RAGUSA - " RAGUSA AL CENTRO " SULLA RIAPERTURA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO

22-01-2022 18:30 -

Per il comitato Ragusa al Centro i ritardi nella riapertura del Museo Archeologico assumono aspetti assai delicati e imbarazzanti
Per una scala di sicurezza esterna che il Comune ritarda a fornire e installare, il Museo Archeologico di Ragusa continua a restare chiuso.

Evidentemente, all’Ufficio Tecnico non tutti sono efficienti come vorrebbe far apparire il Sindaco Cassì.

Della questione si interessa il comitato Ragusa al Centro che riceve continue richieste di chiarimenti sul perché dell’insano ritardo per la riapertura, questa la nota diramata:
I componenti del comitato Ragusa al Centro sono subissati di domande sul persistere della chiusura del Museo Archeologico di via Natalelli, anche fra i componenti del comitato c’è amarezza mista a inquietudine per i ritardi e per le notizie che circolano attorno a questo che sta diventando un vero e proprio caso.

Condizioni che hanno indotto il Presidente, Turi Iudice, e i suoi più stretti collaboratori, a stilare un comunicato, anche per sgombrare il campo dalle accuse di molti cittadini di essere conniventi con le strategie che vorrebbero il Museo definitivamente chiuso, a favore del nuovo che dovrebbe essere allocato a Ragusa Ibla, nel convento dei Frati Minori Riformati, annesso alla Chiesa di Santa Maria del Gesù.

“Desideriamo, innanzitutto, sgombrare il campo – esordisce il Presidente Iudice – dalle illazioni circa una nostra possibile posizione tendente a condividere quella di quanti vorrebbero il Museo definitivamente chiuso. Per Ragusa al Centro, il Museo Archeologico della città, per la sua valenza e per la sua tradizione, deve restare nel centro storico superiore. Lo impone la storia, ma lo impongono anche motivazioni che afferiscono al tanto decantato tentativo di rilanciare il centro storico superiore, fra i punti fondanti del programma elettorale del Sindaco.

“Comprendiamo – aggiunge Iudice – che, con un semplice comunicato, possiamo solo sollecitare la conferma che il Museo resti a Ragusa superiore, museo i cui contenuti, pare, non siano, peraltro, tutti, oggetto dell’allestimento in programma per quello nuovo di Ibla.

Ci sono delle responsabilità precise nei ritardi per la riapertura, che affondano le radici nella iniziale superficialità, della Soprintendenza e del Comune, nell’affrontare il rinnovo della certificazione di sicurezza.

È passato troppo tempo, ed è oltretutto inutile, per cercare di identificare responsabilità per i ritardi, ma riteniamo di poter affermare che gravi responsabilità ci sono, ora, da parte dell’amministrazione.

Per il progetto, l’allestimento e il montaggio di una semplice scala esterna di sicurezza stanno passando mesi, inspiegabilmente. Inefficienza allo stato puro.

Il sindaco vanta le professionalità all’interno dell’Ufficio Tecnico, ma queste si sono perse per una semplice scala di sicurezza.

Non ci fa una bella figura il primo cittadino che, in televisione, a febbraio dell’anno scorso, parlava di apertura entro la primavera. nel corso di un incontro, nell’aula consiliare, con alcuni componenti del comitato Ragusa al Centro, sempre il primo cittadino assicurava il suo impegno per una riapertura quanto mai necessaria. In un altro incontro, informale, nel mese di ottobre 2021, riferiva che una ditta locale si stava occupando di realizzare la scala antincendio. Da allora non si è saputo più nulla.”

“Acclarati i ritardi dell’Ufficio Tecnico – continua il Presidente Iudice – non ci si può esimere dal constatare l’assoluta indifferenza, che desta non pochi sospetti, degli assessori competenti che, riteniamo siano quelli al Turismo e ai Centri Storici e quello alla cultura e ai beni culturali. Non vorremmo che qualcuno remi contro la riapertura del Museo, come da più parti si sussurra, anche perché, nel rispetto delle diverse opinioni in merito, la scelta deve essere condivisa perché il Museo resta e continua a vivere, anche dopo questa amministrazione e anche dopo un secondo mandato del sindaco.

Sono quasi del tutto inesistenti le richieste di chiudere definitivamente il Museo Archeologico, è caduta anche l’ipotesi di attendere, per un rinnovo dell’allestimento, l’apertura di quello di Ibla, per il quale non si intravede luce in fondo al tunnel, un’opera che, forse, non la vedrà mai per l’inadeguatezza della classe politica e degli uffici regionali preposti.”

“Si esigono risposte precise, una buona volta - conclude Turi Iudice, esprimendo le pressanti richieste dei componenti il comitato – da parte del Sindaco e, soprattutto, una espressione chiara e senza infingimenti delle posizioni degli assessori Barone e Arezzo che devono concentrare, su questa questione, i loro sforzi, sgombrando il campo dalle illazioni che li vedrebbero condividere l’ipotesi della chiusura definitiva del Museo o, peggio, della sua trasformazione in ripostiglio di quello che si vorrebbe far diventare, a Ibla, Museo Archeologico nuovo e principale.”