PALERMO - L'ON. STEFANIA CAMPO E IL TOMATO BROWN

24-07-2021 11:32 -

Tomato Brown, Campo: “Solo ora audizione in III commissione dopo mesi di attesa, ora la Regione metta in campo aiuti concreti”



La regione metta in campo aiuti concreti per aiutare gli agricoltori che sono afflitti, ormai da mesi, dal virus del tomato brown. E’ tornata a chiederlo a gran voce la deputata regionale del M5s di Ragusa, Stefania Campo, che ha partecipato all’audizione in III Commissione Attività produttive, per affrontare le problematiche legate alla diffusione della virosi. “La nostra richiesta di audizione su questo argomento – spiega la parlamentare regionale – in verità, risale allo scorso 4 febbraio ma il presidente Orazio Ragusa non ha mai ritenuto di calendarizzarla, salvo poi fissarla soltanto perché richiesta da qualcuno della maggioranza. E questo è un fatto assai grave, oltre che sul piano politico, anche su quello meramente tecnico, dal momento che se fosse stata calendarizzata nei tempi giusti, saremmo potuti intervenire a tutela degli agricoltori in sede di Finanziaria, cosa che non è invece avvenuto”. All’audizione hanno partecipato, tra gli altri, il Doses, Distretto Ortofrutticolo Sud Est Sicilia, direttore Gianni Polizzi, il Consorzio di Tutela Igp Pomodoro di Pachino, rappresentanti dei confezionatori e dei produttori, il rappresentante dei vivaisti, Paolo Ristuccia e Giuseppe Cilio come rappresentante dei confezionatori di Vittoria. “Non solo – ribadisce Stefania Campo – ma anche questa riunione è stata praticamente inutile, dal momento che non era presente quasi nessun componente della commissione, salvo i due richiedenti (tra cui la sottoscritta) e il presidente, l’assessore non c’era e quindi nessun impegno politico è stato preso, mentre i dirigenti si sono limitati ad annuire alle nostre critiche, rispetto all’unico provvedimento che è stato assunto col decreto dirigenziale n.907 del 15 marzo scorso, che imponeva i lavaggi e la bruciatura. In pratica, la Regione ha detto agli agricoltori di disinfettare e poi di dare fuoco a tutto, incurante del fatto che le piante sono solitamente legate con le fascette di plastica che, se bruciate, diventano pericolosissime per la salute pubblica, dando vita al cosiddetto fenomeno delle fumarole. Noi pensiamo, piuttosto, che ci vogliano aiuti concreti per gli agricoltori che sono in ginocchio e che si debba andare a monte del problema con un accurato controllo sui semi, che devono essere esaminati dai laboratori per evitare il proliferare del virus. Ci auguriamo quantomeno che le misure del Psr predisposte per ciò che riguarda la sottomisura 5.1 dedicata agli interventi sulla prevenzione, possano essere realmente stanziate, perché finora, ed anche su questo, la Regione ha peccato di lentezza burocrazia, non riuscendo mai a dare risposte”.



Stefania Campo

Ufficio stampa, Michele Farinaccio