" L' ACCOGLIENZA DI MUSTAFA' IN ITALIA " di Nele Vernuccio

21-01-2022 12:31 -

L’accoglienza di Mustafà in Italia

La formazione di un essere umano è una cosa bellissima, come ben sappiamo uno dei tanti spermatozoi si inserisce nell’utero materno viene fecondato e pian piano si crea un essere umano.

La vita è sempre bellissima da vivere, ma delle volte purtroppo si nasce con delle “mancanze” che ti precludono di viverla al meglio. Se poi nasci in Siria ove da anni vi è in atto una guerra civile assurda, vivere con delle disabilità è ancora più complicato.

È il caso di Mustafà, bambino nato senza braccia e senza gambe: la storia di Mustafà ha fatto il giro del mondo in quanto l’anno scorso la foto con il suo papà all’interno di una guerra ha colpito ed emozionato tutti.

Tutti abbiamo il diritto di vivere nel migliore dei modi, anche Mustafà ha il diritto di vivere la sua vita nel migliore dei modi. A tal proposito la famiglia di Mustafà ha ottenuto il permesso di soggiorno per accoglienza umanitaria in Italia.

Grazie a questa accoglienza Mustafà sarà seguito da un centro di impianti protesiche a Siena, ove verranno impiantate gambe e braccia in carbonio che gli permetteranno di trascorrere la sua vita nel miglior modo possibile.

Ciò che colpisce e fa emozionare è la vitalità di Mustafà: nonostante abbia queste “mancanze”, ha una forza e vitalità che ti lasciano basito. Anche senza braccia e gambe, con la forza di volontà e la grinta, riesce a muoversi per quel che può.

Io da sempre vivo la disabilità come una cosa “normale” che non mi impressiona: queste testimonianze sono l’ennesima prova che la vita, nonostante tutte le avversità, va vissuta a pieno.

Adesso voglio soffermarmi sull’importanza dell’accoglienza.

Come ben sappiamo i paesi poveri o quelli colpiti da guerre sono in quelle condizioni perché NOI occidentali o sfruttiamo il sottosuolo dei paesi africani senza dare le dovute retribuzioni a quei popoli o forniamo le armi per permettere che la guerra si svolga.

Pertanto abbiamo il dovere di accogliere, non solo l’Italia ovviamente, tutte quelle persone che provengono da quei paesi che NOI abbiamo devastato. Chi è nelle stesse condizioni di Mustafà ha un “diritto” maggiore nell’accoglienza e una precedenza, in quanto è atroce dover vivere con una disabilità e, siccome vivi in uno Stato ove c’è una guerra, non puoi essere assistito e non puoi vivere come meriti.

Credo che sarà troppo tardi quando comprenderemo che basterebbe che non sfruttassimo quei paesi e li aiutassimo concretamente nei loro Stati o non finanziassimo la vendita di armi per alimentare le guerre, ma ahimè purtroppo l’interesse economico prevarrà su tutto.

Intanto gioiamo per Mustafà che grazie all’accoglienza potrà vivere una vita “normale”!

Nele Vernuccio