RAGUSA - VERTENZA VERSALIS : LETTERA APERTA AL SINDACO DI RAGUSA E AI DEPUTATI IBLEI DA PARTE DEL SINDACATO.

21-12-2015 18:09 -

Lettera aperta al Sindaco della città di Ragusa e alla deputazione iblea per Vertenza Eni Versalis Ragusa.

"La dismissione della chimica, prospettata da Eni con la vendita a un fondo d’investimento straniero di tutto l’asset industriale di Versalis ci impone una seria riflessione: che ne sarà dello stabilimento di Ragusa? Quali garanzie per l’occupazione?

Eni, oramai è chiaro, vende per chiudere.

Cedere, infatti, la maggioranza del pacchetto azionario di Versalis a un fondo di dubbia autenticità e valenza finanziaria servirebbe solo a sgravare Eni del fardello del downstream, unico vero tormento dell’attuale amministratore delegato, che vuole un’azienda snella e tutta orientata sul petrolio e gas estratto e prodotto all’estero.

Sarebbe questo il progetto di rilancio della chimica italiana? Sarebbe questa la verità su un piano industriale miliardario, presentato più volte da Versalis alle rappresentanze sindacali, partorito con lo scopo di rinnovare l’assetto della petrolchimica e mai concretamente realizzato?

È pertanto evidente, oltre ogni ragionevole dubbio, il vero piano di Eni, messo in pratica dall’attuale dirigenza societaria con la complicità del Governo Renzi: dismettere e vendere tutto l’assetto italiano per chiudere i conti con la storia industriale della petrolchimica e dell’estrazione di petrolio e gas nazionale, per rattoppare, in qualche modo, la spessa incrinatura nel bilancio aziendale e risollevare anche i conti dello STATO ITALIANO!

Obiettivo di Eni è concentrare le attività solo su esplorazione ed estrazione di gas e petrolio, con impieghi industriali esercitati fuori dai confini italiani. Che ne sarà, dunque, del petrolio estratto a Ragusa che, assieme alle produzioni dei pozzi di Gela, rappresenta il 30% del petrolio estratto in Italia? Senza chimica ed estrazione la nostra provincia sarebbe spogliata in un sol colpo delle vesti industriali, dal taglio statale, che hanno caratterizzato in positivo lo sviluppo economico del territorio negli ultimi 70 anni.

Il piano di cessione della chimica di Versalis, con la temuta e sempre più probabile retrocessione di Eni anche per le attività di estrazione del petrolio negli Iblei, visto, anche, il continuo crollo del prezzo del barile che, coi valori nominali di mercato, attuali e attesi, non riuscirebbe a coprire i costi elementari di estrazione e trasporto del greggio.

A rischio, pertanto, il futuro di diverse centinaia di lavoratori.

Ecco, perché, col dovere di parteciparVi tutta la nostra preoccupazione più vera e autentica, e per raccogliere il Vostro supporto alla vertenza in corso, che in più occasioni e per altre vie ci avete sempre gentilmente offerto, invitiamo le SS.LL. a partecipare all’attivo sindacale unitario di mercoledì 29 dicembre 2015, convocato alla presenza dei segretari generali di CGIL, CISL e UIL, con inizio lavori ore 17.00, presso la sala conferenze della camera sindacale CISL, in Piazza Ancione n. 2 a Ragusa."

