esclude il trasferimento dell’Hopsice di Modica al Busacca di Scicli. Respinta quella sulla Via Blandini

Tre interrogazioni discusse in question time, approvata all’unanimità la mozione presentata da dieci consiglieri comunali, primo firmatario Vito D’Antona, sul diniego al trasferimento del reparto Hospice dal “Maggiore” di Modica al “Busacca” di Scicli. Respinta, a maggioranza, invece la mozione che proponeva una scelta alternativa alla chiusura della via Blandini a Modica Alta. La seduta del consiglio è stata rinviata a lunedì 22 febbraio alle ore 19.00.
Presenti diciassette consiglieri la seduta si apre con una comunicazione del Presidente, Roberto Garaffa, che informa di avere avuto un’ interlocuzione con il commissario straordinario nominato dalla Regione per l’adozione del bilancio di previsione 2015, dr. Messina.
Il presidente dichiara che è stato informato che giovedì la giunta municipale adotterà la delibera relativa all’approvazione dello schema di bilancio 2015. Ove questo non dovesse accadere si troverebbe costretto costretto a sollecitare nuovamente l’approvazione del punto.
La question time si apre con un intervento della consigliera Ivana Castello relativo all’affissione di 50 manifesti a sua firma e del PD per i quali ha ottemperato al pagamento dei relativi diritti.
Racconta che dopo un’ora i manifesti sono stati regolarmente affissi ma subito dopo, alcuni, sono stati coperti. Non riesce a comprenderne la ragione. L’addetto all’affissione, dichiara la consigliera, ha avuto ordine da parte del sindaco di coprire i manifesti perché erano stati affissi in spazi istituzionali.
La consigliera Castello ricorda che l’art. 25 del regolamento disciplina la tipologia dei manifesti.
Il suo era un manifesto istituzionale, quindi né funebre, né commerciale, perché aveva per oggetto la situazione finanziaria dell’ente in cui si sottolineava che il sindaco ha aumentato la spesa in tre anni di 13 milioni di euro; non solo ma ha utilizzato impropriamente le risorse del DL 35: alcune somme sono state trattenute in banca per altri fini e sono state restituite su precisa disposizione della Corte dei Conti.
Il sindaco, peraltro, ha deciso di coprire solo i suoi manifesti e non altri che sono rimasti affissi, nello stesso spazio, pur non avendo nulla a che fare con la comunicazione istituzionale del comune.
La consigliera Castello rileva poi che il sindaco non può autorizzare alcuno circa il diritto di affissione o meno in quanto la funzione è prerogativa della PO. Il sindaco lo ha fatto abusando del suo potere in quanto quelli autorizzati non hanno pagato la tassa determinando all’ente un danno erariale.
Il sindaco sostiene che i manifesti coperti sono due perché affissi in bacheche dove gli spazi non sono mai autorizzati per affissioni di manifesti di partito. Per il resto gli altri sono rimasti affissi nel territorio della città e mai coperti. Si è sempre rispettata questa regola da diverse legislature. Trova corretta che l’interrogante venga ripagata dei due manifesti che sono stati coperti
Per quanto attiene le autorizzazioni all’affissione si tratta del patrocinio gratuito che il comune fornisce ai richiedenti senza che ci siano costi dei servizi: quei manifesti hanno il logo del comune e sono assenti i loghi commerciali. Questa prassi è stata adottata anche dalla precedente amministrazione.
L’interrogante afferma che ci sono stati manifesti di partito affissi in questi spazi.
Ricorda al sindaco che il manifesto è istituzionale in quanto si rivolge alla pubblica opinione.
Afferma che il primo cittadino coprendo i manifesti dimostra che ha qualcosa da nascondere oppure si tratta di un atteggiamento antidemocratico. Rileva che i manifesti accanto ai suoi non avevano il logo dell’ente eppure non sono stati coperti.
Il sindaco nella controreplica ritiene che ognuno si convince di quello che vuole e i cittadini sapranno valutare; pensa ad amministrare la città e lascia agli altri il resto.
