MODICA - MINARDO, CARPENTIERI E " CENTO PASSI ": LETTERA DELL'AVV. ANTONIO RUTA.

21-05-2020 12:22 -



Qualche giorno fa ho rivolto un post critico all’on. Nino Minardo, per stigmatizzare il suo tentativo di spostare una questione, l'identità culturale siciliana e la Lega salviniana, sul terreno della polemica, alquanto stantìa, contro la sinistra. Ho criticato il trasformismo politico suo e di una certa classe dirigente siciliana che, “gattopardianamente”, è disposta a consegnare la Sicilia nelle mani di Salvini, il cui scopo programmatico finale, l'estremizzazione della c.d. “autonomia differenziata”, comporterà la demolizione prima culturale e, quindi, anche pratica dei sistemi di solidarietà tra le regioni, soprattutto sotto il profilo della distribuzione delle risorse, facendo così arretrare ulteriormente il Sud e la Sicilia, a tutto vantaggio delle regioni ricche del Nord. Ho stigmatizzato l’enfasi data dal Minardo alla presunta capacità esclusiva della Lega di valorizzare le c.d. “identità territoriali”, chiedendogli dove fosse stato fino ad oggi e come, in ben 12 anni di mandato parlamentare, avesse ritenuto di difendere questa fantomatica “identità” della sua terra natale.
Il Minardo, ovviamente, non ha risposto, facendomi invece attaccare da Mommo Carpentieri, suo uomo di fiducia, con un post chiaramente scritto a più mani e nel quale, piuttosto che essere io smentito sul piano politico, sono stato messo alla gogna mediatica, con l’accusa volgare e infamante di avere manipolato la lista 100 Passi per escludere candidati più papabili e tacciandomi di frustrazione per non essere stato eletto.
Ebbene, andiamo per ordine.
Mi sono chiesto quali siano stati i successi elettorali di Nino Minardo e ho fatto una ricerca del suo curriculum vitae: nel 2004 è stato nominato assessore provinciale, senza essere stato previamente eletto; nel 2006 si è candidato alle elezioni regionali, con il sistema delle preferenze, ma non è stato eletto; nel 2007 è stato nominato Presidente del Consorzio Autostrade (con risultati ben noti); nel 2008 è approdato in parlamento nazionale con il sistema della liste bloccate, facendosi collocare in una posizione di eleggibilità sicura. Con lo stesso metodo è stato “nominato” in parlamento anche nel 2013 e, poi, nel 2018, facendosi però inserire in un collegio più sicuro, in quel di Catania.
In buona sostanza il Minardo non è stato mai eletto da nessuno. Ciononostante non ho mai pensato che questo fatto gli potesse causare una qualche forma di frustrazione.
Passiamo a Carpentieri: da assessore di una giunta di sinistra, è stato eletto al consiglio provinciale con la destra. Nel 2012 si è candidato, sempre con la destra, alle regionali, ma non è stato eletto, posizionandosi solo al terzo posto. Nel 2013 si è candidato a Sindaco di Modica, ma è arrivato ancora terzo, dopo Abbate e Giurdanella. Nel 2018, si è aggiudicato con Forza Italia il seggio di consigliere comunale a Palazzo San Domenico ed in questi giorni, dopo l’adesione alla Lega, è stato nominato, in quota Nino Minardo, Presidente dello IACP (questo però è un incarico extra-elettorale).
Nemmeno in questo caso possiamo parlare, quindi, di una carriera particolarmente brillante sul piano elettorale. E nemmeno in questo caso io ho mai immaginato una sua frustrazione per i mancati successi elettorali.
Sul piano politico, vale la pena di dire che il loro “metodo" di “accaparramento" degli incarichi pubblici mi ricorda il monito di Enrico Berlinguer: l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande.
Su questo tema, una riflessione seria andrebbe condotta tra le forze politiche e democratiche della città!
