" L' ARTE DI CICCIO BUSACCA " di Ferdinando Giudice

23-09-2021 11:08 -

L’arte di Ciccio Busacca

Leggendo con interesse un ricordo della grande Rosa Balistrieri sull’Eco degli iblei, abilmente

diretto dal Prof Girolamo Piparo, ricordi vivissimi hanno procurato in me quel piacevole senso

di gioia e nostalgia che, ormai, alla nostra età è merce rara.

La mia mente è tornata a quegli anni a cavallo tra il 1950 e il 1960 nei quali ci si divertiva con poco

a volte ancora con meno. Non era l’era dei potenti mezzi multimediali. Semplicemente potrei

denominarla come l’epoca del panino alla mostarda o alla marmellata di cotogne.

Ero uso in certi pomeriggi primaverili od estivi scendere verso quello che ,allora, era denominato

il Mercato. Più precisamente era la Piazza delle Erbe collocata tra il Mercato Ittico ed il vasto

piano

della Chiesa Madre .

Ma un pomeriggio trovai, anzi sentii, una novità.

Tra il brusio del mercato, sul piccolo palchetto , organizzato su un automezzo, stava un chitarrista.

Mi fermai incuriosito. L’uomo con passione prima indicava dei quadri dipinti su un telo.

Notai che figure simili avevo visto dipinte sui carretti dei nostri laboriosi contadini. Immagini

bellissime, colorate .Capii subito che i personaggi raffigurati erano Orlando, Rinaldo, Angelica

e i Mori nemici dei Paladini.

Dopo un piccolo excursus sul quadro seguiva accompagnata dalla chitarra un racconto con voce

cantilenante . Gradii tanto quel tipo di spettacolo che non persi l’occasione per risentirlo altre volte

cantare e suonare imprese di eroi o di personaggi come Giuliano e Pisciotta.

Alla fine di ogni spettacolo scendeva dal palco per offrire in acquisto dei vinili

da lui stesso prodotti e da risentire nei vecchi grammofoni con la puntina a chiodo.

Lessi il nome nel furgone : Ciccio Busacca cantastorie

Gli chiesi da dove venisse e lui con grande dignità mi disse: Sugnu patirnisi !”

Ciccio Busacca era nato veramente a Paternò nel febbraio del 1925. La sua attività di cantastorie

inizia nel 1951 ispirandosi a cantastorie ambulanti come Paolo Galofaro e Gaetano Grasso.

Nel 1957 a Gonzaga L’Associazione italiana cantastorie ambulanti lo premiò per la sua particolare

sensibilità musicale particolarmente sviluppatasi dopo il secondo dopoguerra.

Negli anni settanta avvenne l’esperienza teatrale con Dario Fo e la sua partecipazione a programmi

radiofonici e televisivi.

L’uso sempre più frequente dei sistemi radiotelevisivi fu però la fine dei cantastorie di strada.

Quando seppi della sua morte nel 1989 a Busto Arsizio la mente mi riportò a l momento in cui

Ciccio Busacca si avvicinava alla gente dopo la recita, porgendo un disco di vinile e timidamente

chiedeva:” Buoni cristiani accattatavillu stu discu”.

Addio buon Ciccio Busacca cantastorie di eroi , santi e banditi.


FERDINANDO GIUDICE