Il consigliere Andrea Rizza interroga l’amministrazione sulla precarietà operativa dell’ufficio di protocollo dell’urbanistica che è deficitario di personale e dove ci sono computer sprovvisti di stampante (considera la cosa paradossale). Il personale presente ha difficoltà operativa in quanto non formato; si registrano file di utenti che si lamentano per la lentezza del sistema che non garantisce un servizio efficace.
Invita il sindaco a verificare quanto sostenuto dall’interrogante.
Chiede di sapere quali provvedimenti intende intraprendere l’amministrazione per assicurare un servizio di archivio e protocollo efficace.
Il sindaco nella risposta afferma che è pronto a recepire proposte e ipotesi che possono migliorare il servizio.
Sul personale è stato garantito un turn over importante; si è cambiato il responsabile del CED e dotato di nuovi strumenti l’ufficio. C’è un limite nell’edificio dell’Azasi ed è quello legato al servizio internet che non è purtroppo efficace come dovrebbe essere: quindi l’operatore non c’entra nulla. Sul servizio sono stati fatti investimenti e potenziato di personale per recuperare le pratiche in giacenza.
Lo sforzo dunque dell’amministrazione è stato compiuto. Il problema sono i tempi lunghi per le ricevute delle pratiche depositate a causa della lentezza del sistema.
La PO sta facendo un lavoro di cablaggio per collegare gli uffici periferici al sistema centrale e rendere più veloce l’evasione delle pratiche.
Teniamo conto che il personale dell’ente sta diminuendo in modo consistente e l’amministrazione sta mettendo un impegno massimo per superare questa fase critica.
L’interrogante ritiene che la soluzione si deve trovare considerato anche il ragionamento del primo cittadino. Nessuno pone dubbi sul personale che però non è formato e quindi opera con difficoltà. Si dichiara non soddisfatto della risposta.
Il sindaco ribadisce che sono state messe in campo tutte le iniziative che andavano intraprese per risolvere il problema. Valuta che il lavoro fatto è il massimo rispetto a quello è stato trovato.
Il consigliere Michele Colombo interroga l’amministrazione sul ruolo del Consorzio di tutela del cioccolato artigianale di Modica in ordine alle lamentele di alcuni produttori, non aderenti al CTCM, sull’iniziativa di portare sugli scaffali di un supermercato di fama nazionale il prodotto a basso costo. Chiede di sapere se esiste un servizio di tutela atteso che una sola azienda ha portato avanti questa politica e non la ritiene opportuna. Insomma il cioccolato deve essere un prodotto di nicchia o di massa?
Il sindaco su questa vicenda sostiene si è registrato in città un articolato dibattito tenuto anche conto degli sviluppi occupazionali che il settore potrà ancora offrire, tenuto conto del numero delle aziende che producono barrette di cioccolato. Si sta cercando di rendere più spedita la catena di montaggio di produzione del cioccolato di Modica attese le richieste sempre crescenti di prodotto.
Rispetto a quanto accaduto anche in precedenza aziende modicane hanno sottoscritto contratti con grandi catene di distribuzione. Lidl ha messo in circuito, assieme al Grana Padano, il cioccolato di Modica; in questa ottica non c’è consorzio che tenga. Si tratta di un meccanismo di commercializzazione di un prodotto. L’organismo deve tutelare e vigilare sulla genuinità della produzione del cioccolato e questo è la logica dell’IGP. Bisogna evitare che si produca cioccolato di Modica fuori dal nostro territorio.
Lo sforzo comune è quello di mettere insieme tutti i produttori e che all’intermo del Consorzio possa entrare a fare parte il maggior numero di aziende; operazione che porterà benefici a tutti.
L’interrogante sottolinea che non bisogna fare l’errore che ognuno se ne vada per conto proprio. La politica deve fare in modo che si ottenga il riconoscimento e che sotto una certa cifra la barretta non possa essere venduta.
Il sindaco nella replica sostiene ancora una volta la necessità che i consorziati dialoghino tra i loro e costruiscano insieme un progetto e fare squadra. Auspica il rafforzamento del Consorzio.
