27 Giugno 2022
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" L'UFFICIO DELLO STATO CIVILE DI FIACCA..." di Carmelo Cataldi

L'Ufficio dello Stato Civile di Fiacca, ovvero l'odissea spaziale in un'amministrazione comunale del Val di Noto.

La trama per un romanzo di Camilleri o un film di Ficarra e Picone.



Da buon siciliano sono sempre rimasto entusiasmato, direi affascinato, dall'arguzia letteraria venata da fine intellettualità del maestro Andrea Camilleri e di quella cinematografica di Salvo Ficarra e Valentino Picone, arguzia coniugata con una comicità fondata sul sentire comune della gente e in parte nel confronto parossistico tra cittadino e amministrazione pubblica.

Proprio qualche giorno fa avevo intenzione di scrivere la trama di un racconto estivo, leggero, anche comico, che sdrammatizzasse la routine quotidiana, anche per coloro che ancora non sono in vacanza e lavorano col caldo afoso di questa Sicilia irredimibile e immutabile.

Non la tiro per le lunghe e passo direttamente al cuore della trama, che si sviluppa in otto giornate trascorse dal nostro ipotetico attore principale tra i meandri di un sistema amministrativo colabrodo, uno dei tanti sparsi per la Sicilia e per cui ho scelto come location un Comune del Val di Noto o Mazzara, ma che abbia alla fine il nome di uno dei Comuni dei romanzi di Camilleri: Fiacca!

Il periodo è il mese di maggio di quest'anno.

Uno studioso di cose locali, lo voglio chiamare, ad esempio, Melosciascia, decide di scoprire la vera casa natale di un importante personaggio cittadino del secolo scorso, un musicista, tale Pietro Mascaglione, in quanto suppone che la presunta casa natale del musicista non lo sia effettivamente, seppur l'Ente Provinciale di Montelusa (per usare ancora un luogo camilleriano) negli anni 90 del secolo scorso l'avesse acquisito e poco tempo fa sembra avesse avuto anche intenzione di proporne la vendita con questo, a sua insaputa inesistente, quid aggiuntivo.

Per tale motivo Melosciascia ha necessità di reperire presso lo Stato Civile del Comune di Fiacca la registrazione di morte del padre tale Ciccio, ad esempio, attraverso cui si sarebbe potuto risalire al numero civico della effettiva casa natale e famigliare del musicista, di cui lo studioso conosce l'area di ubicazione, ma non il numero civico, area distante e differente da quella casa putativa ed ufficiale che è stata fatto credere e tuttora si fa credere al pubblico ed alla cittadinanza di Fiacca.

A Fiacca, come in tutto il pianeta, comunque e soprattutto grazie ad una setta religiosa giapponese, ultra informatizzata e altamente digitalizzata, si riesce facilmente ad accedere ai registri dello Stato Civile del Comune dal 1820 al 1900; questo è possibile perchè in passato grazie all'Archivio di Stato di Montelusa, sono stati preservati e digitalizzati, fatto questo che permette a Melosciascia di entrare in possesso dell'atto di nascita del musicista e di altri atti dello Stato Civile relativi ad alcuni parenti prossimi, ma non gli è possibile acquisire l'esatto numero civico dell'abitazione famigliare del musicista, perchè appunto il padre Ciccio, e dalla cui registrazione di morte è possibile acquisire il dato, muore nel 1901 e per tale motivo decide di consultare lo Stato Civile di Fiacca per ottenere l'estratto della registrazione di morte di Ciccio Mascaglione.

Per necessità di trama sintetizzo al massimo cristallizzando il succo in otto giornate.




Prima giornata. Melosciascia si reca all'Ufficio dello Stato Civile del Comune di Fiacca, dove ad una gentile e cortese ragazza, di nome Giuseppa, rappresenta la sua richiesta di accesso al registro del 1901.

Sembra che tutto vada per il verso giusto quando l'impiegata non trova il volume trentennale dei defunti e poi anche il registro annuale del 1901. La stessa incomincia a rappresentare, ed ecco che si inizia con la classica caratterizzazione dei personaggi di Camilleri, che probabilmente questi volumi sono andati perduti nel tempo a causa: a. d'incendio; b. di alluvioni; c. di guerre varie e forse anche di qualche episodio di peste bubbonica! Melosciascia insiste per la ricerca e questa gentile impiegata gli suggerisce di tornare quando vi sarà una seconda impiegata più anziana, che probabilmente conosce a menadito tutto l'archivio dello Stato Civile di Fiacca e potrà esaudire la sua richiesta.




