COMISO - MOZIONE DEL PD PER IL RICONOSCIMENTO IGP DELLA ZUCCHINA VERDE DI COMISO

19-05-2020 16:52 -

Presidente del Consiglio Comunale
E p.c. al Sig. Sindaco
SEDE

Alle organizzazioni agricole di categoria
Agli organi d’informazione


Oggetto: Mozione Consiliare per attivazione procedura riconoscimento IGP “Zucchina verde di Comiso”

Considerato che l’area sud-est del territorio di Comiso, in particolare nelle C.da Comuni, Targena, Cozzo è fortemente vocata per la produzione di zucchina verde di Sicilia

Valutato che le produzioni di zucchina sono di altissima qualità e negli ultimi anni, proprio per queste straordinarie caratteristiche organolettiche e di qualità produttiva, hanno avuto una intensa capacità di penetrazione nei mercati nazionali e internazionali, mantenendo il prezzo all’origine e garantendo reddito ai produttori.

Tenuto conto che la crescente concorrenza sul lato dei costi di produzione derivante da un mercato sempre più aperto, unitamente alle modifiche apportate alla politica agricola comunitaria, che di fatto slega la concessione degli aiuti alla realizzazione di specifiche produzioni, porta le imprese alla ricerca di nuove modalità di competizione. Tra queste, una valenza particolare assumono da un lato la ricerca di una differenziazione delle produzioni su base qualitativa, e dall’altro l’offerta di nuovi servizi, ispirati dal principio della multifuzionalità, e che spesso non rientrano nel tradizionale alveo delle attività agricole (agriturismo, agricoltura sociale, fattorie didattiche, tutela dell’ambiente e della biodiversità, ecc.), ma che appaiono oggi in grado di permettere la permanenza e la rigenerazione dell’agricoltura nell’ambito di spazi rurali sempre meno centrati sulle attività agricole.

Esaminato che la differenziazione delle produzioni basata sull’origine territoriale rientra tra le leve cui le imprese, i loro organismi associativi e le istituzioni pubbliche locali guardano per favorire la penetrazione su nuovi mercati e canali commerciali, nonché per mantenere quote di mercato.

Ribadito che da tempo l’UE ha messo a disposizione delle imprese agro-alimentari uno strumento di tutela e differenziazione delle produzioni “tipiche”, ovvero le cui qualità derivano dal legame col territorio. Una di queste è dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP), istituita con il Reg. CEE 2081/92, recentemente sostituito dal Reg. CE 510/2006.
Le “giustificazioni” per l’introduzione di questo tipo di tutela sono essenzialmente di quattro ordini, come si evince dalla lettura dei “considerando” del regolamento stesso:

ll consumatore: i consumatori mostrano un crescente interesse verso i prodotti tipici, che giudicano normalmente di migliore qualità, più genuini e salubri rispetto ai prodotti di identità sconosciuta; inoltre i consumatori sono interessati ad instaurare legami solidaristici con l’identità culturale dei territori che li esprimono;
il mercato: IGP possono essere utilizzati dalle imprese come strumento di differenziazione qualitativa per sfuggire alla concorrenza sul lato dei costi di produzione;
la concorrenza sleale: l’elevata reputazione di cui molti prodotti tipici godono deve essere tutelata dalle imitazioni e usurpazioni per fornire ai consumatori un’informazione corretta e leale;
lo sviluppo rurale: per il legame multidimensionale al territorio, i prodotti tipici possono esercitare effetti positivi sulle dinamiche di sviluppo rurale, contribuendo a mantenere tradizioni e culture, sistemi sociali ed economici vitali, soprattutto nelle aree svantaggiate e marginali, con effetti di spillover sull’economia locale

Osservato che l’interesse verso questa forma di tutela / differenziazione è stato imponente soprattutto nei paesi “ad alta vocazione di tipicità” e in particolare in Francia e in Italia, Paesi che oggi si contendono il primato del numero delle denominazioni geografiche registrate.
Evidentemente il successo “numerico” delle IGP in Italia è indice delle considerevoli aspettative che le imprese e i sistemi di imprese legate ai prodotti tipici ripongono nell’ottenimento e utilizzo di questi segni di qualità.
L’IGP per la nostra zucchina può dunque costituire un utile strumento di valorizzazione per il prodotto tipico e per il territorio di origine.

Tenuto conto che la domanda di riconoscimento per i prodotti IGP, dovrà essere inoltrata al Ministero delle politiche agricole e forestali, per tramite della Regione Siciliana, esclusivamente da una organizzazione associativa (non è stabilita una precisa forma giuridica) che riunisca tutti gli operatori interessati che trattano il medesimo prodotto agricolo o alimentare allo Stato Membro su cui il territorio è situata la zona geografica.

Si CHIEDE

al Sindaco al Presidente del Consiglio Comunale l’attivazione di un tavolo tecnico per avviare le procedure finalizzate alla costituzione di un soggetto consortile pubblico-privato (alla stesse stregua del consorzio per l’IGP uva da tavola di Mazzarrone”) che si occupi di studiare tutti i fattori di identificazione del prodotto “Zucchina verde di Comiso”, la sua origine storica nel territorio comisano e zone limitrofe nella denominazione, e di predisporre il disciplinare di produzione e l’ente terzo di certificazione (fra quelli riconosciuti dal Ministero) al quale è affidato il controllo sulla conformità della produzione al disciplinare stesso.
In quanto per beneficiare di una IGP, un prodotto agricolo o alimentare deve essere conforme a un disciplinare di produzione che deve comprendere diversi elementi, tra i quali:
• il nome del prodotto agricolo o alimentare che comprende la denominazione d’origine o l’indicazione geografica;
• la descrizione del prodotto agricolo o alimentare mediante indicazione delle materie prime, se del caso, e delle principali caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche e/o organolettiche del prodotto agricolo o alimentare;
• gli elementi che comprovano che il prodotto agricolo o alimentare è originario di una delimitata zona geografica;
• la descrizione del metodo di ottenimento del prodotto e, se del caso, i metodi locali, leali e costanti;
• gli elementi specifici dell’etichettatura connessi alla dicitura IGP, a seconda dei casi, o le diciture tradizionali nazionali equivalenti e le eventuali condizioni da rispettare in forza di disposizioni comunitarie e/o nazionali. Tale disciplinare, pertanto, dovrà definire e regolare le modalità di realizzazione di un determinato prodotto e la localizzazione geografica della produzione al fine di raggiugere il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta.


Comiso, 19 maggio 2020
I Consiglieri Comunali
Luigi Bellassai
Filippo Spataro
Fabio Fianchino