MODICA - " LA SICILIA CAMBI PASSO... E CLASSE DIRIGENTE ": PAROLA DI " CENTO PASSI ".

12-02-2020 16:23 -

Il Muos, le autorizzazioni alle prospezioni petrolifere, la vicenda delle autorizzazioni alle discariche, sollevata dall'on. Claudio Fava, il caso dell'impianto di biomassa a Zimmardo-Bellamagna, le dichiarazioni del Presidente Musumeci in visita a Pozzallo e la posizione "ambigua" del Sindaco pro tempore di Modica, manifestano la rinuncia della politica siciliana, con la sua attuale classe dirigente, a Palermo come a Modica, al ruolo di guida e di assunzione delle scelte strategiche per il futuro dell'isola, tanto da lasciare il territorio in balìa della mera e incontrollata speculazione economica o, nei peggiori scenari, alle incursioni della criminalità.
E mentre nel resto del mondo si parla di transizione energetica, di riforestazione urbana, di azzeramento delle emissioni, di azzeramento del consumo del suolo, del contrasto al dissesto idrogeologico, di mobilità collettiva efficiente ed alternativa, di infrastruttura da terza rivoluzione industriale, di città a misura di uomo, in Sicilia la Politica attretra, ribaltando sulle spalle di associazioni ambientaliste e comitati civici il compito di difendere la dignità di una splendida e martoriata terra e di immaginare migliori prospettive di vita per i nostri figli.
Secondo il Presidente Musumeci, se la politica fosse entrata nella questione di Zimmardo-Bellamagna si sarebbe commesso un non meglio definito reato.
Rispondiamo al nostro Governatore che il vero delitto è stato commesso proprio nel momento di cui la classe politica Siciliana, che lui rappresenta da ormai un trentennio, non ha saputo (o non ha voluto) seguire il passo della Storia, così lasciando la Sicilia a livelli di sviluppo "da prima metà del '900", tanto da farle sperare solo nella "manna" caduta dall'olimpo dei grossi potentati economici.
Il vero delitto è stare zitti, fuggire dalle proprie responsabilità e lasciare che gli interessi delle multinazionali, delle concentrazioni economiche e finanche di altri stati stranieri, abbiano prevalso su quello delle nostre comunità locali.
Il fallimento di questa classe dirigente regionale e locale è evidente e noi, per questo motivo, ne chiediamo le dimissioni, sperando che anche nella nostra amata terra, come sta accadendo in altre zone di Italia e nel resto del mondo, altri uomini e altre donne, sicuramente più illuminati, prendano le redini dei governi regionali e locali, portando avanti, con passione e coraggio, un progetto di equità sociale, di sviluppo sostenibile, di tutela della nostra casa comune, di difesa dei diritti civili, di promozione di una nuova, alternativa e più "umana" visione del mondo e dell'esistenza stessa.