MODICA - INTERROGAZIONE DI IVANA CASTELLO SULLO SCIOPERO DEL PERSONALE IGM

10-12-2019 16:36 -


Signor Sindaco Ignazio Abbate
Comune di Modica
Sua sede

Dott. Carmela Minioto
Presidente del Consiglio
Sua sede

Oggetto: Personale IGM: sciopero programmato per il 13 e il 14 dicembre c.a.


Gentile sindaco,

spesso mi vien di pensare a questa nostra strana epoca. Se ci si pensa anche solo un momento, però con la mente sgombra da altri pensieri, non si può fare a meno dall’osservare come si caratterizzi per la grande frequenza della parola «allerta»: c’è l’allerta meteo, l’allerta terrorismo, l’allerta incendi, l’allerta migranti, l’allerta valanghe e qualcuno parla pure, sul piano della democrazia ovviamente, di un’allerta Salvini. E anche a Modica, questo paesone inseminato in una cava ma non ignoto ad alcuno, se ne susseguono numerose e spesso senza che alcuno ne straparli. Negli ultimi quindici giorni ne abbiamo avuto un paio: l’allerta «Chocomodica» e l’allerta «monnezza». Le manifestazioni del chocomodica, ancora in corso, hanno meravigliato un po’ tutti: l’afflusso delle persone è andato oltre ogni più rosea aspettativa. Allo stesso tempo, però, parecchi abitanti hanno dovuto pagare una sorta di prezzo figurato, poiché hanno trovato le strade impedite o hanno dovuto chiedere speciali permessi per raggiungere (in macchina) le loro abitazioni. Quando ne parlo chi mi ascolta resta incredulo. Penso ad una signora che, una sera, dovendo rientrare ha trovato una pluralità di strade impedite alle auto. Non sapendo come fare per raggiungere l’abitazione, si è rivolta ad un vigile e ha chiesto: «Io abito a sant’Anna e non posso raggiungere la mia casa. Come debbo comportarmi?» «Faccia una cosa» fu la risposta del vigile: «Posteggi da qualche parte l’auto e ci vada a piedi». «Forse non mi sono spiegata» ha chiarito la signora scandendo bene le parole: «Io – abito - a - Sant’Anna». E indicò verso l’alto il luogo in cui si trovava la contrada. «Ah! ora ho capito.» cinguettò servile il vigile: «Vada avanti e chieda al mio collega, può darsi che lui riesca a farla passare». La signora, mentre mi raccontava l’accaduto, manifestava una sofferta perplessità: «I cittadini,» disse proprio così e con l’ìndice della mano destra dritto che più dritto non ne avevo mai visto: «da quando esiste Modica è la prima volta che sono costretti a chiedere il permesso al sindaco per entrare in casa propria».

Altra meraviglia suscita «l’allerta immondizia». Si colloca all’interno della vertenza arretrati che da alcuni mesi il Comune manca di pagare al personale IGM. Gli operai le danno atto, caro Sindaco, che ha già pagato, da allora, la mensilità di agosto e che oggi dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) pagare quella di settembre. Avevano chiesto, però, la disponibilità dell’aula consiliare per discutere di un paio di problemini che stanno a cuore a tutti (o quasi):

-luci ed ombre dell’igiene urbana a Modica;
-la regolarizzazione dei pagamenti al personale IGM.

La domanda fu presentata il 28 novembre e il 3 dicembre è stata recapitata la risposta:

«Con la presente, in merito a quanto richiesto nella nota di cui al presente oggetto,

-poiché non è abitudine di questa Presidenza rilasciare l’autorizzazione per assemblee sindacali, eccezion fatta per le riunioni delle rappresentanze sindacali del personale dipendente di questo Ente;
-ritenendosi tuttavia aperta ad un confronto, tra le parti, (…)

-non si concede l’autorizzazione all’uso dell’aula consiliare giorno 4.12. p.v.»

Tralasciando qualche altro discutibile aspetto, la motivazione del diniego non può non suscitare serie perplessità. Che significato deve attribuirsi all’espressione secondo cui non si rilascia l’autorizzazione «poiché non è abitudine di questa Presidenza» rilasciarne? Si accampa, dunque, un’abitudine, che è fatto personale della Presidente del Consiglio, e si dimentica che il Municipio è la «casa» (spesso anche in senso patrimoniale) «dei cittadini». Non a caso ho accennato alle difficoltà di tornare al proprio focolare da parte di taluno rimasto impigliato nelle restrizioni cioccolattiere. Oggi a Modica abbiamo l’allerta abitazioni, potrebbe dirsi con una boutade, perché il popolo non è più padrone (per fortuna limitatamente alla festa della cioccolatta) né delle proprie abitazioni, né di quella comunale. Dobbiamo considerarci espropriati? E dire che gli operai IGM, discutendo coi consiglieri, avrebbero potuto ricevere e dare, a un tempo, il loro apporto per risolvere i problemi dell’igiene cittadina, tra cui anche quello dei pagamenti tardivi. In ogni caso il personale IGM, dopo aver lavorato con senso di responsabilità durante il Chocomodica, ha proclamato due giornate di sciopero per il 13 e il 14 di dicembre. La parola, ora, passa a Lei, perché lei ha la possibilità di evitare il disagio igienico che lo sciopero potrebbe indurre. Il suo intervento potrà dare serenità ai cittadini, alla IGM e ai lavoratori impiegati.

Ivana Castello
Consigliere comunale del Pd

Mòdica, 9 dicembre 2019