RAGUSA - LA LIS A SCUOLA PER L'INCLUSIONE

09-05-2021 11:39 -

Ufficio IX- Ambito territoriale Ragusa- Direzione didattica “Paolo Vetri” – Scuola polo per l’inclusione- Ente Nazionale Sordi – sez. di Ragusa



LA DIVERSITA’ COME RISORSA EDUCATIVA

Ragusa, la LIS a scuola per l'inclusione

Inclusione per i bambini sordi, progetto-pilota a Ragusa. In due classi tutti gli alunni imparano la lingua dei segni






Un progetto pilota di alfabetizzazione per la Pratica della Lingua dei segni e degli elementi base della comunicazione visiva è attualmente in corso in due scuole iblee, l’I.C. M. Schininà di Ragusa e dell’I.C. E. De Amicis di Comiso. Nato grazie alla felice sinergia dell’Ufficio IX dell’U.S.R. Sicilia, Ambito Territoriale di Ragusa, della Scuola Polo provinciale per l’inclusione D.D. Paolo Vetri e dell’Ente Nazionale Sordi (ENS), è stato condiviso e fortemente sostenuto dal Direttore Generale dell’U.S.R. Sicilia, Stefano Suraniti, e si è avvalso dei contributi delle Dirigenti tecniche dell’U.S.R. P. Fasulo e T. Catenazzo, competenti per la Disabilità e l’Inclusione scolastica.



A monte del progetto, un preciso bisogno formativo degli alunni con disabilità uditiva presenti nelle scuole della provincia di Ragusa: più di cento, di cui alcuni si avvalgono dell’ausilio dell’impianto cocleare, altri di protesi acustiche di supporto al suono e solo una minoranza comunica attraverso la LIS, ma non sempre in contesti con persone in grado di comprenderli. Un alunno segnante potrebbe perfino destabilizzare il gruppo-classe proprio perché utilizza il canale di comunicazione visivo estraneo ai compagni, abituati ad usare quello vocale-acustico. Non è, tra l’altro, irrilevante il rischio che si generi una barriera bidirezionale con possibili ricadute gravi sul piano comunicativo-relazionale. La lingua dei segni rappresenta, quindi, una concreta risposta inclusiva, soprattutto se il codice viene condiviso dall’intero gruppo- classe.

Tuttavia, nonostante sia ampiamente dimostrata la ricchezza della lingua dei segni in termini di risorsa oltre che linguistica, psicolinguistica e cognitiva sia per i bambini sordi che udenti, la prospettiva bilingue spesso ha incontrato non poche resistenze. Le ragioni sono individuabili nel pregiudizio sulla lingua dei segni, ritenuta, a torto, come un ostacolo all’apprendimento di quella vocale.



Pertanto, i sordi sono stati molto spesso inseriti in percorsi centrati su un canale non integro, cioè quello acustico-vocale, con il rischio, in termini di risultato a lungo termine, del semilinguismo, cioè dell’assenza di una competenza linguistica reale e spendibile.

Dalla necessità di rimuovere gli ostacoli anche culturali che di fatto impediscono l’effettiva uguaglianza degli alunni con disabilità uditiva, ai sensi del secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione italiana, è scaturita l’idea di progettare, in stretta collaborazione con l’ENS di Ragusa, questo corso di alfabetizzazione, la cui ipotesi di lavoro è anche una scommessa del team di progettazione.

Il progetto è applicato in via sperimentale ed è fondato sul modello di educazione inclusiva dell’Universal Design for Learning (UDL), che fornisce la cornice e la prassi metodologica nell’ambito di una progettazione didattica “plurale”, ricca di strategie; tra le quali la flessibilità degli interventi, in grado di garantire adattabilità dei contenuti e accessibilità alle informazioni e di rispondere ai bisogni personali di ciascun alunno.

Tali aspetti sono oggetto di una formazione specifica, rivolta agli insegnanti delle classi impegnate nel progetto e curata da G. Savia, docente a contratto presso l’Università degli studi di Catania e formatore del Centro Studi Erickson di Trento.

L’intervento in classe, che si sviluppa per 40 ore ed è rivolto ai docenti e agli alunni di due classi campione della scuola primaria, è condotto da personale esperto (un educatore sordo e un interprete) messo a disposizione dalla sede di Ragusa dell’Ente Nazionale Sordi.

La scelta degli alunni della primaria si basa su alcune considerazioni di fondo, in particolare il messaggio inclusivo insito nell’utilizzo di uno strumento di comunicazione comune, che avvicina i bambini fra di loro e migliora il rapporto tra pari. Senza contare che l’apprendimento della LIS si configura per tutti come l’acquisizione di una competenza comunicativa ed espressiva che arricchisce la formazione dei piccoli alunni, con riferimento all’asse culturale dei linguaggi.

