MODICA - IN LIBRERIA " I PIONIERI " DI LUCA SCIVOLETTO: L'ANALISI DI NELE VERNUCCIO.

13-11-2019 18:48 -

" I PIONIERI " di Luca Scivoletto

Il titolo di questo interessante romanzo di Luca Scivoletto è “I pionieri “ , ma personalmente lo avrei intitolato “Come un bambino vede la politica “ . Il protagonista è Enrico Belfiore, figlio di Michele Belfiore, sottosegretario della Regione Siciliana, “compagno” siciliano che abita in una città della Sicilia, definita il " Paesone " (è molto probabile che il protagonista con il paesone vuole identificare Modica), dove è nato Enrico.
Enrico sin da bambino seguì il padre; nei primi anni gli sembrò tutto un gioco, ma all’età delle scuole medie, quando iniziò a seguire la " Carducci ", capì veramente cosa fosse la politica (il padre Michele definì l'istituto una cacata in quanto è stato costruito agli inizi degli anni ‘60 al posto di un convento per volere della Giunta municipale di quegli anni): ciò mi fa ritornare in mente quello che è avvenuto agli inizi degli anni ‘60 a Modica con la demolizione della chiesa di Sant’Agostino.
Enrico con il suo caro amico Renato per evitare che avessero favoritismi furono iscritti nel corso A, in quanto l’insegnante del corso B era una fiera comunista. Nel corso A trovarono la prof/ssa Galota, fiera fascista accolta nella Democrazia Cristiana: la Galota ovviamente odiava i comunisti, quindi tra i due nacquero dei dispetti.
Enrico, al contrario di Renato, nella sua infanzia non ebbe molte restrizioni, come invece è stato per Renato, che ha avuto più restrizioni: per esempio era possibile guardare solo Rai 3, in quanto, come tutti sappiamo, questa fu la rete comunista . Enrico non ebbe molte restrizioni in quanto il padre Michele era molto impegnato con il PC e non seguì più di tanto la sua adolescenza. La madre Luisa, proveniente da famiglia di destra, divenne anche lei compagna, ma, come si legge nel romanzo, una compagna " sui generis ": pertanto non obbligava più di tanto Enrico a seguire le regole come doveva fare il suo caro amico Renato.
L’infanzia dei due continuò con alti e bassi, con qualche cotta per qualche ragazza e tante altre cose ovvie della gioventù.
Un altro punto importante del racconto è quando alla caduta della Giunta democristiana, Enrico Belfiore per andare al Governo del Paesone fece l’alleanza con il Partito Socialista Italiano. Pietro Magenta, padre di Renato e fedelissimo di Enrico, da fiero compagno non accettò l’alleanza con i socialisti: per obbedienza di partito votò a favore dell’alleanza, ma ciò gli causò un malore e morì. Quest’alleanza funzionò e Belfiore fu eletto sindaco.
Enrico si innamorò particolarmente di Alessia Lo Surdo, la quale era figlia di un acerrimo nemico della famiglia Belfiore: per il povero Enrico la falce e il martello crearono problemi anche a livello sentimentale .
Enrico e Renato, seguendo le orme dei genitori, si iscrissero e iniziarono a fare militanza nella FGCI (federazione giovani comunisti italiani). Enrico in sezione fece la sua prima proposta su dei film da proiettare in un cineforum; la proposta di Enrico non fu accolta molto bene in quanto propose film americani, ma l’emozione fu forte ugualmente, in quanto per la prima volta era lui a fare una proposta e non il padre.
Non mi dilungo oltre nella descrizione dei dettagli del romanzo perché perdereste il piacere di leggere il romanzo.
È evidente che Luca Scivoletto ha voluto scrivere un romanzo autobiografico, in quanto tramite Enrico ha voluto ripercorrere la sua infanzia trascorsa con il padre ( il senatore Concetto Scivoletto ); nel contempo tramite Michele ha voluto ripercorrere la carriera politica del padre.
Questo romanzo ci va evincere che anche tramite un romanzo si possono conoscere la storia e determinate vicende.
A mio avviso è giusto che noi modicani leggiamo questo romanzo, perché questo, anche se con una storia romanzata, ci dà la possibilità, anche se non in prima persona, ma tramite la ‘penna ‘ del figlio, di conoscere un personaggio importante nell’ambito politico modicano.

Nele Vernuccio