PALERMO - 5 REGIONI DI DESTRA, TRA CUI LA SICILIA, APPROVANO I REFERENDUM LEGHISTI SULLA GIUSTIZIA: VOGLIONO FARE RIELEGGERE I CONDANNATI.

28-07-2021 17:35 -

Giustizia, anche l'Ars approva i quesiti referendari: Abrogazione della legge Severino, abuso sulla custodia cautelare, separazione della carriera dei magistrati, loro piena responsabilità diretta e riforma del Consiglio superiore della Magistratura.


Palermo – “Esprimo il mio compiacimento per l'approvazione dei sei quesiti referendari sulla giustizia da parte dell'Assemblea regionale siciliana.




Dopo Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Umbria, la Sicilia è la quinta e determinate Regione che approva i quesiti referendari. Con questo voto i quesiti potranno essere sottoposti alla valutazione della Corte di Cassazione”.

Questo è il commento del Presidente dell'Assemblea Regionale siciliana, Gianfranco Miccichè subito dopo l'approvazione dei quesiti referendari.

28/07/2021



Gaetano Armao, Vicepresidente Regione Siciliana firma i quesiti referendari sulla riforma della Giustizia


PALERMO, 28 luglio 2021 – Stamane, presso il Gruppo di Forza Italia a Palazzo delle Aquile, il Vicepresidente ed Assessore all'Economia della Regione siciliana, Gaetano Armao, ha apposto la sua firma a favore di tutti i 6 quesiti proposti dal Comitato promotore Giustizia Giusta (www.comitatogiustiziagiusta.it), associazione il cui scopo è la promozione e la raccolta delle firme necessarie alla presentazione del referendum per la riforma della Giustizia.
“Il settore della Giustizia in Italia – ha dichiarato Armao - è rilevante e strategico per modernizzare l'ordinamento giuridico, ma anche per ottenere le risorse del PNRR e favorire le innovazioni organizzative che ci chiede l'Europa. La firma dei quesiti referendum, pur di fronte al percorso di riforma avviato dal Parlamento e dal Governo Draghi, vuole rappresentare un ulteriore spinta al cambiamento in uno dei poteri dello Stato nel quale si sono manifestate criticita' e drammatiche contraddizioni"
“Il ricorso all'espressione del voto dei cittadini – sottolinea e conclude il Vicepresidente della Regione siciliana – può rappresentare pertanto un ulteriore elemento di impulso e coinvolgimento democratico e costituire un forte stimolo al Parlamento. Inverare le garanzie costituzionali a tutela dei cittadini per una giustizia giusta nei confronti di un sistema che ha manifestato preoccupanti elementi di giustizialismo e di deviazione dai principi fondamentali e' una responsabilità collettiva”.