L'ANALISI - " CIO' CHE RESTA DEL FASCISMO " a cura di Rubèn Ricca

13-10-2021 19:47 -

Ciò che resta del fascismo

La parola idiota viene dal greco e originariamente si riferiva alla persona che non vuole occuparsi del pubblico o che non gli interessa. Sfortunatamente, la nostra società è piena di idioti. Si capisce facilmente che solo pochi comandano il presente e il resto, stupidamente, lasciamo fare. L'omogeneità è il normativo (normativo viene dal normale) tutto il resto è pericoloso e destabilizzante. Al contrario, quando c'è un'opinione discordante, bisogna allontanarsi radicalmente e isolare, se necessario, la persona che sostiene questo modo di pensare. O sei totalmente d'accordo con un argomento o la guerra viene dichiarata a chi la pensa e la sente diversamente. Il fascismo è entrato nella capillarità del sistema o forse non se n'è mai andato, forse solo dormiva; è già parte del sistema? Il potere contemporaneo si è spostato verso ideologie individualiste e classiste, verso culture consumistiche e tecnologiche. Il cittadino ideale, allora, deve essere eterosessuale, apolitico e consumatore fedele. Tutto il resto è eterogeneo e il diverso, si sa, non serve alla macchina della felicità (la natura è eterogenea, mi dico, per questo l'uomo la distrugge) Tutto è sold out, successo positivo e fuggire dal conflitto. “L'Effetto Branco” ci porta ad odiare ciò che è diverso e a vivere nel presente, un presente senza futuro con un passato analfabeta. Tutto è qui e ora, qui e ora, qui e ora.

C'è una relazione di complicità tra fascismo e capitalismo? C'è solidarietà tra le differenze? Di tutte le forme politiche il fascismo è la più deliberatamente visiva. Non si rende conto il lettore? Dorme ancora? C'è chi dice che dopo la seconda guerra il capitalismo inghiottì il fascismo (Querol, 2004:15) Comportamenti compulsivi e normalizzati sono già sintomi di una crisi di orientamento e di identità, come l'isolamento, il narcisismo, l'ideologia neoliberale della concorrenza permanente in una guerra di Tutti contro Tutti. La solidarietà non è di moda. Morire di fame o la desolazione delle persone che chiedono rifugio o sopravvivere al limite e la precarietà sembra essere una cosa normale oggi. L'isolamento è condizione sine qua non dell'ideologia fascista. Si pensi allora alle reti digitali e al Selfie o sentirsi individuo e non in società (Arendt)

Nella società l'individuo aggiunge qualcosa di proprio al Comune, ma siamo sempre più soli e sempre più gente rifiuta il Comune. Perché? Forse non ci rendiamo conto che viviamo sotto la permanenza di un fascismo di bassa intensità che utilizza una matrice economico-tecnologica-culturale e non più tanto politica-ideologica-militare. Questa permanenza invade la nostra soggettività profonda, interiorizzata, incorporata, impercettibile, invisibile (giorni scorsi ho incontrato una persona, assessore alla cultura, che mi ha espresso il suo profondo disgusto per una nota che avevo scritto giorni fa. Non c'è più rispetto per la differenza di opinioni? Sembro io una persona controllabile?)

Questa analisi potrebbe sembrare confusa, ma attenzione! perché questa confusione è anche un segno di quanto la vittoria fascista sia arrivata nel presente. Quarant'anni fa chiesero a Margaret Thatcher se la società inglese avrebbe tollerato le misure impopolari che stava applicando: "La società non esiste, esiste l'individuo" rispose con superbia. Il fascismo è un nemico, non un avversario, la particolarità di questo nemico è che lo portiamo dentro. Il fascismo nuovo vuole convincere che tutte le idee valgono uguale; se tutte le idee valgono lo stesso sarà lo stesso la verità e la menzogna. La parola idiota viene dal greco e si riferisce, in origine, alla persona che non vuole occuparsi del pubblico o che non gli interessa.

Rubén Ricca

(regista e autore)

(Imagine di Tomasz Mikolajczyk, use free by Pixabay)