Il consigliere Giovanni Scucces chiede l’anticipazione sulla questione del trasferimento dell’Hospice dal “Maggiore” di Modica.
Il consigliere Vito D’Antona illustra la mozione, primo firmatario assieme ad altri nove consiglieri sottoscrittori. Rileva che si tratta di un reparto delicato dove si lavora in modo particolare atteso che si assistono pazienti con patologie singolari.
Dalla stampa si è saputo che la direzione generale intendeva trasferire l’Hospice a Scicli e portare a Modica il reparto di psichiatria dove non esistono, peraltro, locali adeguati.
Invita i consiglieri di maggioranza a votare il documento. Si deve costruire una concertazione con l’Asp di Ragusa per individuare locali per la psichiatria. Informa che c’è una nota, resa pubblica poche ore fa della direzione generale, che ha sospeso il trasferimento dell’Hospice a Scicli. Ma la questione rimane aperta e la guardia va tenuta alta.
Il consigliere Giovanni Scucces rileva che la nota di sospensione del trasferimento lo preoccupa attesi i precedenti. Sarebbe stato più serio un atteggiamento nel quale si prendeva atto della contrarietà della città sul trasferimento ed essere conseguenziali. Ha potuto constatare personalmente che si tratta di un reparto di eccellenza che è costato risorse dei contribuenti: un milione e duecento mila euro.
Per poterlo trasferire e ospitare lì la psichiatria bisogna affrontare nuove spese. Non bisogna distruggere quello che funziona.
Altri soldi vanno impiegati nel nosocomio sciclitano per potere gestire un nuovo Hospice.
Questa mozione non va solo condivisa ma deve essere portata avanti.
Il consigliere Giorgio Falco invita all’unità su questo argomento. Condivide pienamente il concetto di eccellenza del reparto e plaude al personale che vi opera. A nome della maggioranza dichiara che sarà votata la mozione e ringrazia sindaco e amministrazione per quanto fatto per scongiurare il trasferimento del reparto.
Il consigliere Tato Cavallino dichiara la condivisione del gruppo alla mozione così come la dichiara il consigliere Giovanni Spadaro a nome del PD. La mozione votata all’unanimità è un messaggio politico importante per bloccare il trasferimento del reparto a Scicli. Invita il presidente Garaffa a chiedere una convocazione con la direzione generale per affrontare l’intera problematica.
Il consigliere Giovanni Rizza lavora nel reparto Hospice e informa sull’importanza e sull’efficienza del reparto.
Il sindaco Abbate rileva che si tratta di un’offerta sanitaria che non riguarda solo il territorio di Modica e quindi va visto nell’ottica complessiva.
Ritiene che vanno potenziate le eccellenze e non badare ai reparti non utili.
Sull’Hospice l’attenzione deve essere massima perché è legata al tempo di vita del paziente e ai sentimenti dei propri familiari.
La psichiatria è un dramma sociale e rimarca il fatto che il Busacca di Scicli non ha un pronto soccorso. Ha invitato Aricò a valutare le nuove situazioni complessive che si determineranno con l’attuazione del nuovo piano.
Quindi la psichiatria potrà trovare ospitalità a Modica. Giovedì scorso ha parlato con l’assessore Gucciardi che ha dato la massima disponibilità nell’affrontare le tematiche in discussione. Sarà a Modica per fare una visita nelle strutture e da lì individuare il reparto di psichiatria.
Il direttore generale Aricò e il direttore sanitario Giuseppe Drago, in una nota di oggi, lo hanno informato della decisione di sospendere il trasferimento dell’Hospice a Scicli e l’allocazione a Modica della psichiatria così come saranno trasferite al Maggiore medicina e chirurgia potenziando dei servizi che vanno resi al territorio nel suo complesso.
Si va verso un’organizzazione diversa e innovativa che dovrà essere conosciuta anche dai medici di base, perché sono servizi sanitari che vanno a beneficio di un’utenza interprovinciale.
Ringrazia quanti si sono battuti per dare soluzione a questo problema.
La mozione ai voti (si allega al comunicato) viene approvata all’unanimità dei presenti.
