IBLA - APPICCA IL FUOCO ALLA PORTA DI UN VICINO: I CC DI IBLA ARRESTANO UNA PIROMANE

21-08-2015 17:17 -

I carabinieri di Ragusa Ibla hanno arrestato una donna del luogo per incendio doloso e altri diversi reati commessi in flagranza l´altra notte a corso Mazzini di Ibla.

Il fatto è scaturito al termine di diverse liti di vicinato ed è connesso con l´accoltellamento che c´era stato il 14 agosto scorso lungo la stessa via. I carabinieri di Ibla avevano raccolto confidenze da parenti sia della vittima che dell´aggressore scoprendo che mentre quest´ultimo - che è ancora in carcere - si era assentato da Ragusa per frequentare un centro di recupero, la fidanzata lo aveva lasciato per un altro, e secondo l´aggressore l´accoltellato avrebbe avuto la colpa di aver agevolato tale relazione ospitando il nuovo fidanzato a casa propria.

Sia prima che dopo l´accoltellamento, la vittima era stata "invitata" a non ritornare a via Mazzini ma, uscito dall´ospedale, pur avendo fatto il possibile il comune di Ragusa per trovargli una nuova casa, era finito ad abitare lungo la stessa via, a poche centinaia di metri.

Una parente dell´accoltellatore, tale Roberta Meli, pregiudicata ragusana 28enne, per (afferma essa stessa) far meglio comprendere all´accoltellato che se ne doveva andare, ha ben pensato di procurarsi una bottiglia di plastica piena di benzina e di versargliela sul portone di casa. Dopodiché gli ha dato fuoco. Infine, mentre i vigili del fuoco accorrevano per spegnere le fiamme, ha anche avuto l´idea di telefonare al 112 e al 113 per comunicare quanto aveva fatto e i motivi per cui l´aveva fatto.

Nel frattempo il vigili del fuoco avevano spento le fiamme ma purtroppo una bambino del quartiere è rimasta intossicata dai fumi sicché è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso.

I carabinieri dell´aliquota radiomobile e di Ibla sono andati a cercarla a casa ma nel frattempo, forse capita la gravità del gesto, la donna era scappata. È stata rintracciata e arrestata dalle parti di piazza San Domenico.

Accompagnata in caserma e sottoposta a rilievi foto-dattiloscopici, è stata indagata per i reati di incendio doloso aggravato (reato che prevede fino a 7 anni di reclusione), minaccia aggravata, lesioni personali (contro la bimba intossicata) e porto abusivo di coltello (nel corso della perquisizione personale le è stato infatti trovato un coltello pieghevole nella borsa).

Informato il pubblico ministero, la Meli è stata accompagnata al carcere femminile di Catania Piazza Lanza.

Ci si augura di poter mettere la parola "fine" a questa raccapricciante "faida" di vicinato, nata per futili motivi in una situazione di preoccupante degrado sociale (la maggior parte dei coinvolti sono sorvegliati speciali o ex tali...), che ha creato non poco allarme tra turisti e residenti di Ibla.