Il progetto intende strutturare un ambiente di apprendimento sereno e stimolante che consenta non soltanto agli alunni sordi di potere comunicare con le figure scolastiche (coetanei ed insegnanti), così da essere a pieno titolo inclusi all’interno del contesto scolastico, ma anche a tutti gli alunni partecipanti di apprendere la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e beneficiare dei vantaggi che il bilinguismo apporta.



La declinazione del progetto nella concreta organizzazione di tempi, spazi, risorse è affidato ad un team costituito dalla Dirigente B. Lauretta della Scuola Polo per l’Inclusione, dalle Dirigenti delle due scuole “campione”, L. Palummeri e C. Paolino, e dalla Docente referente per la disabilità per l’U.S.P. di Ragusa, A. Rapicavoli.

Il percorso scolastico ha avuto inizio il 19 aprile a Comiso in una seconda classe della scuola primaria dell’I.C. “De Amicis” e il 20 aprile a Ragusa in una terza della scuola primaria dell’I.C. “Schininà”, per 3 ore settimanali Si concluderà il 31 maggio a Comiso e il 3 giugno a Ragusa.

Dal monitoraggio in itinere, è emerso che le attività si stanno svolgendo secondo le modalità previste, tra l’entusiasmo di docenti e alunni, compagni di strada in questo comune viaggio alla scoperta di un nuovo linguaggio.

Secondo quanto riferisce l’educatore per sordi, i bambini hanno già appreso l’alfabeto e lo spelling per segnare e i primi elementi di comunicazione: come presentarsi, il segno-nome, i giorni della settimana, come descrivere un’azione semplice, i nomi degli animali. Sin da subito hanno ben accolto la lingua dei segni, non c'è stato alcun atteggiamento di rifiuto, nemmeno riguardo il mantenimento dell'assordante silenzio tipico della cultura sorda, poiché il piccolo target di riferimento è privo di pregiudizi, barriere comunicative, psicologiche e sociali. E con loro anche gli adulti hanno compiuto un cammino innovativo, sperimentando e vivendo delle dinamiche relazionali diverse e intense.



Felice la partecipazione di tutti i bambini della classe, i quali hanno scoperto il processo di ascolto attivo e il rispetto del silenzio; e hanno anche affinato la motricità fine, indispensabile per riprodurre efficacemente i segni. Durante la lezione, oltre al silenzio della lingua, hanno condiviso i silenzi dell'arte sorda per eccellenza: quella del mimo; tecnica utilizzata non soltanto nei momenti di svago per ridere insieme in classe, ma proficua per contestualizzare l'argomento da trattare durante la lezione.

L'obiettivo degli educatori è il raggiungimento del livello A1 della lingua che fornisce agli studenti gli strumenti linguistici adeguati per poter parlare di sé, dei propri bisogni, della propria routine, della propria famiglia.

Positivo il clima di forte coinvolgimento e di motivazione da parte dei docenti e delle famiglie, in particolare dei genitori di una bambina di nazionalità straniera e di prima immigrazione, che solo ora, grazie a questo percorso, comincia a conoscere la lingua italiana. L’espressione di felicità e compiacimento sul volto della bimba nel comunicare il proprio nome agli altri, per lei, sorda e di nazionalità araba, ha riempito di gioia quanti, con cura e sollecitudine, si stanno prodigando, come l’interprete Muccio, per farle conquistare l’autonomia e per permetterle di connettersi con gli altri e il mondo, di esprimersi con più sicurezza e di sentirsi sempre più integrata nella classe.



A conclusione del percorso, è prevista la realizzazione di un prodotto finale, di tipo musicale che sarà rappresentato da un canto segnato: in tempi di misure anti Covid, un modo sicuro per tutti che non sminuisce, ma esalta, la gioia di cantare insieme.



Nella scuola dell’innovazione digitale, della media education, delle competenze, delle iperconnessioni e dell’educazione civica, un coro di bambini, sordi e udenti, che comunica in sintonia, utilizzando il silenzioso linguaggio dei segni, sarà certamente un momento di delicata poesia e, nel contempo, una bella lezione di vita.

«L’auspicio dell’U.S.R. – conclude la dirigente dell’Ufficio IX- Ambito territoriale Ragusa, V. Assenza - è quello di una progressiva diffusione dell'iniziativa sul territorio regionale, già a partire dal prossimo anno scolastico 2021/2022».







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Valentina Maci