RAGUSA - " FRATELLI D´ITALIA " SUL FEMMINICIDIO

24-11-2015 14:28 -

Il 25 novembre 1999 l´Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 54/134, invitava i Governi, le Organizzazioni governative e non, i media e la società civile a sensibilizzare le coscienze sulla violenza di genere.
Sono trascorsi esattamente 17 anni e non passa un solo giorno in cui non leggiamo dalle cronache quotidiane notizie su abusi, maltrattamenti ed omicidi nei confronti delle donne.
Secondo i dati dell´OMS la prima causa di uccisione nel Mondo di donne tra i 16 e i 44 anni è l´omicidio da parte di conoscenti, che in una sola parola viene chiamato: "femminicidio".
Esistono realtà, in Europa e nel resto del Mondo, dove le ragazzine vengono uccise dai loro padri perché rifiutano il matrimonio a loro imposto e la loro colpa è quella di aver trasgredito al ruolo ideale di donna imposto dalla società.
In poche parole, vengono "punite" per essersi arrogate il diritto di scelta nella propria vita, per essersi sottratte al controllo del proprio partner, padre o amante e questa loro libertà ha avuto come sbocco la morte.
Ma è soprattutto la violenza domestica che preoccupa atteso che i casi sembrano più numerosi e proprio in questo settore si è avuta una crescita della coscienza femminile, della prevenzione, del lavoro dei centri antiviolenza, dei media e, in genere, della società civile.
Nonostante ciò, però, i dati sono comunque allarmanti: il 10,6% delle donne ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni e aumenta la percentuale nel caso di violenza assistita e da questo triste bollettino non sono esentate neppure le donne disabili.
Il femminicidio non risparmia nessun contesto, nemmeno quello economicamente e socialmente avanzato, in quanto l´istruzione e il ceto sociale da soli non bastano da deterrenti ed a immunizzare dal senso di possesso e di rabbia.
In ogni caso, nelle donne è aumentata la volontà di abbattere il muro del silenzio, che costituisce il primo alleato della violenza.
Nonostante tutto, però, la strada è ancora lunga e le basi della prevenzione dovrebbero essere gettate proprio all´interno delle famiglie: è proprio lì che crescono i futuri uomini e le future donne del domani.
In parallelo dovrebbe esserci l´opera incisiva delle Istituzioni che dovrebbe portare a un sistema giuridico che preveda la certezza della pena. Sono 6 milioni 788 mila le donne che hanno subito, nel corso della propria vita, una qualche forma di violenza fisica o sessuale. In Italia, 1 donna su 10 prima dei 16 anni. Quanti aguzzini saranno rimasti impuniti? E quanti altri ce ne saranno? Il 25 novembre, ovvero la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, dovrebbe essere un punto di partenza per affrontare e neutralizzare il problema partendo dal presupposto di una vera parità di genere.
Ragusa, 24.11.2015
Avv. Alessandro Sittinieri
Referente Provinciale Dipartimento Tutela Vittime FDI-AN
Dirigente Nazionale Fratelli d´Italia - AN