Ciò detto, veniamo alla vicenda elettorale del 2018, quando fui incaricato di formare una lista per il consiglio comunale, che avrebbe fatto riferimento al movimento regionale 100 Passi. Una lista, quindi, fortemente identificata sul piano politico, sostanzialmente “di nicchia”. Ebbene, non nascondo le difficoltà che incontrammo nel reperire il numero minimo di candidati. Chi aveva dato la disponibilità a candidarsi, chiedeva la garanzia, da noi pienamente condivisa, che non ci sarebbero state concentrazioni di voto. In ossequio a tale richiesta, il movimento Articolo uno, di cui io facevo parte, indicò diversi nomi, tra cui il mio, mentre un’altra forza forza politica (di sinistra) si limitò ad indicare un solo un nominativo, senza alcuna altra possibilità. Questa circostanza ci mise di fronte all’alternativa di rinunciare a quella sola candidatura oppure vedere naufragare la lista stessa.
Ora, se, come pensano i componenti della Lega modicana (u lupu so’ cchi opera pensa), avessi avuto “smania” di essere eletto, avrei dovuto cogliere quell’occasione per mollare tutto e, con molta meno fatica, collocarmi in altre liste, più competitive, approfittando, a questo punto, del sostegno compatto di Articolo Uno. Diversamente, scegliemmo con convinzione di andare fino in fondo e di optare per la presentazione di 100 Passi per Modica, sia pure fortemente indeboliti dall’assenza, anzi dall'opposizione dichiarata della formazione politica che avevamo dovuto escludere e di qualche pezzo del sindacato.
Oggi, attraverso quei fatti squisitamente politici, si cerca strumentalmente di delegittimare la mia immagine e la mia integrità morale e questo non lo posso consentire!
Ovviamente, per l’educazione politica che mi è stata impartita, non intendo nascondermi dietro le spalle di nessuno, assumendomi tutta la responsabilità politica di quell’insuccesso elettorale e dichiarandomi pronto a farne politicamente ammenda. Questo, però, non autorizza nessuno a dire falsità sul mio conto, allo scopo di mettermi il bavaglio o, cosa ancora più squallida, per minare gravemente la mia dignità di uomo e cittadino, con mezzi diffamatori o attraverso il pubblico ludibrio. Chi pensa di commettere una simile vergogna dovrà fare i conti con la sua coscienza e troverà in me un avversario tenace!
Per dovere di correttezza e di chiarezza, vorrei anche ricordare a tutti i modicani che l’esperienza dei 100 Passi non si è fermata alle elezioni. Negli ultimi due anni e mezzo, con il comitato nato dalle radici di quella lista elettorale, abbiamo lanciato tante proposte per la città, per la tutela dell’ambiente, per il miglioramento dei quartieri e la resilienza nella vita dei cittadini, per la difesa del Paesaggio (vd il caso Zimmardo), per la valorizzazione dei nostri beni culturali, per la lotta ai disagi e alle marginalizzazioni sociali. Abbiamo fatto opposizione, anche dura, all’attuale amministrazione cittadina e abbiamo difeso i diritti conculcati di tante persone, che hanno trovato in noi un sostegno politico, umano e un presidio di libertà. Da ultimo, abbiamo avuto l’onore di vedere trascritto un nostro intervento politico, sul rapporto tra etica e produzione del cioccolato, tra le pagine di una recente pubblicazione di storia contemporanea.
Insomma, quella di 100 Passi è stata una bella esperienza di partecipazione politica, condotta nello spirito dell’art. 49 della Costituzione Repubblicana. Un’esperienza che tanti amici ci spronano quotidianamente a mantenere viva e forte, nella e per la città. Un’esperienza politica che, insieme ai componenti del comitato, non faremo disperdere.
Per concludere, vorrei ricordare ai Carpentieri, ai Minardo e a quanti fanno dipendere la loro felicità dal consenso elettorale, che “l’opinione pubblica è un tiranno assai debole paragonata all’opinione personale. Ciò che determina o piuttosto indica il fato di un uomo è l'opinione che egli ha di se stesso”.

Antonio Ruta