SICILIA - " CI SCUSIAMO PER IL RITARDO " : IL SISTEMA FERROVIARIO A RAGUSA E NELL'ISOLA. TRENI, PENDOLARI E ODISSEE TUTTE ITALIANE

12-12-2015 09:02 -

Il libro dei giornalisti Gerardo Adinolfi (Repubblica) e Stefano Taglione (Il Tirreno) dal 27 novembre in libreria. Un viaggio che parte da Ragusa, dalla Sicilia delle ferrovie che non funzionano, con interviste esclusive a Riccardo Caristi (il capotreno accoltellato l'anno scorso su un regionale) e all'ex assessore Giovanni Pizzo, che vorrebbe riformare il traghettamento Sicilia - Calabria

È stato accoltellato da un passeggero senza biglietto su un regionale Taormina - Milazzo, in Sicilia. È passato un anno: Riccardo Caristi, capotreno, non vuole più tornare al lavoro. «Mi sono sentito pizzicare –racconta – ma non era un pizzico. Era una pugnalata che se mi fossi girato all’improvviso avrei preso dritta al cuore», dice nell’intervista rilasciata in esclusiva “Ci scusiamo per il disagio” (Round Robin Editrice) il libro sul mondo dei pendolari e delle ferrovie scritto dai giornalisti Gerardo Adinolfi (Repubblica) e Stefano Taglione (Il Tirreno) uscito nelle librerie il 27 novembre.




Nella Sicilia dei pullman i treni sono utilizzati da pochissime persone. Come da Ragusa a Siracusa, due capoluoghi provincia dove sferraglia una littorina più consona a zone di campagna. Per non parlare del traghettamento dei treni da Messina a Villa San Giovanni, il cui servizio è in scadenza e che la Regione – per bocca dell’ex assessore Giovanni Pizzo – vorrebbe riformare, se non eliminare. «Con quei soldi potremmo realizzare interventi molto più utili – racconta Pizzo – ed è per questo motivo che io contesto la conservazione del servizio tout court. Conservare un treno che viaggia vuoto per salvaguardare il lavoro dei 200 manovratori del porto di Messina è un ragionamento che non funziona».




“Ci scusiamo per il disagio” è un viaggio-reportage dalla Sicilia al Piemonte sui treni regionali, Intercity e dell’Alta velocità per scoprire, e spiegare, l’origine di ritardi e disservizi. Perché l’Italia è sempre più un Paese a due velocità. Non solo per il divario di investimenti e performance fra treni ad alta velocità e regionali ma anche perché, come dimostrano le testimonianze dei viaggiatori e degli addetti ai lavori, spostarsi in treno al Sud non è semplice come farlo al Nord. Tra i debiti che negli anni le Regioni hanno contratto con le aziende di trasporto, come in Calabria e in Campania e i treni sempre più vecchi a rimetterci sono i 2,77 milioni di pendolari dei treni italiani che ogni giorno si spostano su carrozze vecchie, sovraffollate e in ritardo. Adinolfi e Taglione hanno così viaggiato con i pendolari siciliani che per i 106 chilometri tra Ragusa e Siracusa impiegano più tempo che da Firenze a Milano con le Frecce o con gli Italo e, risalendo lo Stivale, hanno scoperto cosa non va sui treni di Calabria, Campania, Basilicata, Lazio, Marche, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.




Gerardo Adinolfi, 1987, è un giornalista professionista, collaboratore di Repubblica, a Firenze, e di Ossigeno per l’Informazione. Ha scritto Dentro L’inchiesta, l’Italia nelle indagini dei reporter (Edizioni della Sera 2010) e l’eBook La donna che morse il cane. Storie di croniste minacciate (Informant, 2012).




Stefano Taglione, 1987, è un giornalista professionista freelance e collabora con il quotidiano Il Tirreno. Ha lavorato per Mediaset e gestisce il live blog #pendolaritoscana su iltirreno.it. Ha frequentato la scuola di giornalismo della Libera università di Lingue e comunicazioni Iulm.




Contatti

Gerardo Adinolfi: 3281637762

Stefano Taglione: 3935910785

Pagina Facebook: Ci scusiamo per il disagio - Il libro

Account Twitter: italiapendolare

Email: info@ciscusiamoperildisagio.org