L'ANALISI - " ... A PROPOSITO DI DONNE: IERI, OGGI , DOMANI " a cura di Maria Virginia Consales

16-02-2021 16:58 -

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un intervento di una studentessa modicana sulla q " questione femminile.

"Lumi per la ragione, libertà di pensiero e diritti riconosciuti ad ogni classe sociale:
l'Illuminismo bussa alla porta di un nuovo autore che si lascerà guidare quanto influenzare
nella sua scrittura rivoluzionaria da quello che diventerà uno dei più grandi movimenti culturali
della storia.... ad aprirla, quella porta, c'è Goldoni (1707-1793), scrittore e commediografo
italiano, nonché ideatore e iniziatore della Riforma del Teatro. Così, nel lontano 1750 nasce
"La Locandiera" e con essa una tra le prime, se non la prima, figura di quella che oggi verrebbe
definita 'donna manager': Mirandolina.
Mirandolina, protagonista dell'opera, è una semplice donna appartenente alla borghesia
fiorentina il cui lavoro è incentrato sulla gestione della locanda di famiglia. Durante le vicende
illustrate si troverà più volte a doversi difendere da commenti sessisti tipici di quell'epoca e
atteggiamenti di poco rispetto e basso livello avanzati dal Cavaliere di Ripafratta. Decisa e
dagli ideali già allora femministi, riuscirà a contrastarli ammaliando tutti i personaggi
dell'opera senza farsi però da questi ultimi conquistare. Il suo intuito è infatti molto sottile
quanto giusto, e lei sarà in grado di scorgere, tra i personaggi, l'uomo più adatto a lei e alla sua
voglia di libertà, Fabrizio.
Il suo personaggio forte e di vena imprenditoriale delinea chiaramente le caratteristiche tipiche
di una donna d'oggi che ha voglia di affermarsi e fare del suo nome qualcosa di grande e della
sua figura qualcosa che non passi inosservato. Mirandolina è oggi in mezzo a noi, insita in ogni
donna con lo spirito di conquista, pronta a prendersi il mondo. Ma quante speranze e sogni
realizzabili hanno queste donne?
Negli anni le donne si sono trovate, in molteplici situazioni, a lottarsi per i loro diritti, battersi
contro pregiudizi e dimostrare quanto valessero le loro menti, i loro ideali e le loro infinite
capacità. Tante sono state le loro conquiste, una tra queste l’ottenimento del suffragio
universale avvenuto in Italia nel 1945. Da allora la loro lotta non si è mai fermata, proseguendo
imperterrita con manifestazioni e comizi dai lunghi discorsi che a quei tempi sembravano fin
troppo astratti. Oggi la donna è finalmente vicina al riconoscimento dei propri valori nonché
diritti, e spesso li ha addirittura raggiunti. Il diritto al lavoro e alla parità dei sessi sanciti
rispettivamente negli artt. 37 e 3 della nostra Costituzione sono chiari esempi delle prime
conquiste femminili. La donna ottiene quindi il diritto al lavoro e l’uomo inizia ad averne cura,
permettendole di esercitare tale diritto. Il ventunesimo secolo in cui ci troviamo a vivere il
nostro presente è l’espressione della ‘non arresa’ se non della conquista. Per una donna inizia
pian piano ad essere possibile ottenere ruoli ambiti e di un certo spessore grazie alla cultura
concessale. Rita Levi Montalcini diceva “La donna è stata bloccata per secoli. Quando ha
accesso alla cultura è come un’affamata. E il cibo è molto più utile a chi è affamato rispetto a
chi è già saturo”, questo credo sia uno dei principali motivi per cui la donna non si sia mai
arresa puntando sempre più in alto, lo stesso motivo per cui non può ancora ritenersi del tutto
satura.
Ma a cosa puntano dunque tutte queste donne? Hanno intenzione di sostituire l’uomo e la
figura maschile? Non hanno più voglia di essere madri, non è tra le loro priorità?
Queste sono le continue domande poste nei confronti di coloro che non vogliono accontentarsi
di una vita come tante, ma farne della propria un qualcosa di grande. Sono però le continue
domande della società che, a eccezione chiara di chi ha già ampie vedute in merito, non sembra
voler tacere e attendere in fatti concreti le risposte che cerca.
Il desiderio di essere madre, e non solo diventarlo (e tra i due verbi c’è molta differenza), nasce
in ogni donna sin da quando lei stessa nasce, non credo perciò possa essere sostituito o
compensato da lavori, vesti o incarichi di spicco. Essere madre è donna e, seppur non ogni
donna sia madre, non è possibile che tale ruolo venga affidato ad altri. Essere una donna in
carriera non esclude avere e prendersi cura di una famiglia. Mia madre, se posso avvalermi di
esempi concreti e a me vicini, è riuscita a laurearsi, diventare commercialista ed esercitare la
professione e rivestire ruoli istituzionali provinciali e comunali, eppure io oggi ho 17 anni e
non mi è mai mancata la figura materna, mia madre c’è sempre stata a prescindere dal suo
lavoro e dagli innumerevoli impegni. Non posso non credere nelle donne e nella loro grande
capacità di affermarsi senza rinunce. Credo nell’istruzione, tanto quanto Malala Yousafzai che
già alla sua tenera età si batté affinché tale diritto fosse loro riconosciuto. Credo nei sogni e
nella caparbietà che si ha nel realizzarli, così come oggi ci insegna Kamala Harris, prima
vicepresidente donna degli Stati Uniti d’America. E credo nella forza e nel successo che una
donna possa avere giocando le giuste carte, entrando nel mercato con perseveranza e riuscendo
a restarci dentro creando grandi imperi a livello internazionale, così come Miuccia Prada
creatrice di una delle più grandi e importanti case di moda oggi presenti nel mercato,
Massimiliana Landini Aleotti leader del noto gruppo farmaceutico Menarini, Emma
Marcegaglia prima presidente donna di Confindustria, BusinessEurope ed Eni, e Francesca
Bellettini direttrice del rinomato marchio Yves Saint Laurent, sono riuscite a fare.
Coraggio, perseveranza e tanta forza. Questi sono gli ingredienti che non possono mancare
nella ricetta dell’affermazione femminile. Ingredienti però validi quanto spesso privi di
collante…. È per questo motivo che oggi non basta, non può bastare, credere in sé stesse:
abbiamo la grande necessità che anche la nostra società creda in noi, tanto quanto le nostre
famiglie hanno imparato a farlo e faranno, così come gli uomini al nostro fianco saranno in
grado e vorranno farlo. Non possiamo pensare che vengano dispersi i valori della famiglia e
della figura materna, allo stesso modo in cui non rientra tra i nostri obiettivi superare o
sostituire l’uomo, chiediamo soltanto di poterci camminare fianco a fianco, in parità.
L’affermazione femminile, del tutto colorata di rosa, e il ruolo di donna manager sono realtà
oggi davvero e letteralmente reali, legate non più soltanto a grandi sogni e brillanti aspirazioni
ma al raggiungimento di importanti obiettivi e concretezza dei propri ideali.
Utopia? Assolutamente no! Realtà, realtà e realtà! "

Maria Virginia Consales
10/02/2021