L'INTERVENTO DELLO PSICOLOGO: " SUICIDI IN PROVINCIA "

19-06-2020 16:37 -

Suicidi in provincia di Ragusa - situazione preoccupante, 4 in poco più di un mese
Ormai è chiaro a tutti che la situazione pandemica è risultata essere un grande stravolgimento. Gli effetti, a vari livelli, sono sia materiali che psicologici. Moltissime le conseguenze, sul piano psicologico, a cui ha portato e ancora può portare. A seconda delle caratteristiche personologiche, ha riacutizzato problematiche pregresse, ha slatentizzato problematiche coperte o, infine, ne ha fatte emergere di nuove circostanziate a tali eventi.
Tra le problematiche grandemente preoccupanti vi è quella del suicidio. Continua a salire in modo straordinario il numero di chi ricorre a questo gesto. Nella provincia di Ragusa se ne registrano quattro in poco più di un mese, di cui tre dall’8 giugno a ieri.
Mi colpisce come i giornali sembrino riportare queste notizie in modo sommesso, con piccoli trafiletti che passano abbastanza inosservati. Rispetto a questi fatti, spesso la convinzione diffusa è che sia bene parlarne poco, potrebbero portare a emulazioni.
Credo sia doveroso fare in merito delle precisazioni. Nella terribile situazione nella quale ci troviamo, il rischio emulazione c’è. Chi vive il tormento dell’animo che poi conduce a questi gesti estremi, può sentirsi incoraggiato a compierli se le notizie si susseguono. Ma, aspetto fondamentale, l’incoraggiamento all’emulazione è determinato fondamentalmente dal modo in cui una notizia viene data, ovvero si potrà avere un effetto di questo tipo qualora, le notizie al riguardo, venissero date usando toni sensazionalistici e se, la descrizione dei fatti, venisse accompagnata da dati che li giustifichino, circoscrivendoli ad elementi che appropriatamente li avrebbero determinati.
Partiamo da un punto fondamentale: evitare di parlare di un problema non aiuta a fare sparire quel problema, mai, in nessun contesto. Credere che far finta che un problema non ci sia, ne possa ridurre la portata, è un irrealistica illusione. Al contrario, parlare di un problema ha un’infinità di effetti benefici tra cui ridefinirne le dimensioni (le cose rimuginate, in solitudine, nelle propria testa, amplificano le loro dimensioni, divenendo via via enormi).
I giornali occorre quindi che riportino queste notizie, accompagnandole di messaggi appropriati, riguardanti la particolarità del momento che stiamo vivendo, la necessità di non crollare di fronte a fatti che sembrano irrisolvibili e la possibilità concreta che, ciò che oggi appare complicatissimo, domani troverà soluzione. È una “missione sociale” alla quale è doveroso rispondere. Mai come in questo momento tutti siamo stati uniti da uno stesso e difficile destino, mai come in questo momento tutti siamo stati chiamati a solidarizzare con tutti. L’aiuto che diamo ai nostri simili, è l’aiuto che diamo a noi stessi e viceversa.
Altri importanti informazioni che possono essere di aiuto a porre un freno a questo tristissimo fenomeno: un suicidio non avviene quasi mai dall’oggi al domani, senza mai dare preavvisi. Spesso è preceduto da un lungo rimuginio da parte di chi lo metterà in atto, visibile dall’esterno da un’espressione facciale caratterizzata dall’assenza di luce, da una mimica spenta, appesantita. È preceduto da toni dell’umore piuttosto depressi o da forte irascibilità e tendenza allo scontro. A volte, chi medita di farlo, addirittura lo preannuncia con tentativi di suicidio non andati in porto o con messaggi che, da parte di chi ascolta, vengono minimizzati o interpretati come frasi dette, ma non pensate seriamente. È invece fondamentale prestare attenzione in questo lungo periodo, che non sappiamo quanto ancora durerà, a questo tipo di comportamenti e di messaggi. Chi arriva al suicidio spesso è combattuto tra due forze, Eros e Thanatos, Libido e Destrudo, per dirla in termini psicoanalitici, due forze contrapposte, una spinge verso l’autodistruzione, l’altra vi si oppone cercando di aggrapparsi alla vita. I messaggi velati che questi soggetti mandano, provengono proprio da quella parte della personalità che vorrebbe rimanere in vita e che, maldestramente, cerca di lanciare un grido di allarme, sperando che qualcuno intervenga dissuadendo dal gesto finale.
In questo tempo di smarrimento e desolazione è importante stare vicini con l’anima e con il cuore ai propri cari, il sostegno affettivo è il balsamo più prezioso che si possa avere. Non lasciate correre nessun segnale che vi possa allarmare. Stimolate le persone a voi care, con tatto e delicatezza, a parlare. Fate in modo che non rimangano isolati nei loro terribili pensieri. Incoraggiateli e osservare la realtà da punti di vista meno tragici e, se vi accorgete che la situazione è seriamente preoccupante, rivolgetevi a uno specialista.

Sabrina D’Amanti

.