Seconda giornata. Melosciascia, come suggerito dall'impiegata Giuseppa, ritorna all'Ufficio dello Stato Civile, ma non trova quell'impiegata di nome Giuseppa, ma un'altra, meno gentile e ostica, alla quale spiega di aver parlato qualche giorno prima con la sua collega di nome Giuseppa, e rappresenta il motivo della sua ricerca e quindi la formale richiesta.

La stessa, senza scomporsi dalla sua postura computeriale, risponde che in quell'ufficio non esiste nessuna impiegata che corrisponde al nome di Giuseppa e che mai ce ne è stata una con un nome simile. Melosciascia insiste e descrive fisicamente la sua collega nei tratti essenziali ed insisto sul nome di Giuseppa, in quanto la volta prima, mentre si trovava a parlare con la stessa, altre impiegate di altri uffici l'avevano chiamata con quel nome.

Se non fosse che si trovasse dentro lo Stato Civile del Comune di Fiacca, quello che succede di seguito a Melosciascia potrebbe sembrare una delle scene di un film comico proprio di Ficarra e Picone, ad esempio l'Ora legale!

Poichè l'impiegata insisteva nel confermare che non vi è alcuna sua collega che corrisponda a quella descritta da Melosciascia, gli fa ripetere tutto quanto ed infine, ad alta voce chiama una sua collega che si trovava incidentalmente in un'altra stanza, così: “Peppina, vieni qua e controlla cosa vuole questo signore”! E come in una scena da film comico, ecco che si presenta nel salone dei registri l'impiegata Giuseppa, alla quale a questo punto Melosciascia, esterrefatto, gli domanda quale è effettivamente il suo nome e la stessa conferma che si chiama Giuseppa!

Credo che con una trama così anche Ficarra e Picone scritturerebbero tutti i personaggi per un loro prossimo film!

Superato questo momento di imbarazzo tutte e due le impiegate si mettono alla ricerca dei documenti senza alcun risultato e entrambe ripetono il solito refrain e cioè che i registri e gli atti sono andati perduti nel tempo a causa: a. d'incendio; b. di alluvioni; c. di guerre varie! Si suggerisce dunque a Melosciascia di ritornare una terza volta per poter controllare meglio con calma il “patrimonio documentale”.




Terza giornata. Melosciascia ritorna all'Ufficio dello Stato Civile di Fiacca da cui ottiene ancora una risposta negativa sulle ricerche effettuate per il volume o i volumi in questione, però gli si suggerisce, visto che a lui interessa la residenza della famiglia di Pietro Mascaglione di andare all'Ufficio Anagrafe-Residenze che probabilmente lo avrebbero aiutato meglio nella ricerca, motivo per cui allora il ricercatore chiede all'impiegata Giuseppa/Peppina di accompagnarlo presso quegli Uffici così da illustrare meglio la vicenda ai suoi colleghi, cosa che effettivamente l'impiegata Giuseppa/Peppina espleta collaborativamente.

Ma l'impiegata dell'Ufficio Anagrafe e Residenze, dopo una ricerca a suo dire infruttuosa, riporta tutti presso l'Ufficio dello Stato Civile, dove, unitamente alle due impiegate, si dirigono tutti verso delle stanze poste di fronte, dove, in maniera oserei dire “ficariana/piconesca”, vengono custoditi volumi alla rinfusa e indecorosamente, tra registri di matrimoni, nascite e defunti!

Nel frattempo arriva quella che viene indicata come la Dirigente di tutti gli Uffici che insistono a quel piano; questa, con piglio deciso, rimprovera il personale per aver fatto accedere in quelle stanze Melosciascia e chiede che lo stesso presenti una richiesta scritta rispetto a quelle che erano i suoi interessi di studio e ricerca da inviare ad una email che lei stessa gli fa fornire dal suo personale, solo a seguito della quale avrà una risposta formale e sostanziale.