Il consiglio affronta la proposta di mozione di indirizzo sulla Via Blandini presentata dal consigliere Giovanni Scucces (primo firmatario) e da altri undici consiglieri.
E’ proprio il consigliere Scucces ad illustrare il documento e afferma che ha fatto un sopralluogo e si è reso conto che è possibile coniugare la sicurezza ai pedoni, agli alunni dell’attigua scuola e consentire gli autoveicoli a transitare nella Via Blandini.
Si possono conciliare tutte le esigenze quella della sicurezza e quella della viabilità per evitare intralcio in caso di soccorso o di via di fuga. Il consigliere Scucces ha anche pianificato una proposta tecnica.
Il consigliere Carmelo Cerruto invita alla riflessione in quanto molte interrogazioni che vengono discusse in consiglio riguardano questioni di viabilità. Sono fatte scelte anche contro il volere dei residenti. Invita i consiglieri a guardare il centro storico della città le cui soluzioni oggi passano dalla testa di due o tre individui. Bisogna consultare il consiglio comunale su questi tempi per operare gli approfondimenti.
Prende atto della proposta del consigliere Giovanni Scucces che contempera la sicurezza degli scolari e l’attivazione di una corsia di passaggio per i pedoni e per le autovetture. Invita al dialogo e a interrompere il metodo del muro contro muro quando si parla di scelte urbanistiche del centro storico.
Il presidente Garaffa invita i consiglieri a presentare una proposta di regolamento per disciplinare questa materia.
Il consigliere Andrea Caruso si sofferma sulla concertazione in una materia complessa come la viabilità del centro storico. Sarebbe utile confrontasi con i residenti e osserva che l’assessore Lorefice ha preferito, nelle scelte, le imprese. Il cuore del quartiere sono invece i residenti.
Il consigliere Andrea Rizza ritiene che la proposta espressa è attuabile; dal punto di vista politico vuole capire il senso della scelta fatta dall’amministrazione.
Il consigliere Giorgio Falco osserva che si è divisi in quanto nella maggioranza non vengono condivisi principi che sono espressi nelle mozione.
Sulla Via Blandini insistono scuole di materna e di elementari e bisogna garantire una via di fuga; non c’è alcun motivo politico alla base della scelta ma solo assicurare sicurezza ai bambini e agli scolari.
Il consigliere Massimo Puccia è contrario alla mozione atteso la spiegazione tecnica fornita dal primo firmatario della mozione, ma non è neanche d’accordo alla chiusura totale della via Blandini.
Bisogna smetterla che poche persone decidono per tutti. La via va restituita al quartiere garantendo la sicurezza dell’area. La materia va approfondita.
L’assessore Pietro Lorefice chiarisce al consigliere Andrea Rizza che non è dalla parte delle imprese e lo dimostrano alcune scelte di viabilità operate in zone centrali della Sorda che si muovono nell’interesse dei residenti.
Sulla Via Blandini valuta prioritaria la sicurezza dei bambini rispetto ad ogni altra considerazione.
Il consigliere Giuseppe Stracquadanio non comprende con quali motivazioni è stata chiusa al traffico la Via Blandini. Se è stata chiusa per sicurezza c’è una relazione che lo convalida?
Invita il comandante della polizia locale, presente in aula, a motivare la scelta.
Si rammarica del fatto che non sia stato affrontato il problema della Spm nel civico concesso.
Il comandante Rosario Cannizzaro sostiene che il problema non è nuovo. Appena insediato sono state attenzionate alcune arterie sulla cui disciplina interviene il codice della strada.
Sulla Via Blandini ha avuto un’interlocuzione con il comitato dei genitori e con una maestra con cui si poneva il problema della chiusura; peraltro dalla via Rollo (strada che segue la Via Blandini) i veicoli di piccole dimensioni possono transitare sino a raggiungere il Corso Nino Barone. Con la scelta della chiusura si sono eliminate due intersezioni pericolose, vedi quello con la Corso Nino Barone.
