CANICATTI' - TANTI VISITATORI NELLA CASA DEL GIUDICE LIVATINO

12-05-2021 12:14 -

Livatino Beato, il successo delle iniziative nella Casa della Memoria
A Canicattì tanti visitatori nelle stanze dove visse la famiglia Livatino
Agrigento, 12 maggio 2021 – «Una luce bianca, netta, senza sbavature che ci accompagna e ci indica
la direzione da prendere senza incertezze né ripensamenti. A simboleggiare la caratteristica che ha
contraddistinto la vita professionale del nostro Giudice Rosario Livatino». Così i rappresentanti della
Casa della Memoria Giudice Livatino hanno raccontato l’installazione che nei giorni scorsi è stata
accesa sulla facciata dell’abitazione di via Regina Margherita 166 a Canicattì (Ag).
Un’iniziativa promossa in occasione della Beatificazione, lo scorso 9 maggio, di Rosario Angelo
Livatino il giovane magistrato di profonda fede cristiana ucciso in un agguato di mafia nel settembre
del 1990 e proclamato Beato nel corso di una cerimonia solenne celebrata nella cattedrale di
Agrigento. L’installazione è stata inaugurata alla presenza di una rappresentanza della comunità
canicattinese tra cui il sindaco Ettore Di Ventura e il vescovo Alessandro Damiano.
Ottimo riscontro da parte del pubblico anche per le visite “Le vie della Fede”, che hanno visto Casa
Livatino aperta per l’occasione in orario continuato per diversi giorni consecutivi. I visitatori hanno
potuto prendere parte a una serie di visite guidate nelle stanze che hanno accolto la famiglia Livatino
e hanno accompagnato il percorso di crescita del giovane Rosario. Una vera e propria immersione
all’interno del luogo fisico in cui Livatino ha edificato i suoi valori.
Tra i visitatori anche il cardinale Marcello Semeraro che dopo la Beatificazione ha fatto visita prima
alla tomba di Livatino, al cimitero di Canicattì e in seguito alla Casa della Memoria. Qui, il cardinale
si è soffermato a rendere omaggio alla toga conservata nella camera studio del Beato Rosario Angelo
Livatino. Con lui, il cardinale Francesco Montenegro e il vescovo coadiutore Alessandro Damiano.
Inoltre, anche a Casa Giudice Livatino è stata svelata dai nipotini della proprietaria l'effige del neo
Beato, alla presenza del sindaco Ettore Di Ventura e dell'assessore Angelo Cuva.
«L’Associazione plaude alle iniziative pensate per onorare la memora del Beato Rosario Livatino,
definito da Papa Giovanni Paolo II "martire della giustizia e della fede" – commenta Adriano Rigoli
presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. È stato un momento importante per
la Sicilia e per l’Italia intera e siamo orgogliosi di potercene sentire partecipi. Continueremo a seguire
da vicino le iniziative di Casa Livatino, ora più che mai elevata a simbolo».
«Accogliamo sempre con grande favore le iniziative organizzate dalle nostre Case della Memoria –
aggiunge il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria Marco Capaccioli –. È un
bene che le nostre Case aprano le loro porte al pubblico, accogliendo i visitatori dentro luoghi che
sono carichi di atmosfera. Luoghi dove in qualche modo ci si raccoglie, per ricordare quello che è
stato e farne tesoro per il futuro».
«La presenza della casa Livatino nella nostra rete nazionale aggiunge un significato di grande
attualità al concetto di cultura che da oggi è anche il Sapere della Legalità e dell’Antimafia –

commenta Giuseppe Nuccio Iacono, referente delle Case della Memoria per la Sicilia -. La giornata
di festa ha trovato una Memoria nella stessa Memoria. Non fu certamente un caso che 43 anni fa,
proprio il 9 maggio fu assassinato Peppino Impastato. Né fu un caso che dalla Valle dei Templi di
Agrigento, nel 1993, sempre in quel giorno di maggio, Papa Wojtyla lanciò un duro anatema contro
la mafia».
«Per Casa Giudice Livatino sono stati giorni intensi - spiega Gabriele Vigneri, referente di Casa
Livatino - in cui si sono alternati giornalisti impegnati a documentare la beatificazione anche
attraverso la descrizione dei luoghi ove si è formato il Beato Rosario Angelo Livatino e i visitatori che
hanno colto l'opportunità di una visita guidata alla scoperta della "via della fede" che ha condotto il
magistrato canicattinese a divenire beato. L'entusiasmo e la gratitudine di questi ultimi hanno
ripagato gli sforzi sostenuti. La casa della memoria diviene così anche la casa del Beato Rosario
Angelo Livatino Magistrato e Martire».