Ragusa, 21 dicembre 2015





FILCTEM CGIL

FEMCA CISL

UILTEC UIL


Filippo Scollo

Giorgio Saggese

Giuseppe Scarpata

Già lo scorso 7 novembre il sindacato aveva diramato il seguente comunicato:
" Sulla presenza di Eni in italia, c’era la promessa degli investimenti; la riorganizzazione, dunque, si
presentava come sostenibile e a costo sociale zero. Non avevamo fatto i conti con l’affidabilità di
eni. Gli avvenimenti, infatti, hanno scritto tutt’altra storia. Zero investimenti da un lato, solo
chiusure industriali, dall’altro.
Che fosse una società tutta oil oriented lo avevamo già capito da subito, senza leggere le
dichiarazioni dell’amministratore delegato e del presidente. Ma da qui all’uscita strategica e in
punta di piedi dai business di chimica e raffinazione, certamente, di acqua sotto il ponte delle
garanzie sociali e produttive ne passa.
Eni s’arroga il diritto di dire basta alla storia industriale della chimica e della raffinazione siciliana,
italiana, grazie al supporto di una sempre più discutibile e miope politica del Governo nazionale;
ecco la necessità di coinvolgere le istituzioni e la politica a tutti i livelli, a partire da quello locale. Ed
è per questo che lanciamo un appello alle forze politiche del nostro territorio, ai nostri
rappresentanti in Parlamento e al Senato della Repubblica, ai nostri deputati in consiglio regionale,
al sindaco della città di Ragusa, al Presidente della Regione per difendere il patrimonio industriale,
statale, regionale, della nostra provincia da una fine che per eni sarebbe già segnata, annunciata».
NOTA
L’affaire della vendita della chimica è un intreccio a due corde, la prima politica e l’altra
industriale.
1) Le promesse di Eni. Il 5 giugno Versalis riconferma gli assetti e i piani industriali e il
raggiungimento del pareggio di bilancio con un anno di anticipo rispetto ai
programmi. Descalzi, già a settembre annunciava che la chimica era in cerca di
partners strategici per poter pagare investimenti e risorse umane. Il 30 ottobre
l’amministratore delegato di Eni ha confermato al sindacato la cessione di quote di
Versalis a fondi internazionali (dei quali si ignora ancora l’identità e la classificazione
bancaria), cercando di frenare l’incertezza dell’operazione con alcune rassicurazioni.
Su tutte, le garanzie della salvaguardia dei livelli occupazionali (la cosiddetta
clausola sociale) per tre anni e il mantenimento degli assets industriali. E dopo i tre
anni? Quale peso avrà il nuovo partner in Versalis? la partecipazione di Eni, per
ammissione dello stesso AD, Claudio Descalzi, sarà minoritaria nella costituenda
nuova società chimica: dunque, che forza potrà quindi avere eni e lo Stato italiano
per pretendere il rispetto della clausola sociale?
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Ragusa
COMUNICATO STAMPA
Eni prepara la fuga dalla Sicilia, in vendita la chimica di Versalis
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2) Versalis in Italia occupa 5.200 dipendenti, solo del diretto. Gli stabilimenti di Ragusa
e Priolo contano 700 addetti del diretto e mille dell’indotto. Le imprese terze che
lavorano nei due petrolchimici sono a forte provenienza territoriale. Priolo e Ragusa
sono un’unica entità industriale spalmata su due stabilimenti: Priolo produce
l’etilene che Ragusa, poi, trasforma in politene. Il politene di Ragusa, 140 mila
tonnellate annue, si presta a molteplici applicazioni industriali: dall’automotive, al
film per alimenti e coperture agro e industriali, packaging, specialities sanitarie,
rivestimento cavi elettrici e tubazioni, polimeri per pannelli solari, pavimentazioni,
rivestimenti edili, abbigliamento e attrezzatture sportive, et cetera.
L’export dei prodotti chimici e del petrolio in Sicilia rappresenta, dati Bankitalia 2014, il
70% delle esportazioni totali, dunque, la vendita della chimica di eni, con la chiusura
delle realtà produttive di Ragusa e Priolo, assieme alla già contestualizzata chiusura della
raffineria di Gela, significherebbe un crollo incontrollato del PIL che l’economia della
regione non può permettersi. Il settore petrolifero rappresenta una componente
importante del tessuto industriale italiano. Circa un quinto del petrolio italiano viene
estratto in Sicilia, sia attraverso gli 81 pozzi su terraferma che tramite le 4 piattaforme
off-shore. Eni ha annunciato investimenti per 2.2 miliardi di euro per nuove esplorazioni
e perforazioni in Sicilia. La regione siciliana ha firmato un protocollo con eni per facilitare
i nuovi processi esplorativi. Eni, a oggi, nonostante gli annunci e le continue
rassicurazioni non ha speso un solo centesimo per favorire il nuovo progetto industriale
che avrebbe dovuto accogliere gli esuberi del personale determinati dalla fermata della
raffineria. A rischio, dunque, anche gli investimenti sulle esplorazioni petrolifere.
Ragusa, 7 novembre 2015
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