COMISO - DAL 3 OTTOBRE MOSTRA DI FRANCO BAGLIERI

01-10-2020 11:48 -

“Testimoni del tempo”. Mostra d’arte personale di Franco Baglieri dal 3 all’ 11 ottobre presso la sala Pietro Palazzo in via degli Studi a Comiso. Sculture realizzate con ciò che il mare restituisce alla terra, ambasciatrici speciali di pace. “Ciò che colpisce è il doppio punto di vista assunto dall’artista, che è al contempo colui che osserva e compone la sua opera dall’esterno, vedendola in sé innanzitutto e poi facendola, ma è anche nella quasi totalità delle composizioni interno all’opera stessa”. Dichiarazioni del sindaco, Maria Rita Schembari.
“Una scheggia fuori dal tempo, risultato dell’incessante lavoro di scarnificazione del mare, è ciò che rimane di qualcosa un tempo vivo, ma che ricomprende in sé tutte le vite che quello stesso mare hanno attraversato. – Descrive così, Maria Rita Schembari, le opere di Baglieri - . È così anche per i rami i tronchi le radici, che durante le sue passeggiate nei nostri litorali sabbiosi Franco Baglieri raccoglie. Lo immagino tastare quei tronchi, accarezzarli, accostare ad essi il volto e l’orecchio per ascoltare da loro cosa abbiano da raccontare. Sono storie antiche, eppure sempre nuove e presenti: narrano della sete di conoscenza di Ulisse, unico tra i compagni a rischiare la vita pur di sentire il canto delle sirene; di uomini che innalzano un Menhir, impauriti dal mistero che li sovrasta; di donne, uomini e bambini arroccati su uno scoglio, di vedetta contro possibili minacce, o, al contrario, con lo sguardo teso all’orizzonte alla ricerca di un approdo, di una salvezza. Salvezza sì, perché da questi legni scabri ed essenziali grida un’umanità tradita ed umiliata, nei campi di concentramento o nel nuovo sterminio di cui proprio il nostro Mediterraneo è scenario; nella fuga dalla guerra che immola alla violenza brutale gli esseri più innocenti, ai quali Franco Baglieri, in un moto di dolente pietà, restituisce uno scorcio di normalità, facendoli per sempre dondolare su un’altalena. Perché l’arte e l’artista possono tanto – ancora il Sindaco di Comiso - , persino risarcirci delle ferite più laceranti, donarci una speranza, sotto forma di una farfalla o di un’altalena, e lenire il nostro dolore di uomini alla deriva in questo infinito universo. Al legno, accostato e composto nelle sculture di Franco Baglieri, giustapposto per differenze di colore e consistenza, si uniscono altri materiali, residui organici come radici, ciuffi arsi di alghe o valve di conchiglie, o, ancora, rifiuti che l’uomo getta noncurante in mare, pezzi di rete, fil di ferro e plastica. Ciò che colpisce è il doppio punto di vista assunto dall’artista, che è al contempo colui che osserva e compone la sua opera dall’esterno, vedendola in sé innanzitutto e poi facendola, ma è anche nella quasi totalità delle composizioni interno all’opera stessa. Lo si individua da due particolari quali il baffo e il pizzetto, segni di riconoscimento dell’uomo Franco Baglieri, che come ogni altro essere dotato di una sensibilità particolare mentre vive la vita si osserva e osserva il mondo attorno a lui viverla. Pregne di vita, nonostante l’apparente aridità della materia, sono queste opere, fatte di un legno che è stato per anni spugna, che ha assorbito e ricompreso in sé chissà quanti palpiti. Ma a maneggiare quel legno ci vuole abilità, e delicatezza, - conclude il primo cittadino - perché esso è tanto denso di sensi quanto fragile. Anzi, fragilissimo, proprio come la vita”!

“Durante le mie passeggiate lungo le spiagge del Mediterraneo,- aggiunge Franco Baglieri - ho sempre osservato con curiosità tutto quello che il mare restituisce alla terra. E mi sono accorto che la battigia rappresenta l’ultimo approdo di rami di alberi, legni di barca, pezzi di utensili vari.
Ognuno di questi oggetti racconta una propria storia fatta di naufragi, di lunghi viaggi, di remoti luoghi, di usi diversi. Mi piace allora paragonarli a tanti piccoli ed inconsapevoli Ulisse, arrivati sulle nostre coste, stanchi, dopo essere stati trasportati, sbattuti, levigati, erosi e cullati dalle onde chissà da quanto tempo. Legni tutti diversi, duri e dolci, piccoli e grandi, chiari e scuri, adagiati in questa loro Itaca. Spinti dalle vele della mia immaginazione, riprendono il loro ritorno ( nostos ) ed approdano , questa volta, nel mio atelier per intraprendere una nuova ed inedita avventura. Mutati nella loro identità, arricchita dalle pregresse esperienze, diventano così ambasciatori speciali di pace, rigenerandosi e dando vita a composizioni scultoree, il cui leitmotiv è la diversità che si fa unione e vincolo di speranza e di solidarietà”.
La mostra sarà inaugurata sabato 3 ottobre alle ore 18.30

Comiso 1 ottobre 2020