MODICA - " LA CASA DI VIA POSTERLA ERA O NO QUELLA NATALE DI QUASIMODO ?" di Carmelo Cataldi

09-04-2021 17:14 -

Salvatore Quasimodo: “Di sicuro c'è solo che non è nato in via Posterla, 84”.

Ovvero cosa c'è dietro la fittizia indicazione dell'abitazione ove è stato costituto un museo.



E' di queste settimane la polemica nata intorno alla ipotetica vendita da parte di privati di quella che è considerata come “la casa natale di Salvatore Quasimodo” e per cui l'Assessore Regionale alla Cultura, Alberto Samonà si è speso in prima persona, sull'onda “dell'indignazione popolare” per tale normale e banale vendita di un bene immobile tra privati, per far autorizzare alla Regione Siciliana la spesa di 1 milione di Euri per l'acquisto della stessa.
Per tale motivo sarebbe bene che chi è deputato a tale Ufficio, prima di un impegno di spesa pubblica così oneroso, approfondisse bene la natura e le origini del bene da acquisire, per evitare di incappare in un errore dalle proporzioni, sotto il profilo prima storico e culturale e poi pubblico, colossali.
Per riassumere in una frase ad effetto quale situazione poco cristallina sta dietro l'attribuzione “di casa natale di Salvatore Quasimodo”, all'abitazione sita a Modica in via Posterla, nr. 84, si potrebbe mutuare la famosa esclamazione giornalistica di Tommaso Besozzi, utilizzata in occasione della morte di Salvatore Giuliano e divenuta storica e cioè che “Di sicuro c'è solo che è morto”, e quindi, in questo caso, affermare che: “Di sicuro c'è solo che non è nato in via Posterla, 84”.
Occorre premettere che Salvatore Quasimodo nasce effettivamente a Modica il 20 agosto del 1901, alle 04.10, come attesta la registrazione di nascita effettuata dall'Ufficiale di Stato Civile, Avv. Giuseppe Rizza, secondo la denuncia del padre Gaetano avvenuta alle ore 10.40 dello stesso giorno presso gli Uffici dello Stato Civile del Comune di Modica, per poi partire da Modica, unitamente alla madre ed al fratello maggiore Vincenzo, alla volta di Roccalumera (ME), ove abitavano i nonni paterni, senza farvene più ritorno, se non negli anni 60, dopo aver conseguito il Premio Nobel per la Letteratura.
Qui lo stesso viene battezzato il giorno 11 settembre dello stesso anno e cioè dopo appena 20 giorni dalla nascita a Modica, da Mons. Francesco Maria Di Francia. La trascrizione recita: “6. 11 settembre 1901. Quasimodo Salvatore Giuseppe Virginio Francesco di Gaetano e di Ragusa Clotilde. Patrino: Sturiale Giuseppe. Matrina: Quasimodo Francesca. Levatrice: Mazzullo Carmela.”; a latere vi è la trascrizione del matrimonio avvenuto a Milano il 06.11.1948.
Ma non è tanto la trascrizione di battesimo ad attirare, ed avrebbe dovuto già in passato, ma anche oggi, l'attenzione degli organi pubblici e dei biografi del poeta, bensì la trascrizione di nascita avvenuta allo Stato Civile del Comune di Modica. Infatti, e so che cadrà ancora una volta per Modica, ovvero per una “certa Modica” un “mito”, ovvero uno dei tanti “pseudo-miti”, quello sull'indicazione di via Posterla, nr. 84 come luogo di nascita del poeta, nell'atto di nascita risulta che lo stesso, figlio di Gaetano, di professione impiegato (e non ferroviere), risulta essere nato nella casa indicata come quella pertinente l'Ufficio Postale di Modica.
La trascrizione di nascita, per completezza, riporta: “Nr. 854. Quasimodo Salvatore, Giuseppe, Virginio, Francesca. L'anno millenovecento uno, addì venti di Agosto a ore dieci e minuti quaranta, nella Casa Comunale. Avanti di me Avv. Giuseppe Rizza Segretario Comunale delegato del Sindaco con atto del trenta dicembre milleottocentonovantadue debitamente approvato, Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Modica, è comparso Quasimodo Gaetano di anni trentaquattro, Impiegato, domiciliato in Modica, il quale mi ha dichiarato che alle ore quattro e minuti dieci del di venti del corrente mese, nella casa posta in (Ufficio Postale al numero-----, da Ragusa Clotilde civile, sua moglie, seco convivente è nato un bambino di sesso maschile che egli mi presenta, ed a cui da i nomi di Salvatore, Giuseppe, Virginio, Francesca.”. A latere si rileva: “a 13-8-927 sposò in Reggio Cal. Donelli Bice; a 6-11-948 sposò in Milano con Cumani Clementina atto n. 2439 reg. 3”.
Ora, se gli atti dello Stato Civile hanno ancora un valore, non risulta, almeno ufficialmente, una nascita del poeta nella casa di via Posterla, nr. 84, bensì presso, probabilmente, uno degli alloggi in uso al personale delle Poste Regie, i cui uffici allora si trovavano nel secondo ordine del Palazzo Comunale “San Domenico”, praticamente ove oggi ha sede la Polizia Municipale, nè tanto meno si evidenzia una narrazione biografica del poeta in quell'abitazione essendo, dopo appena 20 giorni, battezzato a Roccalumera, senza fare più ritorno, come attestano le diverse biografie, nel suo “paese natio”.
Appare curioso, ma questi sono i fatti, mentre, anziché pensare di spendere un milione di euri del contribuente per acquisire quella che non è stata la casa natale la stessa in cui anche minimamente non ha vissuto il poeta, andrebbe sondato e disvelato quale fu il contesto negli anni 60 del secolo scorso che portò ad indicare quell'abitazione come quella natale del poeta e fare luce su questo passaggio “buio” della narrazione “aulica e pretenziosa” della città, capitale della Contea, ma anche di qualcosa d'altro.

Carmelo Cataldi