01 Febbraio 2023

COMISO - RAFFAELE ROMANO... TRA VIAGGI E PITTURA

Ci interessiamo, in questa sede, di Raffaele Romano, artista comisano residente a Milano ( classe 1944 ), diplomato nel 1963 presso l'Istituto d'Arte casmeneo, allievo di Luigi Gheno e di Biagio Frisa, che lo hanno fortemente condizionato nelle scelte artistiche. I lunghi viaggi in mezza Europa, da Firenze a Monaco, da Oslo a Stoccolma, hanno contribuito a formare, insieme alla lezione dei grandi maestri del passato, la personalità di Romano, che si è fortemente distinto nel panorama pittorico nazionale e internazionale..
Utilizziamo le stesse parole di Raffaele Romano, per descrivere le sue vicende biografiche, la sua formazione e la sua produzione artistica. L'articolo di Romano è stato pubblicato nel gennaio 2022 sulla rivista " Scuola delle cose ". Oggi pubblichiamo, per ovvie esigenze di spazio, solo la prima parte della lunga autobiografia.

APPUNTI PER UN RACCONTO
Raffaele Romano
Prefazione
Resistere, resistere, resistere: lo disse il procuratore
di Tangentopoli, Francesco Saverio Borrelli, a con-
clusione della sua carriera accomiatandosi dal pool
di Mani Pulite. Di Borrelli, scomparso nel 2019,
cito questa sua frase poiché mi ricorda una massima
che mi porto dietro fin dall'infanzia: la Resistenza di
Vita. Da quando, ancora bambino, caddi dentro un
calderone che i miei usavano per preparare il sapone
come si usava anticamente; poi nel lungo periodo
in cui frequentai come garzone una bottega di bar-
biere; successivamente durante i miei interessanti
viaggi, belli ma faticosi a causa delle lunghe attese
di un passaggio in autostop; durante la ricerca di
un'occupazione, ecc.
Ancora adesso, che sono over 70, sono speranzoso.
Credo che la conoscenza acquisita nel corso degli
anni mi dia tranquillità nel mio lavoro, e per que-
sto la propongo alle nuove generazioni, a un mon-
do arrivista, che non ti permette di crescere ma, al
contrario, ti immerge in un tunnel che talvolta ti
conduce a ingiustificate azioni.
Mamma e papà
Cari miei, non ho parole sufficienti per esprimere
la gratitudine e l'affetto che serbo per voi, i tanti
ricordi che ancora mi scaldano il cuore, la libertà
che ci ha sempre accompagnati, la felicità che avete
dimostrato per la mia venuta al mondo, i vostri rac-
conti dei festeggiamenti passato il momento critico,
dei biscotti ricci, un lusso per il 1944, mentre vi
rifugiavate nella Chiesa Madre per via delle bombe
che entravano nelle povere case.
Papà, tu sei stato assunto dalla Chiesa a seguito di
tante peripezie, e dopo undici anni ne sapevi tanto
quanto il parroco. Lo hai fatto per mantenere la
famiglia con amore, non ti sei mai stancato, anzi, se
avessi potuto, avresti aumentato le ore della giornata
pur di non farci mancare niente.
Mamma, la grande esperienza artigianale ereditata
dalla tua famiglia e la tua intelligenza, grazie alla
quale tenevi informato tutto il vicinato sulle vicen-
de del momento. Dal 1947, quando muore la mia
povera nonna e i miei zii emigrano in America, tu
sarai la corrispondente per le altre sorelle e soprat-
tutto per il nonno, che ricordo con grande amore.
Nei primi anni scolastici mi aiutavi e mi raccontavi
favole di ogni genere, soprattutto tante di Giufà.
Quando tornavo da scuola mi fermavo al Circolo
Amici dell'Arte. Papà, tu eri il custode e conosce-
vi tutti. Lo scrittore Gesualdo Bufalino mi poneva
piccole domande e io, con sicurezza, rispondevo
bene, e tu ne eri tanto orgoglioso. A conclusione
della scuola elementare il maestro ti chiese se potevi
comprarmi i libri per il ginnasio, e tu ti saresti fatto
in quattro per permettermelo, ma io pensavo alla
bottega di ceramica che vedevo tutti i giorni, quella
dello scultore Biagio Frisa, al Circolo Amici dell'Ar-
te, e così mi presentasti allo scultore, da cui fui bene
accolto. E così sono cresciuto. Grazie, grazie, grazie.
Un grosso grazie affettuoso va alle mie figlie Vania
e Fedra, anche se gli ultimi anni ci hanno separati,
geograficamente ma non umanamente.
A Fedra che, con inaspettata collaborazione, ho
trovato di grande aiuto e comprensione per la re-
alizzazione di queste mie parole biografiche, grazie
e grazie.
La pittura
La Pittura è quello che io non so
Parto con l'idea di dipingere
Senza sapere cosa
I colori, i segni mi portano verso canali
sconosciuti
Pensieri
Idee che mi ero dimenticato
Memorie nel passato
Mi diverto in questo percorso ritrovato
Non ho nessuna nostalgia del sapere
Non desidero tornare indietro
Perché voglio correre come il vento
Per respirare aria rarefatta