La chiusura affranca da pericoli i bambini e per residenti. Nessuno è venuto a lamentarsi di questa decisione, né tantomeno commercianti per la scelta operata.
Il consigliere Carmelo Cerruto rileva che la ZTL risponde alle esigenze del territorio ma anche da regolamenti comunali. Un comandante della polizia locale ci deve dire se ha avuto un confronto con la Protezione Civile e con le carte di riferimento e non solo con la maestra di una scuola che non può decidere sulla scelta della chiusura.
Si deve tenere conto delle problematiche complessive che richiedono un confronto aperto. Ricorda che sono state raccolte trecento firme contrarie alle chiusura. Di fronte a queste lamentele perché non si promuove un incontro con le parti interessate o una consultazione cittadina secondo lo statuto della Città.
Il consigliere Giuseppe Stracquadanio propone al comandante di Polizia locale di organizzare una conferenza con associazioni, residenti per fare una scelta precisa: via Blandini aperta o chiusa.
Il comandante Cannizzaro informa che la riunione è stata fatta con i residenti, commercianti e operatori: nessuno ha sollevato il problema della chiusura di via Blandini.
Il consigliere Giovanni Scucces apprezza l’atteggiamento del comandante della polizia locale. Ma c’è un aspetto politico. Non bisogna allungare i percorsi degli autoveicoli che in un centro storico intaccala qualità della vita e non solo dei residenti. Bisogna coniugare l’aspetto tecnico con la vivibilità dell’area.
Il consigliere Tato Cavallino rileva che si vuole fare passare una scelta politica per un fatto tecnico.
Non esiste una relazione nella quale si è rilevato un pericolo nelle intersezioni. Sarebbe stato opportuno che il comandante avesse dato motivazioni tecniche e giuridiche sulla proposta di mozione presentata dei consiglieri proponenti. Poi fa rilevare che le riunioni non li fa il comandante ma la politica.
Il consigliere Luigi Giarratana sostiene, rivolgendosi al consigliere Giuseppe Stracquadanio una volta facente parte della maggioranza, che sulla via Blandini nei gruppi che sostengono l’amministrazione se ne è parlato abbastanza. Il consigliere Giuseppe Stracquadanio chiede ancora la convocazione di un consiglio sulle partecipate
Il comandante della Polizia Locale precisa che la riunione a cui ha partecipato era prevista la presenza dell’amministrazione che egli rappresentava su precisa disposizione dell’assessore.
Poi rileva che la mozione viene presentata al Presidente del consiglio comunale e non può esprimere una valutazione politica e quindi deve verificare per garantire la sicurezza dei bambini e dei pedoni in quell’area ed è quello che è stato fatto.
Il consigliere Carmelo Cerruto propone di rinviare la votazione sulla mozione il tempo necessario perché il comandante della polizia locale possa esprimere un giudizio tecnico sulla soluzione attuata a cominciare dalla compatibilità della scelta con il codice della strada.
Il consigliere Carmelo Cerruto chiede al segretario generale se la mozione, in via pregiudiziale, necessita di una relazione tecnica per essere votata.
Il segretario Bella rileva che la mozione ha un limite: non presenta un indirizzo politico per l’amministrazione che viene impegnata nella revoca della decisione. La mozione chiede di esprimersi su una fattispecie alternativa rispetto alla scelta operata.
Sulla pregiudiziale si può votare anche se il comandante non può esprimere un parere sulla mozione.
Il consigliere Piero Covato precisa che la decisione della chiusura di Via Blandini è stata concretizzata con una delibera di giunta con parere tecnico del comandante. Questa sera è in discussione l’atto politico e su questo si deve votare.
Il consigliere Andrea Rizza continua a non comprendere le ragioni della scelta dell’amministrazione che non vuole compulsare il comandante sulle ragioni tecniche della decisione assunta.
Si passa alla votazione della richiesta di una relazione tecnica del comandante della polizia locale in ordine alla fattibilità tecnica della soluzione alternativa richiesta rispetto alla chiusura di via Blandini.
Ai voti la richiesta delle opposizioni viene respinta con undici voti favorevoli e quindici contrari.
