" IGP MODICA: CHI AUTORIZZA CHI? CHI AUTORIZZA COSA ?" di Carmelo Cataldi

20-02-2020 11:55 -

IGP Modica: Chi autorizza chi, chi autorizza cosa.
Ovvero, pubblicità ingannevole o concorrenza sleale?
Da qualche settimana sono apparsi, all'esterno, sulla pubblica via, presso alcuni
esercizi pubblici del corso Umberto I di Modica, alcune tabelle che, utilizzando il
logo dell'IGP del cioccolato, detto di Modica, pubblicizzano l'essere il rispettivo
negozio un “Rivenditore autorizzato” o un “Produttore”.
Si presume che le due attribuzioni si riferiscono a rivenditore di cioccolato detto di
Modica IGP o Produttore di cioccolato detto di Modica IGP.
Si tralascia l'aspetto della legittimità e correttezza amministrativa dell'affissione
pubblica di queste tabelle perchè spetta a organi qualificati dell'Amministrazione
Comunale di Modica, farlo; quello che invece incuriosisce è l'aspetto della legittimità
delle due attribuzioni delle “qualifiche”.
Da quanto fino a oggi è dato sapere le dinamiche funzionali del controllo IGP dei
prodotti italiani, così indicati, sono attribuiti a tutta una serie di uffici terzi e centrali a
partire proprio dal Ministero delle Politiche Agricole e finire, poi, in forma marginale,
ad un consorzio di tutela giuridicamente indicato e nominato dal Ministero.
Ora, al momento come tante altre cose nebulose che circondano la vita pubblica della
città di Modica, non è dato sapere chi abbia autorizzato la realizzazione e l'affissione
di queste tabelle; sicuramente non il Ministero o altro ente centrale, perchè sarebbe
stato reso pubblico, neanche quello che potrebbe poi essere un Consorzio di tutela del
cioccolato di Modica, perchè quello ancora non esiste. Ancora stamattina sul sito del
Ministero non appare nessun consorzio modicano di tutela del cioccolato.
Allo stesso modo non si ritiene che autonomamente e consociativamente i rivenditori
e produttori di cioccolato abbiamo preso e realizzato, a proprio rischio e pericolo, una
simile iniziativa.
Rimane il mistero, ma due cose emergono all'attenzione del cittadino comune che è
anche consumatore e portatore di diritti esercitabili alla fonte stessa della
realizzazione dei prodotti posti in commercio:
a. Può, considerato che al momento non esiste alcun soggetto autorizzato a farlo, e
quindi non vi è alcuna legittimità nel richiedere, ottenere e concedere soprattutto tali
“qualifiche commerciali e artigianali”, essere considerata una pubblicità ingannevole?
Lo si chiede a questo punto a tutte le agenzie di tutela del consumatore e
all'Amministrazione Comunale Modica, deputate a vigilare e provvedere in merito
per quanto di rispettiva competenza;
b. Può essere considerata, stante le predette premesse di ordine etico e dove vi fossero
delle ”maestranze” corporative a tutela dei produttori stessi, essere considerata
concorrenza sleale? Chi oggi non appone queste tabelle ovviamente rispetto a chi lo
fa, è fortemente penalizzato da un punto di vista della concorrenza perchè pur
potendo vendere il cioccolato detto di Modica IGP, nel consumatore si potrebbe, e
credo già si sia inculcato il pensiero che solo chi ha una tabella del genere può avere
il titolo per vendere questo cioccolato, ma soprattutto che si venda quello “autentico”.
E in questo caso, cosa intende fare la vecchia “Camera di Commercio” di fronte a un
tale grave episodio?
Insomma, uno dei tanti pasticci che ormai a Modica sono all'ordine del giorno perché
è invalso il criterio che chi ha “il potere” possa legittimamente o illegittimamente
abusare dello stesso, in spregio a qualsiasi regola o normativa.
E i casi, in quest'ultimo periodo, forse per una presa di coscienza civica, stanno
emergendo in tutta la loro complessità e quantità dando un quadro non certamente
brillante, purtroppo, della comunità modicana che si meriterebbe altro e di più.

Carmelo Cataldi