" COMISO, L’ISOLA FELICE DEI CANI " di Antonio Paludi

20-09-2022 16:44 -

COMISO, L'ISOLA FELICE DEI CANI

L'amore dei comisani per i cani non ha limiti, sono accolti in molte famiglie: coccolati, curati, riempiti dell'affetto e delle attenzioni che meritano. Al guinzaglio dei loro padroni li vediamo per le strade della città scodinzolare sicuri, felici fra una via, una piazza, un prato, s'è presente. Sono l'altra metà del cielo, un dono che apre porte invisibili dove, chi ama gli animali, trova realizzato il concetto dell'amore universale. Amore che si realizza attraverso tutte le creature che occupano uno spazio di vita sulla terra e non è limitato solo all'essere umano. I cani sono animaletti di compagnia e d'affetto che svolgono un ruolo importante nella società di oggi: ci guardano, ci parlano, ci giudicano, vivono nella dimensione umana come se fossero umani e, se li volessi giudicare in modo oggettivo, potrei dire, trovando l'assenso di molti, che sono meglio di molti umani.

La funzione sociale degli animali di compagnia, come i cani, è molto importante, specialmente nella società di oggi dov'è venuto meno, per l'incalzare degli strumenti della tecnologia: Televisioni, computer, cellulari, il legame affettivo che univa i cittadini nella comunità di strada, nella comunità di quartiere o di paese. Oggi pur vivendo, la gente, muro a muro, porta a porta, culo a culo, vive la condizione esistenziale dell'isola sperduta dentro un vasto oceano: non ci si conosce più, non ci s'incontra più, i contatti umani ridotti all'osso, la solitudine impera come una cappa. Questo stato, oggi, disegna la condizione umana dei soggetti più fragili: anziani, divorziati, donne sole, disabili, immigrati, tutta un'umanità destinata a vivere l'angoscia della solitudine, non essendoci più l'ammortizzatore sociale della strada di appartenenza (del vicinato). Ecco allora il cane, l'amico fedele da sempre, che viene ad occupare un posto affettivo lasciato vuoto, che nessuno più riempie, che nessuno vuole più riempire.

È bello la sera vedere, come dicevo sopra, per le strade di Comiso, uomini e donne, giovani e giovane, ma anche anziani portare a spasso i propri cani, tutti al guinzaglio, tutti felici, tutti lì a dare amore. Sì, la vera umanità, vedendo avanzare questi nostri fratelli, non appartiene certamente all'essere umano. Nel mio Paese, io abito a Comiso (RG), ci sono alcuni cani speciali, che hanno il collare del comune, che godono di guarentigie speciali. Sono alcuni cani di grossa taglia che s'incontrano per tutto il Paese, ma specialmente nel quartiere attorno a Viale Ho Chi Min, si fermano con chi dà loro attenzione e carezze. Hanno uno sguardo ricco di bontà e gli occhi espressivi e di calma, tanto da sembrare quelli di Angeli scesi dal cielo. Sì proprio Angeli, un Angelo, nell'immaginario collettivo, dovrebbe avere le fattezze umane, ma visto quello che gli uomini combinano nel mondo da sempre, non mi meraviglierei vederlo realizzato nelle fattezze d'un bellissimo cagnolino.

Di questi Angeli ne conosco uno, l'incontro tutti i giorni quando la mattina vado a fare la mia colazione al Bar Borghese. Vive fra i clienti del Bar, coricato in un angolino, in modo discreto, fra i tavoli, si chiama “Coffy”, il nome non poteva essere più adeguato a questo luogo. Coffy, ch'è microchippato e con collare, vive come se il Borghese fosse la sua casa, i titolari i suoi padroni, i dipendenti e i clienti la sua famiglia. Ciò che sorprende quando s'incontra Coffy è il suo sguardo “serio”, uno sguardo che fa pensare a uno che ha vissuto la vita avendone tirato via tutti i veli e annusato il senso profondo. Coffy è la prova palese dell'amore dei comisani per i cani, che, se allevati rispettandone la natura, diventano gli amici pelosi: fedeli, amorosi e pieni di attenzione per i padroni.

“Coffy” ha un cuore grande, la sua umanità ne fa un essere superiore. È molto legato ai bambini ed ai giovani. D'inverno, quando le scuole sono aperte, intorno alle otto del mattino si sposta su Viale della Resistenza, dov'è ubicato il Liceo Artistico, Salvatore Fiume. Coffy sta lì fino al suono della campana delle 8,30, poi va via per altri “lidi”, in questa mezzoretta, il nostro amico, si sofferma con i giovani studenti, gioca con loro, li consola per le eventuali interrogazioni della mattinata, prima d'andar via si sofferma, per un attimo, a guardare tutti quei ragazzi varcare l'ingresso della scuola.

Ci sono alcuni valori, secondo me, che non sono monopolio esclusivo dell'uomo, ma appartengono ad un'universalità che include anche i nostri amici cani. L'amore che si dà ad un cane, ma anche ad altri animaletti, è un amore che non resta senza una risposta, sicuramente verrà restituito, moltiplicato per mille, all'uomo. L'esercizio della capacità d'amare un cane è la prova d'elevazione dello spirito che dall'estrema concretezza terrena s'inabissa nello spazio infinito delle Idee, ma è anche prova di nobiltà di cuore, di gentilezza d'animo, così difficile da incontrare nei nostri giorni.




Antonio Paludi