Città di Comiso
Comiso è una bella cittadina, distesa tra i monti
Iblei, sulle rive del fiume Ippari, dove abitarono i
Siculi di Ibla e i Greci di Camerina nel VI secolo
a.C., da cui Casmene, il nome originale.
“Il Cozzo di Apollo, quando soffia Eolo, c'è da
mettersi le pietre nelle tasche”, dicevano gli anziani
depositari di antichi ricordi, seduti sulla balaustra
della Fonte Diana, l'antica sorgente. Distrutta da
ignobili interventi di maestri nel restyling durante
il corso degli anni, questa mia amata cittadina agri-
colo-artigianale è ricca di una cava di pietra, roccia
calcarea molto compatta, utilizzata per realizzare
monumenti e decorazioni barocche di palazzi, che
ha favorito la crescita di artigiani intagliatori, scal-
pellini, scultori.
Sin dai primi anni avevo frequentato la bottega
di un barbiere, fino al conseguimento della classe
quinta elementare. Avevo appreso molte cose, ma
non mi piaceva l'idea di fare il barbiere per il resto
della mia vita. Tutti i santi giorni passavo davanti
a una bottega di ceramica che mi affascinava, ma
di cui non conoscevo niente. Ero affascinato dalle
forme e dai colori lucidi, spesso mi fermavo sulla
porta a osservare.
Mio padre era il custode del Circolo Amici dell'Arte
ed è lì che ho avuto modo di assistere a diversi eventi
e mostre d'arte, fra cui un Premio Comiso a carat-
tere nazionale, dove risultò vincitore il pittore Giu-
seppe Capogrossi con il dipinto Le saline di Sicilia.
Un altro evento che mi entusiasmò fu la mostra di
ceramiche dello scultore Biagio Frisa: in tal modo
potei vederle da vicino e arricchire la mia fantasia
già in volo. Pregai mio padre di presentarmi a lui,
che mi accettò senza indugio. Mi inserii molto bene
in bottega, dove c'erano altri lavoranti molto più
grandi di me, poi si aggiunsero altri miei coetanei.
Copiavo tutto quello che riuscivo nei momen-
ti di pausa, e alcuni di questi manufatti avevo il
permesso di portarli a casa. Mia madre li esponeva
orgogliosamente sopra il canterano. Mi iscrissi al
primo anno della Scuola d'Arte di Comiso, sezione
ceramica. A causa della mancanza di alcuni docenti
non ne rimasi molto entusiasta, forte della frequen-
tazione della bottega di Frisa, e proseguii imperter-
rito raggiungendo risultati mediocri. Ma al secondo
anno notai una totale trasformazione con l'arrivo
del nuovo direttore Belletti e i docenti Gheno,
Poletti, Giubbilei, Tesauro, insieme ai docenti già
incaricati.
Oltre all'assidua presenza in bottega, riuscivo ad
andare in giro da solo o con qualche mio compa-
gno di corso a disegnare all'aperto paesaggi, ritrat-
ti di vecchi seduti a prendere il sole. Più avanti,
con Luigi, scoprimmo la Cripta dei Cappuccini,
un piccolo museo di cadaveri che mi affascinò
molto. Riprenderò questo tema negli anni set-
tanta, dando vita a una ricca serie di acqueforti,
disegni e dipinti con lusinghiero successo.
Voglio ricordare con gratitudine il direttore del-
la Biblioteca Civica, il professore Biagio Floridia
che con amore ci consigliava e sosteneva le nostre
svariate richieste. A conclusione del quinto anno
scolastico realizzammo una mostra nella biblio-
teca con dipinti, sculture, disegni, riportando un
notevole successo. Così alla fine dell'anno il no-
stro docente organizzò per noi una mostra nella
città di Ragusa, riuscendo a vendere un disegno
di ciascuno degli espositori.
Ancora nel 1962 organizzammo, con l'aiuto di
Biagio Floridia, una mostra d'arte con nuovi
compagni, ottenendo apprezzamenti. Con questo
gruppo e con quello precedente, verso la vecchia-
ia, nel 2006 siamo riusciti a costituire il “Gruppo
Ippari”, che ci ha permesso di realizzare mostre nelle
diverse città dove ognuno di noi risiede.
I miei risultati scolastici oscillavano tra alti e bas-
si, alti nelle materie artistiche e professionali, bassi
nelle discipline letterarie e scientifiche. Un ricono-
scimento lo devo al docente di disegno dal vero, il
pittore e incisore Biagio Brancato, che aveva intuito
la mia predisposizione per l'arte grafica, invoglian-
domi a proseguire gli studi presso l'Istituto d'Arte
di Urbino. Ma non accettai, perché il sussidio da lui
proposto era insufficiente per l'intera sopravvivenza
annuale.
Finito il quinto anno chiesi a Gaetano Baglieri, vec-
chio compagno nella bottega di Frisa, di trovarmi
un lavoro a Faenza, dove lui già viveva. Con facilità
soggiornai lì per due anni, frequentando diverse
botteghe faentine e per qualche breve periodo lavo-
rando presso le fabbriche della Repubblica di San
Marino.
La prima bottega fu quella di Riccardo Gatti, cera-
