MODICA - " PRIMA GUERRA MONDIALE..." : PRESENTAZIONE DEL LIBRO AL CAFFE´ LETTERARIO " QUASIMODO "

21-12-2015 09:23 -

Modica: presentato al Caffè Quasimodo un libro con testimonianze, reportage, lettere e documenti di soldati e famiglie degli Iblei sulla Prima Guerra Mondiale

“Senza il ricorso alle ‘storia orale’ non avremmo avuto questo libro, che testimonia come sia importante nella scuola fare in modo che le nuove generazioni - e forse non solo loro - non si vadano assuefacendo ‘ad un oggi senza passato’ ”: con questa parole il Presidente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, Domenico Pisana, ha introdotto, lo scorso sabato, la presentazione del libro "Prima Guerra Mondiale. Memorie di soldati e di famiglie degli Iblei", già alla seconda edizione, pubblicato dall´Istituto "Galilei -Gampailla" e realizzato da studenti del Liceo Classico con la guida del docente di lettere Emanuele Nifosì.
Una serata densa di riflessioni e di contenuti testimoniali, che ha visto il saluto del sindaco di Modica, Ignazio Abbate il quale ha avuto parole di elogio per gli studenti autori del volume, nonché la presenza del vice sindaco Linguanti e del Comandante della Polizia Municipale della città, Saro Cannizzaro.
Arricchita da intermezzi musicali del “Duo Modis”, composto da Lino Gatto, alla chitarra, e Fabiola Caruso al flauto, nonché da letture di Daniele Voi, Speaker di Radio Mediterraneo, l’incontro è stato caratterizzato da una prolusione del Preside del “Galilei-Campailla”, Sergio Carrubba, il quale ha evidenziato come sia “compito della Scuola non far dimenticare ciò che è avvenuto con la Grande Guerra, evento bellico che non potrà che essere sempre ricordato come uno dei conflitti più sanguinosi della storia dell’umanità: oltre sedici milioni di morti e venti milioni di mutilati, un orrendo tributo di sangue per le generazioni della fine del secolo diciannovesimo”.
Significativa e coinvolgente è stata la conversazione che Domenico Pisana ha avuto con una rappresentanza degli studenti che hanno redatto il volume, ossia Francesca Riccotti, Sara Blanco, Rosamaria Noto, Chiara Nolano, Diletta Sarcià, Iacopo Lauretta, Paola Fargione, Miriam Russo e Paola Burragato. Gli studenti hanno raccontato al pubblico intervenuto gli episodi di alcuni soldati che hanno vissuto sulla loro pelle il conflitto mondiale, tra i quali Pietro Garofalo, Sebastiano Guastella, Francesco Lauretta, Giorgio Caccamo, Salvatore Nolano, Francesco Riccotti, Francesco Di Dionisio Fronte, Concetto Maltese. “Sono tutte storie – hanno affermato gli studenti - nelle quali ci siamo addentrati raccogliendo e trascrivendo fonti orali e rielaborando documenti storici, diari come quello del Sottotenente - Medaglia d’argento al valor Militare- Francesco Monisteri, nonché lettere, reportage fotografici che riportano alla luce accadimenti e riflessioni, sentimenti e sofferenze, drammi di uomini, donne e fanciulli posti di fronte alla guerra, alla fame e al dilemma tra la vita e la morte”.
“Abbiamo voluto dare spazio a questo testo - ha affermato Pisana concludendo la serata - perché credo che di fronte alla considerazione dei giovani che hanno ormai perso il senso della memoria (quella che conservava e tramandava in primis la famiglia con i suoi riti, le sue occasioni periodiche di incontri parentali allargati e la trasmissione per narrazione da parte degli anziani), il compito di un racconto storico- letterario sia quello di far capire che non può esserci ‘oggi senza passato’.
Questo volume ci attesta che le fonti orali hanno una loro validità sia come testimonianze su avvenimenti vissuti personalmente o tramandati oralmente, sia come testimonianze di modi di pensare, valori e opinioni, sia come testimonianze di aspetti del vivere, belli o brutti che siano, sui quali le fonti scritte semplicemente non esistono.
La vera ‘fonte’ – sembrano averci detto gli autori del libro - è stata la persona stessa con cui hanno parlato, o il documento scritto che hanno ritrovato e letto per non lasciare nell’oblio storie e testimonianze che appartengono alla nostra identità collettiva iblea”.