Quarta giornata. Fatta ed inviata l'email, senza aver alcuna risposta sulla ricezione della stessa, Melosciascia si reca di nuovo in quegli uffici dove alla fine si confronta con alcuni dei precedenti addetti, i quali gli riferiscono che le ricerche sono state infruttuose e che i registri interessati alle fine sono andati persi nel tempo a causa: a. d'incendio; b. di alluvioni; c. di guerre varie!




Quinta giornata. Melosciascia sconsolato desiste dalla ricerca, ma il destino “camilleriano” gli fa incontrare un personaggio che può uscire solo dalla penna del Maestro, una persona competente e arguta la quale gli riferisce che i registri che non sono presenti negli uffici predetti sono certamente presenti in un archivio sottostante a cui in passato lo stesso sembra abbia avuto anche accesso per motivi professionali. Melosciascia quindi si reca nuovamente presso quegli uffici dove ottiene come tutta risposta l'impossibilità di accedere a quegli archivi sottostanti perchè a dire di tutti inagibili. Si paventa però la possibilità di accesso solo in caso in cui il Dirigente dell'XXXIII Settore, l'arch. Paoluccio ne avrebbe permesso l'accesso tramite l'invio di suo personale addetto; Melosciascia viene quindi sollecitato ad inviare una pec allo stesso, cosa che egli effettua immediatamente.

L'arch. Paoluccio da un'immediata risposta, nonché nel pomeriggio chiama telefonicamente Melosciascia e gentilmente ascolta la sua richiesta e gli conferma, considerato che già la richiesta scritta l'avevo fatta e inviata, la sua disponibilità ad aprire quel sito, sollecitando Melosciascia ad invitare il personale degli uffici dello Stato Civile ed Anagrafe a prendere contatti diretti con lo stesso per concordare il giorno dell'apertura dei locali interessati.




Sesta Giornata. Melosciascia si reca di nuovo negli Uffici dello Stato Civile di Fiacca dove fa presente, anche alla supposta Dirigente, che avendo avuto contanti telefonici ed epistolari con l'arch. Paoluccio, questo li invitava a prendere diretti contatti con lo stesso per effettuare questa ricerca; nel frattempo l'addetta all'anagrafe effettua delle ricerche infruttuose perchè effettuate su presupposti interpretati, e qui altra scena per un film con Ficarra e Picone, erroneamente. Melosciascia dunque rimane d'accordo con queste impiegate e la presunta Dirigente di ritornare dopo due settimane circa per avere l'esito delle ricerche e dunque l'agognato indirizzo dell'abitazione vera di Pietro Mascaglione.




Settima Giornata. Dopo circa due settimane Melosciascia ritorna in quegli Uffici e va direttamente presso l'impiegata dell'Ufficio Anagrafe, la quale sembra essere quella incaricata del tutto, ma questa, alla sua richiesta sull'esito delle ricerche, afferma che dall'ufficio dell'arch. Paoluccio nessuno l'aveva chiamata e nessuno si era fatto sentire! Altra scena per Ficarra e Picone.

Davanti a tale enormità Melosciascia rappresenta le sue perplessità sull'effettivo funzionamento di quegli uffici e chiede ulteriori spiegazioni; non le ottiene e viene parcheggiato in attesa che si libera la supposta Dirigente, la quale peraltro neanche viene avvisata della sua presenza, per rappresentare le sue lagnanze. Autonomamente Melosciascia allora si presenta appena possibile davanti questa Dirigente, alla quale rappresenta tutto il suo rammarico per quanto accade e poiché la stessa si trincera sull'ipotesi che i locali sono inagibili non risulta possibile aderire alla sua legittima richiesta.

Melosciascia sempre più incredulo chiede alla stessa se gli può fornire una risposta scritta in tale senso, allo stesso modo come lui ha effettuato quella richiesta scritta dalla stessa voluta precedentemente, ma la Dirigente categoricamente si rifiuta, asserendo: “Ma lei ha mandato un'email a me? L'ha mandata al mio indirizzo?”.

Qui, nella trama mi si permetta di aggiungere questa scena che più da film di Ficarra e Picone può sembrare una capitolo di un romanzo di Kafka, con i toni dell'incredibile, del surreale e per certi aspetti se non comici, direi paradossali.

