COMISO - I PROTAGONISTI DEL RINASCIMENTO ARTISTICO DELL'ISA: ROSARIO TESAURO.

11-04-2022 19:38 -

Abbiamo avuto modo di soffermarci, diverse volte, sugli anni in cui assunse la direzione dell'Istituto Statale d' Arte " S. Fiume " di Comiso Germano Belletti, artista faentino: tra la fine degli anni '50 e gli inizi degli anni '60 del secolo scorso l'ISA casmeneo subì un vero e proprio rivolgimento nella didattica e nelle prospettive, tanto che quel periodo è stato visto come la fase di una grande " Rinascenza ".
L'Istituto d' Arte, che pure aveva avuto nel suo corpo docente il futurista siciliano Pippo Rizzo, amico di Filippo Tommaso Marinetti, e tra i direttori Giacomo Cusumano, alunno di Ernesto Basile, e Umberto Domenico Diano, autore di famose sculture, come la celebre Diana nella omonima piazza comisana, con l' arrivo di Belletti si arricchisce di intelligenze e di professionalità artistiche provenienti da varie parti della penisola: è il caso di Rosario Tesauro.
Tesauro, nato a Bellosguardo nel Cilento nel 1934, si è formato a Perugia, presso il locale Istituto d' Arte: il legame con Belletti, maturato nella città umbra, lo porta nel 1966 a Comiso, dove insegna Scultura e Plastica per tanti anni, prima di trasferirsi temporaneamente presso gli Istituti artistici di Castrovillari e di Ciampino, per poi fare definitivamente ritorno a Comiso.
La formazione umbra e l'insegnamento di " Scultura " costituiscono la matrice, l'impronta che si riverbera in tutta la produzione artistica di Tesauro, sia se ci riferiamo alle opere in terracotta sia se osserviamo i " collages " o le tele, con le ampie campiture tanto monocrome quanto policrome.
Infatti, ingegno versatile e multiforme, Tesauro presenta degli interessi estremamente variegati, che vannno da composizioni prettamente scultoree e di sicuro effetto scenografico alla trasposizione su tela di forme di una evidenza squisitamente plastica, da elaborate creazioni ceramiche a nuove ricerche, cha hanno portato all'utilizzo non solo di consuetudinario materiale litico o èneo, ma negli ultimi tempi anche all'uso di asfalto, a recentissime esperienze semiotiche, a opere in cui il segno virile completa il linguaggio, accompagnato da pennellature veloci, ma sicure. Date queste premesse, la paideia " di Tesauro non può che coinvolgere i suoi alunni, tanto che ancora oggi, a partire dal Collettivo BAI, molti ex studenti, diventati affermati artisti, ricordano con affetto i loro primi passi incoraggiati dai suggerimenti di Tesauro.
Significativo frutto della ricerca di nuove soluzioni e dell'utilizzo di nuovi materiali da parte di Rosario Tesauro si può considerare la tela " Nel cortile " ( dalle conusete misure standard di Tesauro, 60 per 80 cm, accanto a quelle 50 per 60 cm): l'opera ( foto 4), del 1975 , costituisce un salto di qualità, l'elemente di cesura tra la produzione precedente, con spunti figurativi e religiosi, legati a esperienze fideistiche e alla rilettura del messaggio evangelico, e la nuova fase.
Dopo i primi passi mossi nel lontano 1957 ( II Mostra nazionale di Pittura e Scultura di Monreale), Tesauro attraversa la storia artistica dell' Italia passando per " personali " e " collettive " in varie città italiane ( I premio nel 1964 e 1965 a Perugia, medaglia d'oro ad Ancona nel 1967, membro " benemerito " nel 1971 all' Accademia " Marconi " di Roma, " Biennale Città di Comiso " 1977). I contenuti storico- religiosi permeano le opere del nostro artista e sembrano quasi riproporre moduli stilistici del passato, segnatamente di impronta romanica. Il tentativo chiaro è quello di attualizzare il passato, di fotografare un momento storico trascorso, certamente, ma al tempo stesso presente: si tratta di un episodio che ha un valore estemporaneo, un fatto che è accaduto, può accadere, continuerà ad accadere. E' il caso del " Cristo che moltiplica i pani e i pesci" ( fig. 1 ), in terracotta patinata. La folla disposta scenograficamente attorno al Cristo costituisce un tutto, che ha la forza di un documento che viene proiettato nella realtà contemporanea, perché quel miracolo può sempre verificarsi, anzi si verifica: laddove l'umanità ha bisogno, l'artista avverte la presenza del Cristo, dell'Uomo che corre in soccorso del prossimo. E' il caso della rivisitazione ( fig. 2) dell' allunaggio, lo sbarco dell'uomo sulla luna, con la terracotta che rimanda ai due astronauti che lievitano sul satellite terrestre.
Una forza tutta particolare, una tensione che può essere toccata quasi con mano è possibile riscontrare in " Roma ", ( olio su tela), opera che riecheggia possenti masse plastico-architettoniche tanto ricorrenti in parte dell' arte nostrana dal '500 a oggi. In " Roma " ( fig. 3) c'è quasi l'invito a una introspezione psicologica, con il cupolone ( cioè Roma) che contempla se stesso. E che dire di " Giovanni il Battista ", ( fig. 4) opera scultorea in terracotta, dove con crudo realismo viene presentata la testa del Battista, l'uomo che ebbe la sorte di battezzare il Figlio di Dio?
Tornando a " Nel cortile " (fig. 5) gli effetti scenografici, le membrature architettoniche prima semplicemente abbozzate, fuoriescono dal caos senza forma delle intuizioni, che si accavallano in un soggetto in preda a una vulcanica creatività, e prendono forma chiara e consapevole. La donna, sdraiata al centro del cortile, si appalesa come un misto di plasticità e di sinuosità, una mistura di Moore e di impressionisti. Ci si avvia verso una produzione che conferisce alle tele i caratteri quasi di un altorilievo, con decisi effetti coloristici, soprattutto per lo sfondo in cui vanno inserite le figure: il segno ancora, molto forte, incisivo, riporta facilmente a Emilio Greco.
Parte l'ultima stagione creativa di Rosario Tesauro, l'artista che non si è fatto mai omologare tra i numerosi " ismi ", che caratterizzano l'arte contemporanea, rifuggendo da ogni forma di massificazione: nè razionalismo, nè astrattismo, nè iperrealismo. Tesauro è rimasto sempre se stesso, fortemente individualista, pronto a cogliere i segni della realtà che ci circonda, senza disdegnare di attualizzare il passato. Sono i ritratti, i corpi femminili, i tenui paesaggi alla base dell'ultima produzione di Tesauro. A livello cromatico il nostro Rosario, poi, si è imposto di non ricorrere alle varie sfumature di colore, come i tanti azzurri o i troppi verdi di Guccione: la dicotomia tra rosso vivace e azzurro, ad esempio, senza eccedere nelle varie tonalità, permette di comprendere il messaggio, netto e paradigmatico, di pace, che la colomba ( fig. 6) vuole veicolare, con una tela realizzata di fronte al pericolo di conflitti, che numerosissimi agitano i vari continenti del nostro pianeta.
E con questo messaggio di Pace, che quotidianamente papa Francesco, dal Palazzo Apostolico ( che conserva delle sculture di Tesauro) lancia, purtroppo quasi inascoltato, chiudiamo questa breve chiacchierata sulla figura di Rosario Tesauro, artista protagonista del "Rinascimento " della cultura siciliana e italiana della seconda metà del ' 900, scultore e pittore a tutto tondo, senza mezzi termini e senza infingimenti.

Girolamo Piparo