mista famoso per i suoi lustri (ma non dimentico
Melandri e Bucci). Gatti in quel periodo era già
anziano, ma aveva una certa attenzione per i gio-
vani e io mi sono sentito bene accolto. In bottega
c'erano la moglie, un suo nipote fidato che faceva
di tutto, un tornitore che cantava dalla mattina alla
sera e di tanto in tanto altri collaboratori sia per la
foggiatura che per la decorazione. Tra questi ricor-
do una certa Graziella, che come lavoro non faceva
altro che rifinire oggetti con la spugna bagnata, ma
i suoi racconti di camporella erano certamente una
delizia. Il maestro si avvicinava a lei per correggerla,
solo giusto per sentire il suo profumo e accarezzarla.
A me piaceva e lei forse avvertiva questo mio desi-
derio, ma la mia timidezza bloccava ogni possibile
avventura.
Da Gatti ho forgiato tantissimi vasi a lucignolo,
molto apprezzati, e grazie a questo ho poi avuto
modo di trovare lavoro presso altre botteghe. Con-
temporaneamente studiavo poco, così all'esame da
privatista fui ammesso solo al terzo anno. Nel frat-
tempo la Scuola d'Arte di Comiso era stata promos-
sa a Istituto d'Arte, così ritornai a casa.
A Comiso incontrai vecchi compagni, con i quali
ci eravamo persi di vista alla fine del quinto anno,
e così riprendemmo a coltivare i sogni momenta-
neamente abbandonati. Prendemmo in locazione
qualche vecchia abitazione come spazio per produr-
re pitture e sculture e per studiare.
La bottega di Frisa rimase attiva fino al 1958, poiché
lui si trasferì a Venezia con un incarico presso l'Ac-
cademia di Belle Arti. Biagio Frisa, relativamente a
ciò che offriva la cittadina di Comiso e le province
d'intorno, a mio giudizio fu un bravo imprenditore
e un ottimo artista. Ricordo un episodio molto par-
ticolare in proposito: due giovani sposi erano venuti
in bottega alla ricerca della pavimentazione del loro
appartamento. Il maestro espose diversi campioni di
piastrelle con varie colorazioni, poi per dimostrarne
l'ottima qualità ne prese uno e lo buttò per terra ri-
ducendolo in frantumi e sostenendo la compattezza
delle piastrelle. Per quella performance io pensai che
tutto finisse in un totale fallimento, ma al contrario
si concluse in un ottimo contratto, che comprende-
va inoltre l'arredamento dell'appartamento.
1963: diploma di Maestro d'Arte
presso l'Istituto d'Arte di Comiso
Ho resistito a Comiso fino a febbraio dell'anno suc-
cessivo, con piccoli incarichi tra una scuola e l'altra,
sia in città che in provincia, ma mi sono stancato
presto, anche a causa degli orari poco confortevoli.
Presi allora la decisione di andare in Francia, come
da tempo sognavo. Qualche piccolo risparmio, l'a-
iuto di mio padre, e arrivai a Metz presso certi cugi-
ni che mi aiutarono per i primi giorni.
Dopo pochissimo tempo, l'incontro fortunato con
l'impresa di pittura di Maxime Fance, nonostan-
te non avessi molta esperienza come imbianchino.
Maxime mi chiamò nel suo ufficio, alla presenza di
un traduttore, un suo vecchio dipendente berga-
masco del quale riuscivo ad afferrare poche parole.
“Non sei portato per questo lavoro!” mi disse.
Ma la curiosità di Maxime era scaturita dal mio
breve curriculum scolastico. Così mi propose al-
cuni restauri di Santi e Madonne abbandonati
nel suo magazzino, che eseguii con facilità; indi la
decorazione dell'ingresso della sua abitazione con
motivi astratti, la decorazione del Foyer des Jeunes
Travailleurs Catholiques di Montigny: una rappre-
sentazione della Crocifissione molto dura, che il vec-
chio parroco non accettò, nonostante l'architetto e
Maxime Fance avessero dato il massimo assenso.
Nel frattempo avevo traslocato dall'alloggio di rue
Saint-Nicolas al Foyer des Jeunes Travailleurs, dove
in seguito strinsi amicizia con Roger, un amico che
ancora conservo, anche lui studente-lavoratore che
parlava un discreto italiano. In seguito mi presentò
alcuni suoi conoscenti, tra cui Pousset (nomigno-
lo affibbiatole per il suo modo di spingere tutto),
una bellissima ragazza. Io ero molto timido e non
mi sentivo certo l'Alain Delon del momento. Con
Pousset instaurammo una bella amicizia. Mi fece
conoscere Pierre Koppe, scultore ceramista, con il
quale lavorai, realizzando una fontana da giardino
e vari oggetti per l'arredamento di alcuni bar e ap-
partamenti. Pierre Koppe era entusiasta del mio
lavoro e mi offrì ottime soluzioni di lavoro e di vita
a Metz. Ma la mia intenzione di raggiungere Parigi
non trovava ostacoli. Certamente una decisione che
Koppe non ha mai gradito. Ma Parigi era il deside-
rio covato da molto tempo.