Il sindaco conclude il dibattito e rileva che sulla Via Blandini la precedente amministrazione aveva fatto la scelta di chiuderla nel periodo estivo.
L’amministrazione ha operato una serie di interventi nella scuola adiacente, plesso Santa Teresa, per metterla in sicurezza al fine di tutelare i bambini che frequentano il plesso.
Ricorda che il sindaco, sulla sicurezza nelle scuole, è il primo responsabile; valuta che prima di tutto è importante la sicurezza e la salute dei bambini e non avrebbe aperto Via Blandini anche quando la mozione fosse passata in consiglio all’unanimità.
Su questa decisione peraltro ammette il sindaco ha ascoltato le famiglie dei bambini. Nell’estate decidiamo se quella strada deve essere aperta o chiusa e così capiremo anche la logica che ha sotteso la scelta della chiusura estiva operata dalla precedente amministrazione. Il sindaco annuncia che in quello spazio voleva fare una bambinopoli per blindare in sicurezza quella zona.
Peraltro c’erano scalini alti nelle vie di fuga o fili elettrici non sistemati a norma: un pericolo per i bambini che sono stati superati con gli interventi fatti.
L’apertura serve solo ad automobilisti in transito. Nelle riunioni con i residenti non è mai scaturita l’esigenza di un’apertura di quella arteria.
Sulla scelta della sicurezza sui bambini non si discute. Tutte le altre cose vengono dopo. Sostiene che bisogna creare un’isola pedonale per quel plesso scolastico. Bisognerebbe vergognarsi per la presentazione della mozione.
Su questa scelta e con le altre ZTL in città sono state concordate con i residenti.
Il consigliere Giovanni Scucces dichiara che lezioni di onestà da parte del sindaco non ne accetta. Dichiara di essere stato onesto nel presentare la mozione. Sulle proposte fatte non è possibile che il sindaco sia detentore della verità e gli altri no. Atteso che il comandante della polizia locale ha preso atto solo oggi della proposta, il primo cittadino doveva mediare. Rivendica il fatto che la sua proposta era ponderata.
Il consigliere Andrea Rizza accusa il sindaco di strumentalizzare la sicurezza dei bambini sulla scorta dell’intervento fatto quando ci si doveva vergognare per la proposta avanzata attraverso la mozione.
Il consigliere Tato Cavallino ritiene che nessuno può mettere in dubbio la sicurezza dei bambini. Comprende la scelta dell’amministrazione ma avrebbe gradito una mediazione sulla scelta alternativa rimanendo ferma la garanzia di sicurezza per i bambini.
Per il consigliere Carmelo Cerruto valuta che il sindaco non ha dato una giusta valutazione al problema; si possono coniugare viabilità e sicurezza; si è voluto negare il confronto questa sera.
Il consigliere Vito D’Antona dichiara il voto favorevole e giudica che c’è un aspetto tecnico prevalente.
Registra una caduta di stile nell’intervento del sindaco; per tutti c’è un livello del confronto che è alto.
Dire stasera che c’è chi a cuore la sicurezza dei bambini e chi no e una affermazione irricevibile.
Si dica chiaramente che l’amministrazione vuole garantire la sicurezza dei bambini con la chiusura della strada. Mentre ci sono altri cittadini che intendono garantirla con altri strumenti e altre proposte. Mettere in discussione principi e valori è assolutamente sbagliato. Ci possono essere tesi diversi ma ci deve essere il confronto sulle cose da fare.
Il consigliere Piero Armenia auspica che il suo intervento possa essere rivolto sia ai consiglieri di maggioranza e anche di minoranza. Si cade in basso quando si dice che dietro la decisione della chiusura di Via Blandini ci sono motivi oscuri. Annuncia il voto contrario alla mozione.
Il consigliere Giorgio Falco annuncia il voto contrario alla proposta.
Ai voti la mozione viene respinta con dieci voti favorevoli e quindici contrari e un astenuto.
Il consiglio comunale viene rinviato a lunedì 22 febbraio alle ore 19.00


L’Ufficio Stampa
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