SCICLI- INTERVENTO DI GUGLIELMO PACETTO ( CLUB UNESCO ) SULLO SVILUPPO DELLA CITTA´

21-02-2015 14:26 -

Intervento del Segretario del Club UNESCO Scicli al Consiglio Comunale aperto del 18.02.2015.
Si desidera innanzitutto ringraziare le istituzioni, che nuovamente hanno consentito di affrontare in un pubblico dibattito la fondamentale discussione sulla elaborazione di nuove linee guida per intervenire sul Piano Regolatore Generale, anche sulla scorta di quelle elaborate e al vaglio del Consiglio Comunale attualmente ancora in carica.
Il Club UNESCO di Scicli accoglie con interesse gli ultimi e recenti correttivi apportati al proprio documento da parte del Laboratorio Rigenerazione Urbana, poiché recepisce molte delle criticità messe in rilievo in più occasione dal Direttivo del Club, nel corso dei precedenti incontri con le associazioni e nei consigli comunali aperti.
Si ritiene ora necessario e prioritario riaffermare con forza alcuni principi essenziali da porre a cardine della redazione di linee guida volte a intervenire sul PRG, perché quest´ultimo possa divenire strumento di sviluppo armonico e prospettico per la città e per la comunità: il compito di chi oggi, e nel prossimo futuro, intende incidere sulla predisposizione di una variante complessiva all´attuale PRG è quello di concentrarsi su una progettazione di sviluppo complessivo, economico e sociale, che abbia una prospettiva di lungo periodo (20-30 anni), e non soffermando ogni sforzo su interventi di breve e medio periodo, magari dettati da interessi o trend momentanei, generati spesso da atteggiamenti ed emozioni falsanti che crescono sull´onda di un pur discreto recente successo turistico.
Occorre quindi che, non solo l´attuale classe politica e le Istituzioni preposte, ma anche l´associazionismo e tutta la cittadinanza, siano coinvolte e rese partecipi di un progetto interdisciplinare che serva a delineare in maniera chiara e netta l´identità economica, culturale e sociale della comunità e che, a nostro parere, abbia il suo fulcro tanto nella valorizzazione del patrimonio artistico, architettonico, monumentale e urbanistico della città, quanto nel riconoscere centralità e preminenza al comparto agricolo, che è stato traino ed è tutt´oggi fondamento basilare dell´economia locale.
Un´agricoltura che va rinnovata nel metodo e indirizzata alla riconsiderazione delle zone sul suolo comunale a essa adibite, individuando e privilegiando un ritorno a forme di coltivazioni tradizionali o comunque non di produzione in serie, fuori dall´esclusività serricola, adattando la tradizione alle nuove tecniche e auspicando maggiori consociativismi nell´ambito stesso. La cultura agricola, in secondo luogo, è salvaguardia ambientale di un territorio, dove spinge alla limitazione delle ambizioni edilizie, che dovranno essere necessariamente e assolutamente relegate alla riqualificazione e valorizzazione dell´esistente.
Su tali ultimi aspetti, giocherà un ruolo preminente la valorizzazione del centro storico cittadino, in funzione del quale sarà utile prevedere piani particolareggiati e ogni altro strumento idoneo a tutelare e recuperare il patrimonio monumentale e architettonico, oltre che la rete viaria cittadina, rispettandone la struttura concettuale e le caratteristiche, ampliando le aree verdi, strutturandone di nuove, quasi a voler prevedere spazi "di respiro pubblico".
Intervenire in tali direzioni garantirebbe e favorirebbe, a nostro parere, una prospettiva concreta di sviluppo armonico, sostenibile ed economicamente florido e solido nel medio e lungo periodo, per tutta la comunità.
Alla luce di quanto sin qui rilevato va analizzato e trattato il tema economico attualmente più in voga, quello del turismo, non certo immaginando che a esso possano essere ancorate le linee guida per una nuova variante al PRG. Qualcuno dimentica - intenzionalmente o meno, a seconda dei casi - che i flussi turistici sono aleatori e tutt´al più stagionali; basterebbe leggere le statistiche nazionali, i trend, per giungere alla considerazione che lì dove il turismo raggiunge indicizzazioni sostanziali, il settore trainante è comunque quello legato alle attività agricole e rurali, fondate sulle ricchezze che il territorio e la città già hanno da offrire naturalmente. In pratica, il turismo funziona dove c´è una sana agricoltura. Va di moda oggi, nei chiacchiericci assimilanti, indicare Matera quale modello da seguire. Senz´altro una città che ha saputo elaborare e sviluppare un disegno organico ultradecennale, di crescita e valorizzazione. Si auspica tuttavia che il chiacchiericcio assimilante si estenda alla situazione delle province del Nord Italia interessate dal passaggio della via Francigena.
Per chiarire, ben venga un turismo di tipo naturalistico, a cemento zero e non di massa, su percorsi rurali cui collegare centinaia di imprese agricole limitrofe, pur restando coscienti e privi dell´illusione che su di esso, in via primaria e basilare, si possa fondare lo sviluppo economico di un territorio. Il sano comparto agricolo è aspetto imprescindibile per ogni altro tipo di attività imprenditoriale. Assolutamente da evitare è il turismo fondato su villaggi turistici, strutture alberghiere e affini, che apporta più cemento che vantaggi. Un piano fondato sulla questione ambientale-naturalistica invece si farebbe affiancare positivamente da previsioni di miglioramenti e diversificazioni dei servizi; ad esempio dei trasporti pubblici, per i cittadini, per gli utenti locali e non; concorrerebbe alla riqualificazione di quella che un tempo era la periferia della città e che oggi va ripensata come l´anticamera d´accoglienza per chiunque entri in città, probabilmente persino il nuovo centro cittadino.
Tanti sono gli ambiti e le problematiche da affrontare e che richiedono tempo, impegno e lavoro da parte di tutti, molti sono gli argomenti che oggi non abbiamo toccato e su cui auspichiamo d´avere l´opportunità per confrontarci, prima che si addivenga a provvedimenti o risoluzioni affrettate o poco definite in qualche aspetto, anche terminologico, poiché la forma è sostanza in questo ambito come in molti altri. Concludendo, si ribadisce l´impegno del Club UNESCO a monitorare e partecipare al processo di formazione delle linee guida di variante al PRG, fin d´ora garantendo l´intervento attivo e la censura ideale ove i buoni propositi venissero a essere disattesi per il tramite di condotte dannose per il patrimonio storico, culturale e ambientale della comunità sciclitana. Infine, vista l´attuale situazione cittadina e istituzionale, si auspica serenità e ponderazione nelle decisioni da prendere, nei tempi giusti e, come già accennato, senza alcuna fretta. Poiché, è inutile ricordarlo, dalle prossime risoluzioni dipenderà il nostro futuro

Il Segretario Club UNESCO Scicli
Guglielmo Pacetto