( continua )

12 gennaio 2023

Nelle foto, eseguite da Giacomo Nuzzo, notiamo Raffaele Romano nel suo studio, una panoramica dello studio, alcune opere pittoriche.
Notizie Flash
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31-01-2023 10:51 - Tecnologia
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Comiso, 31 gennaio 2023

Agricoltura, il sistema Lualtek approda in Lombardia e in Veneto: nuovi metodi di monitoraggio senza rete elettrica e internet
Il sistema Lualtek varca le frontiere siciliane. Il monitoraggio delle coltivazioni senza elettricità e senza rete internet, ideato da due giovani siciliani, approda in Veneto, alla Fieragricola Tech di Verona.

L’1 e il 2 febbraio, Alessio e Luca Occhipinti, ideatori dell’innovativo sistema di sensori che potrebbe rivoluzionare l’agricoltura, pres...
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30-01-2023 16:29 - Cultura & Arte
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Acate, 30 gennaio 2023

Un cenacolo culturale e una biblioteca: nasce ad Acate la “Fondazione Maria Giovanna Baglieri”.

Una dirigente scolastica in pensione ha donato 4000 libri ad una fondazione che porta il suo nome. La Biblioteca Mnemosine (nome tratto dalla mitologia greca) promuoverà la cultura e l’amore per la lettura.
Un cenacolo culturale nel cuore della cittadina. Ad Acate, una biblioteca privata, oggi ricca di più di 4000 volumi, diventa un presidio culturale a disposizione dei giovani ...
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27-01-2023 16:53 - Istruzione e Formazione
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In occasione della "Giornata della Memoria 2023, l’Istituto Verga di Comiso prosegue il proprio impegno, nel pieno esercizio di una cittadinanza attiva, consapevole e democratica, affinché la "memoria storica" possa diventare un patrimonio trasmissibile di generazione in generazione.
Oggi, tutti gli alunni hanno assistito alla proiezione del Film Il viaggio di Fanny (Le Voyage de Fanny) è un film franco-belga del 2016 diretto da Lola Doillon. Il film è basato sul libro autobiografico Le journa...
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24-01-2023 17:34 - Istruzione e Formazione
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ANCORA UN'ECCELLENZA COMISANA PREMIATA : STEFANIA OCCHIPINTI LA NEO INGEGNERE LAUREATASI A CATANIA