La stessa, che si disvela peraltro per non essere la Dirigente, gli suggerisce di scrivere e chiedere informazioni al destinatario dell'email (da lei già fattagli fornire) che a suo tempo Melosciascia ha inviato, e cioè la vera Dirigente dell'Area, ovvero la dr.ssa Santocono. Melosciascia a questo punto sempre più incredulo chiede invece di poterla incontrare direttamente e viene così informato che la stessa si trova dall'altra area urbana della Città, alla così detta “Inzalatasi”.

Uscito da quegli uffici Melosciascia immediatamente provvede a chiamare telefonicamente per ben otto volte l'ufficio della Dirigente dello Stato Civile di Fiacca, la dr.ssa Santocono, e solo alla nona risponde finalmente una persona, un'addetta, la quale gli riferisce che la Dirigente è impegnata e non può rispondere, ma difronte alla determinatezza di Melosciascia la stessa interpella la Dirigente che risponde al telefono immediatamente e ascoltando tutto le traversie passate da Melosciascia presso gli uffici di cui è Dirigente, gli assicura che contatterà la responsabile, che ha già individuato, e che lo richiamerà entro le 13.00.

Passate le 13.00, inutilmente, nel pomeriggio Melosciascia riesce a ricontattare la Dirigente Santocono, la quale ha avuto conferma, dell'inagibilità dei locali e per cui non è possibile effettuare la ricerca, da chi? Come sempre in un film di Ficarra e Picone....proprio da quella responsabile degli uffici dello Stato Civile!

Alla stessa Melosciascia, esausto e su tutte le furie, rappresenta che seriamente e ovviamente la Santocono deve invece sentire l'arch. Paoluccio, l'unico a poter dire effettivamente cosa fare, per cui dopo tante insistenze con la stessa si rimane che ella avrebbe preso accordi con l'arch. Paoluccio e tre giorni dopo avrebbe fatto conoscere il risultato degli accordi o della ricerca richiesta direttamente, prima telefonicamente e poi per email. In pieno spirito “Camilleriano” o da film di Ficarra e Picone, questa trama potrebbe finire con il dissolversi nel tempo di tutta la vicenda con un ennesimo nulla di fatto perchè Melosciascia ancora dopo settimane attende quella fatidica chiamata o email.

Ma ripercorrendo lo stile comico di Ficarra e Picone, terminerei con una scena uguale a quella in cui un personaggio del film l'Ora legale grida sempre: “Ora chiamo i carabinieri!”.

Infatti, Melosciascia, prende carta e penna e scrive, al Ministero dell'Interno, al Dipartimento del Ministero che si occupa degli Uffici Comunali sparsi per l'Italia, alla Prefettura di Montelusa, al Commissario, perchè ci vuole in una trama come questa un personaggio ancora “Camilleriano”, straordinario per il Comune di Fiacca, un commissariamento in Sicilia non si nega ad alcun Comune, e quindi anche all'arc. Paoluccio, narrando le sue vicissitudini e le sue aspettative, ma come in un romanzo di Camilleri, nessuno, anche se Melosciascia ha scritto con pec, ultimo ritrovato della tecnologia amministrativa digitale e nazionale, nessuno (la ripetizione è volontaria e richiama un film sulla Sicilia, un certo tipo di Sicilia, di Pietro Germi) gli risponde!

Ritengo che la trama possa essere conclusa così, e spero possa essere veramente utilizzata da qualche regista o attore comico siciliano per qualche suo lavoro, ma soprattutto spero abbia divertito un po' tutti coloro che fino a qui l'hanno letta; ma siccome in ogni trama ci deve essere un coup de theatre, non posso esimermi qui da non crearla e cioè: per quanto possa sembrare tutto questo un ottimo materiale per la trama di un romanzo o un film, vi assicuro, che aldilà del contesto e dei nomi dei personaggi appositamente travisati, i fatti sono il frutto di eventi realmente accaduti tra il mese di maggio e di giugno in un Comune di questo ameno Val di Noto, dove il confine, ancora una volta, tra teatralità e quotidianità è talmente sottile che, a volte, sembra di vivere perennemente in un film.

Carmelo Cataldi




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