COSENZA - " MEMORIAE RUGAE ": SALVATORE ANELLI SI RACCONTA.

31-10-2021 16:51 -

Non è usuale imbattersi in un'autobiografia ragionata, specie se ci si trova di fronte al caso di un artista che, partito dall'estremo lembo meridionale della Sicilia, Comiso ( terra dove i suoi cittadini si nutrono di arte con il latte materno grazie alla storica " Scuola d'arte " nata nel 1907 e oggi trasformata in Liceo artistico), si è dovuto inserire in altre regioni alla ricerca di un posto di lavoro prima e di un'affermazione in campo artistico dopo.
La riservatezza e una certa pudicizia hanno impedito a molti una piena rivelazione del sé, fatta eccezione forse per il magnifico Piero Guccione: Salvatore Anelli ha superato, con coraggio e con decisione, questi limiti naturali ed è pervenuto alla pubblicazione di " Memoriae rugae " per i tipi di Flavia.
Dopo una preziosa introduzione, curata da Gennaro Clausi con il titolo " Un’arte nell’infinita dialettica tra Eros e Thanatos ", si sviluppa la narrazione dell'autore, nato nel 1951 a Comiso: si parte dal territorio, dall'influenza di maestri come Michelangelo (per il suo non finito), di Henry Moore (per la sintesi delle forme), da Bruno Munari (per il pensiero laterale), per pervenire a tutte le varie esperienze e al racconto di tutti i vari incontri intellettuali, che hanno arricchito la formazione " in progress" del nostro artista.
Ed ecco la concezione dell'arte come nuova forma di socializzazione, con l'esperienza di " Arte insieme " nel 1977, i rapporti con Enrico Crispolti, i tentativi salernitani e cosentini di riqualificare tutto in modo multidisciplinare. E poi la " mail art " o " arte postale ", con Ruggero Maggi, i missili di Comiso con l'invito a tenere conferenze a Cosenza per Thomas Siemer, il progettista (pentito) dei Cruise, e il telo di 30 metri creato per la marcia Milano/ Comiso.
Sono gli anni della collaborazione intellettuale con Paolo Aita, gli anni di una nuova " estetica della pace ", dell'arte della fissione, dopo la fissione dell'arte, grazie a un bombardamento iconico di immagini.C'è un cammino lineare nella produzione e nel " viaggio d'arte " di Salvatore Anelli, cammino che persegue una propria coerenza interna, senza farsi molto influenzare da quelle che Gillo Dorfles, in un celebre saggio del 1970, definisce " Le oscillazioni del gusto ".
Da allora Salvatore Anelli non si ferma più: mostra dopo mostra, gallerie d'arte prestigiose, come " VertigoArte " nata nel 2003, esperienze innovative e, per certi versi, rivoluzionarie nascono, si intrecciano e si dissolvono. Praia a mare, Cosenza, Rende, Bari vedono un susseguirsi frenetico di istallazioni, di ricerca sperimentale, di confronto -scontro tra " eros" e " thanatos ".
Tra il 1998 e il 1999 con sette artisti dell'informale (Franco Flaccavento, Alfredo Granata, Rocco Pangaro, Salvatore Pepe, Aldo Presta e Giulio Telarico) vede la luce la mostra " Summertime, una stagione dell' Arte", mentre vede l'avvio, a partire dal 1992 e fino al 2012, la entusiasmante stagione di contaminazione con il teatro: si parte con " Cani randagi ", da cui deriva " Rashmon" di Akira Kurosawa, per arrivare a " L'Edipo re " di Sofocle, a " Le Troiane " di Euripide e a " Tommaso Campailla e la dissimulazione onesta " del 1998.
E arriva il momento di opere particolari, che hanno a che fare con il mondo animale in fase di estinzione: è il caso di una proposta, dal titolo Zoogenesi, che tratta questo argomento dal punto di vista dell’arte e, basandosi sui tanti filamenti che compongono le opere, " Anellidi " è il nome che viene partorito.
Inizia, quindi, la fase della introspezione , dell' andare al di là del teschio, per pervenire alla mente e, quindi, all'anima. Presso " Vertigo " di Cosenza ha luogo un incontro dedicato alla poesia, dal titolo " Dalla pelle al teschio", con poesie in omaggio al teschio dedicato a Paolo Aita: è, come sottolinea lo stesso Anelli, " un viaggio dal sé all’altro in un confronto continuo di anime". Non è fuori luogo riuscire a individuare una certa correlazione anche con il tormento della morte, presente tanto in Jean Michel Basquiat (specie dopo la fine della relazione con Madonna) quanto in Schiele.
Ed ecco, nel giugno 2018 presso la Civica Raccolta “Carmelo Cappello” di Palazzo Zacco a Ragusa, l'importante antologica dal titolo " I teschi valgono"curata da Andrea Guastella. Ci accostiamo, così, agli itinerari di sperimentazione degli ultimi vent’anni di carriera, basati sulla ricerca artistica di Anelli sul rapporto arte-poesia. Queste le parole di Ghislain Mayaud sul progetto e, in particolare, sull’accostamento segno/parola/materia: «il fiume del tempo spinge le opere artistiche sull’eterna riva delle memorie. Tutto il resto varca piccole porte scure per alterarsi nelle gestualità dell’oblio. Il tempo, con- 58 cime per le rughe, protegge e immobilizza l’opera d’arte pronta a precipitare senza pieghe sulla civiltà".
Vale la pena di godere della lettura di " Memoriae rugae": scopriamo un appassionato amore per l' Arte e, soprattutto, la ricerca estetica instancabile di Salvatore Anelli, uno dei figli migliori della città di Comiso.

Girolamo Piparo