“Premio America Giovani “Riconoscimento per i neolaureati di eccellenza delle università italiane”

“Fra i mille studenti eccellenti ai quali è andato il riconoscimento e che sono stati ricevuti alla Camera dei Deputati la neo ingegnere comisana Stefania Occhipinti – dichiara Maria Rita Schembari, sindaco di Comiso-. È un altro motivo d'orgoglio per me, fare un encomio pubblico ad un'altra giovane ...
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23-01-2023 18:47 - Attualità
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UN’ALTRA COMISANA AL FESTIVAL DI SANREMO 2023: SI TRATTA DI FLAVIA NIGITA.

“ La nostra Flavia Nigita – commenta l’assessore Manuela Pepi – è la seconda giovane comisana che, con altre 5 ragazze Siciliane, sarà presente al Festival di Sanremo. Flavia Nigita, 31 anni, studia presso ADIABASI , scuola nazionale di massaggio, e sta seguendo il percorso formativo come operatore olistico. Sarà a Sanremo dal 6 all’8 di febbraio, nel primo gruppo, assieme ad altri 20 massaggiatori. E’ un orgoglio saper...
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ANGELO GIGLIO FOTOGRAFIA
ANGELO GIGLIO FOTOGRAFIA
31-01-2023 11:10 - Eventi
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Un racconto fatto di incontri di vita vissuta con questi meravigliosi strumenti.
I grandi maestri che ho avuto modo di conoscere durante questo cammino, e incontrati anche nei miei spostamenti in giro per il mondo, sono una parte importante del racconto.
Il tramite della loro cultura, soprattutto in Sud America, Africa e Medio Oriente, mi ha illuminato nel comprendere e appassionarmi alle mie dirette origini culturali, legati sopratutto ai tamburi a cornice della tradizione orale Siciliana e de...
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29-01-2023 18:37 - Cultura & Arte
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La Chiesa della Madonna di Loreto (dello Reto), un “fantasma” nel territorio modicano, già extra-moenia. Ovvero come la perduta memoria cittadina possa creare “mostri” storici e socio-culturali. Da qualche giorno si è aperta “la caccia” alle origini e allo stato attuale della Chiesa di Nostra Signora di Loreto, da sempre indicata orbitante nell'area di quello che comunemente è detto il quartiere “do ritu”, che toponomasticamente potrebbe aver preso proprio origine dall'insediamento del rito m...
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29-01-2023 19:09 - Attualità
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L'importanza di aver accanto chi hai amato sino all'ultimo rantolo…

Premetto che è sempre difficilissimo parlare del dolore, ma ho deciso di farlo per affrontare una problematica comune su cui tutti dovremmo batterci.

Poco fa ho appena letto il post della cara Alessandra Di Stefano, ove con immenso dolore condivide con tutti lo strazio per la dipartita del suo caro papà.

Leggere che è stata accanto al suo papà tramite videochiamata e non è potuta stargli accanto sino all'ultimo respiro è una c...
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17-01-2023 12:24 - Angolo dell´Arte
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MILANO 24 maggio: Un ricordo dello scultore Biagio Frisa.

Erano gli anni '56, '57, '58: frequentavo assiduamente a Comido (RG) la bottega dello scultore Biagio Frisa, che aveva trasformato in una bottega di ceramica non sapevo cosa, nonostante questo rimanevo catturato dai colori e dalle forme che avevo notato in una mostra al circolo " Amici dell'Arte" , dove mio padre era custode.

Frisa era un abilissimo scultore, ma soprattutto un imprenditore eccellente. Lo dico adesso con cognizione di cau...
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12-01-2023 15:02 - Angolo dell´Arte
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Continua senza sosta l’ascesa dei Blinding Sunrise. Nonostante il nome possa risultare sconosciuto a molti, questa band iblea (composta da cinque vittoriesi e un ragusano) sta continuando a riscuotere successi internazionali ed è famosissima in tutto il mondo. La band è composta da Mattia Giuffrida e Francesca Ereddia alle voci, Matteo Lorefice e Luca Pace alle chitarre, Onofrio Butera al basso e Valerio Macca alla batteria.

Di qualche giorno fa l’ultimo riconoscimento alla loro bravura: part...
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DELLE COSE DI SICILIA
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