A OLTRE UN ANNO DALLA SCOMPARSA DI PHIL STERN UN TUFFO NELLA COMISO DEL ´43.

23-01-2016 19:53 -

A OLTRE UN ANNO DALLA SCOMPARSA DI PHIL STERN UN TUFFO NELLA COMISO DEL ´43.

Non tutti ricordano un grande della fotografia, uno speciale reporter di guerra ( anche se non solo questo ): parliamo di Phil Stern, nato nel 1919 a Philadelphia e morto poco più di un anno fa, il 13 dicembre 2014 presso il “ Veterans Home “ di Barston, nei pressi di Los Angeles.
Stern, spentosi a 95 anni in un ricovero per reduci di guerra, è diventato famoso per essere stato, negli anni ´50, il fotografo di grandi personaggi del cinema e dello spettacolo, da James Dean a Marylin Monroe, da Louis Armostrong a Marlon Brando, a Frank Sinatra e allo stesso JFK. Soprattutto a noi interessa per il fatto che Phil Stern è stato, al seguito del Battaglione Rangers del generale Darby, reporter di guerra nel corso dell´ operazione “ Husky”, nel luglio del 1943, durante lo sbarco degli Alleati in Sicilia.
E in modo particolare ci interessano le foto che, durante quei giorni, Stern scattò al seguito delle truppe alleate e, quindi, anche a Comiso. Queste foto sono state utilizzate nel corso di una grande mostra allestita, ad Augusta e a Milano, ad opera del “ Credito Valtellinese “ nel luglio del 2013: in quella occasione Stern, a 94 anni, intraprese il viaggio dagli USA in Sicilia, per rivedere, 70 anni dopo, i luoghi resi immortali dai suoi scatti.
Una folla festante accoglie a Comiso i soldati americani: tutto il tragitto, dall´ingresso da Santa Croce fino a tutto il corso Vittorio Emanuele e al Palazzo Spadaro, in direzione di Ragusa, è caratterizzato da donne e uomini plaudenti o da persone con le mani alzate sotto la scritta “ Vincere”!
Eppure il regime fascista era ancora in piedi in tutto il paese e fino a pochi giorni prima la città aveva subito pesanti bombardamenti a causa della presenza dell´aeroporto “ Vincenzo Magliocco “.
Questo era stato costruito in contrada Cannamellito a partire dal 1937: furono espropriati 146 ettari appartenenti alle famiglie Gioacchino Iacono di Vittoria, Nunzio Iacono e Caruso di Comiso. Biagio Pace, insigne archeologo e deputato fascista comisano, era stato l´anima della legge 952 del giugno del 1937, in virtù della quale vennero ridisegnati i territori dei comuni di Comiso, Vittoria e Biscari, superando una suddivisione che risaliva all´epoca feudale. Fu così che Comiso ottenne 2269 ettari di nuovo territorio, a spese di Vittoria, che si rifece con 1040 ettari tolti a Biscari: nelle nuove acquisizioni ottenute da Vittoria rientravano proprio i 620 ettari su cui sorse l´aeroporto.
In occasione della visita di Mussolini, nel 1937, venne allocata sulla parte frontale del municipio la seguente lapide ( poi distrutta ): “ L´anno 1937, XV E.F., Mussolini, spezzando la superstite servitù del feudo, ampliava il territorio di Comiso, destinata a sentinella avanzata nel Mediterraneo “.
L´aeroporto venne completato e intitolato, tra un tripudio di folla in piazza Fonte Diana , al generale palermitano dell´ Aeronautica Vincenzo Magliocco, nel 1939.
Si devono alla presenza dell´aeroporto diversi interventi: ad esempio la costruzione, lungo l´attuale viale della Resistenza, di palazzine residenziali ( specie per l´epoca ), destinate al personale dell´Aeronautica, nonché la presenza di una sezione aeromeccanica presso la Scuola d´Arte di Comiso ( che formò diversi studenti finiti in aviazione, tra cui l´aviere Giuseppe Barone, comisano, abbattuto con il suo aereo sui cieli di Napoli ). Non ultimo, ma non certo meno importante ( “ last, but not least “, come dicono a Londra ), va ricordato il fatto che proprio grazie ai lavori di costruzione dell´aeroporto approdò a Comiso un ingegnere pugliese, Euro Musso, figura di grande imprenditore e di generoso mecenate, storico presidente del CdA dell´Istituto d´Arte della città.
Ovviamente l´aeroporto comandato dal colonnello pilota Arnaldo Lubelli , con la presenza dell´ XI Stormo di 33 bombardieri Savoia Marchetti 79 ( fino al 1941 ), quindi di caccia AerMacchi C202 Folgore ( che abbatterono un Hurricane inglese proprio sul cielo di Comiso ), poi di caccia Fiat CR 42 e di Messerschmitt 109 G e Junkers 52 a partire dal marzo 1943, attirò l´interesse dell´aviazione nemica.
Il 26 maggio 1943, verso le 10,30 del mattino, e poi il 17 giugno 1943, verso le 11,00 sempre del mattino, le “ Fortezze volanti “ inglesi bombardarono pesantemente l´aeroporto e i dintorni, fino alla periferia della città: si contarono diversi morti e centinaia di feriti ( anche civili, come contadini e operai ). Il secondo attacco fu particolarmente disastroso: molti aerei vennero distrutti a terra e i pochi, che riuscirono a decollare, furono abbattuti dai caccia inglesi. L´aeroporto fu praticamente raso al suolo.
Era già iniziata ( proprio il 26 maggio ) l´operazione “ Husky “ , che avrebbe portato gli Anglo-americani anche a Comiso, il 10 luglio 1943: le immagini dell´arrivo degli Alleati sono offerte dalle foto scattate proprio da Phil Stern.
Per la città casmenea iniziava una nuova fase: ritornavano i vecchi partiti, il socialista Intorrella ( “ u´ bizziali “ ) diventava sindaco della città, il grande antifascista Francesco Ferro veniva acclamato segretario del Partito Socialista, i comunisti venivano trascinati nell´equivoca avventura di Renzo Renzi, la destra si organizzava con i monarchici e con il Fronte dell´Uomo Qualunque.
Questa, comunque, è un´altra storia!
Girolamo Piparo