LA DENUNCIA - " CHE SUCCEDE AL CIMITERO DI MODICA ? " di Emanuele Vernuccio

15-10-2021 19:12 -

SCENE CHE SI POSSONO VEDERE SOLTANTO A MODICA IN UN CIMITERO PRIVATIZZATO



Vai a fare a fare visita ai tuoi cari defunti, fin qui nulla di strano, durante la tua visita ti giri intorno e noti qualcosa di strano, cerchi di focalizzare al meglio poiché non credi ai tuoi occhi.

Ebbene si, miei cari amici Lettori quello che sto per raccontarvi è tutto vero.

Iniziamo dall'inizio:

Nel 2012 l'Amministrazione Buscema inconcepibilmente privatizza la gestione del cimitero e la affida per ben 26 anni alla ditta Zaccaria.

Sappiamo bene che in un cimitero le piante più usuali sono i pini o i cipressi. A Modica è ben diverso, nel 2012 dopo aver accettato l'incarico affidatogli dall'Amministrazione Buscema, la ditta Zaccaria utilizza il terreno attiguo al cimitero (ma di chi è la proprietà? ) e incredibilmente sotto gli occhi attoniti dei modicani e dei poveri defunti inizia a piantumare degli ulivi a stile siepe. In città inizia giustamente il passaparola e l'incredulità aumenta, ma vuoi o non vuoi bisogna sottostare a questo scempio visivo e inusuale all'interno di un cimitero.

La natura giustamente in questi nove anni fa il suo corso e gli ulivi iniziano a crescere, il cittadino "zonnu" si aspetterebbe che codesti ulivi fossero utilizzati soltanto come siepe inusuale e alternativa, ma invece no.

Incredibilmente giorno 15 ottobre 2021 durante la visita ai tuoi cari ti trovi davanti una scena inusuale e inadatta al contesto, considerando il luogo in cui ti trovi.

Ti trovi minimo una decina di operai con una cinquina di cassoni da 1000 kg pieni di olive (cassoni che si utilizzano nei frantoi per trasferire le olive dalle cassette nell'impianto per la molitura).

Presumo che all'interno di quei cassoni ci siano stati circa 5000 kg di olive. Pertanto la ditta Zaccaria non solo ricava denaro dalle tumulazioni e dalla costruzione dei loculi cimiteriali, ma avrebbe reso fruttifero a 360° anche il terreno circostante e chissà se si riscuote il contributo europeo che viene erogato in base alle piante di ulivo che vengono piantumate.

Credo che chi ha permesso che tutto ciò avvenisse dovrebbe farsi un esame di coscienza e chiedersi: ma che cosa ho fatto? Ho privatizzato un luogo pubblico per un lunghissimo periodo ed ho permesso al gestore di arricchirsi più del dovuto alle spalle dei miei concittadini.

Sinceramente il sottoscritto è schifato da tutto ciò e vorrebbe che si ponesse fine a tutto questo.

Credo che sia l'unico camposanto di Italia ove si trovano degli operai che raccolgono ulivi!




Nele Vernuccio