AUSCHWITZ - IL 15 LUGLIO 1943 MORIVA VITTORIA GORIZIA NENNI.

17-07-2021 11:00 -

Il 15 luglio 1943 morì ad Auschwitz Vittoria Gorizia Nenni, detta Vivà e chiamata "Gorizia " in onore della città liberata dagli Austriaci. Nata nel 1915 ad Ancona, terza figlia di Pietro Nenni, partecipò attivamente alla resistenza in Francia, dove la famiglia era in esilio e dove si era sposata giovanissima con Henry Daubeuf. Nel 1942 fu arrestata dalla Gestapo insieme al marito, con l'accusa di tramare contro lo stato collaborazionista. Il marito venne ucciso l'11 agosto a Mont Valérien, mentre Vittoria Gorizia venne incarcerta nel Forte di Romainville, da cui il 23 gennaio 1943 fu deportata nel campo di sterminio di Auschwitz con il numero di matricola 31635. Nel campo fu assegnata al lavoro nelle paludi: a seguito di ciò fu colpita dal tifo e da una complicazione nefritica. Sulla teca che ad Auschwitz la ricorda sono scritte le sue ultime parole: "Dite a mio padre che non ho perso coraggio mai e che non rimpiango nulla".
L'aspetto inquietante della vicenda è che il padre, futuro leader del PSI, si rifiutò di chiedere a Mussolini di intervenire in favore della figlia. Nenni e Mussolini erano entrambi romagnoli, Nenni autodidatta ( era vissuto in orfanotrofio ) e Mussolini maestro elementare: entrambi militavano in formazioni politiche estreme, repubblicano Nenni e socialista Mussolini, di 8 anni più grande di Nenni. Entrambi erano stati in carcere insieme e avevano giocato a carte nella stessa cella, a Forlì, nel 1911,arrestati una prima volta in seguito alla partecipazione ai moti contro la guerra di Libia. Entrambi erano diventati amici e lo stesso era avvenuto per le loro mogli. Mussolini sarà sempre tormentato dal fatto che il suo vecchio amico, diventato ormai nemico, non volle piegarsi a chiedere l'intervento del Duce e accettò che la figlia morisse ad Auschwitz.