RAGUSA - SULLE ROYALTIES ANCHE I COMITATI DI " POSSIBILE " ( LEGATI A PIPPO CIVATI ) SI SCHIERANO CONTRO NELLO DIPASQUALE E A FAVORE DI GIOVANNI IACONO.

24-02-2016 09:39 -

I COMITATI DI POSSIBILE (PIPPO CIVATI) DI RAGUSA, COMISO E ISPICA APPREZZANO IL GESTO DI DIGNITA’ ISTITUZIONALE DI GIOVANNI IACONO
I comitati Possibile di Ragusa, Comiso e Ispica manifestano il loro apprezzamento per la decisione di Giovanni Iacono di dimettersi dalla carica di presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, in nome della dignità istituzionale della città e in aperta polemica con l’On. Nello Dipasquale, primo cittadino di Ragusa per due legislature ed oggi deputato all’Ars. Il casus belli è un emendamento all’art.8 della finanziaria, presentato proprio dall’ex Sindaco nel corso del dibattito all’Ars, che prevede una ripartizione percentuale delle royalties derivanti dalle estrazioni petrolifere ricadenti nel territorio di Ragusa tra il capoluogo ibleo (70%) e gli altri comuni che hanno aderito al nascente Libero Consorzio Ibleo (30%). Tali entrate dovranno inoltre essere impegnate per interventi di riqualificazione dei centri storici, per la riduzione della pressione fiscale, per la tutela e la manutenzione dei siti Unesco, per i servizi socio-assistenziali in favore dei diversamente abili, per l´incremento industriale e gli interventi di miglioramento ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche petrolifere. La ratio di questa discutibile e illegittima iniziativa non può che risiedere nell’allargamento del potenziale bacino elettorale dell’On. Dipasquale in vista delle elezioni regionali o nazionali del prossimo anno nonché in un egoistico colpo inferto all’attuale giunta Piccitto e di riflesso all’intera città. A riprova della gravità della situazione venutasi a creare vi è il fatto che tale “furto” ha avuto il benestare della stessa commissione bilancio dell’Ars, ignorando o più realisticamente bypassando surrettiziamente la normativa nazionale e regionale che disciplina le concessioni e che prevede, per ovvie ragioni, royalties ad esclusivo appannaggio dei Comuni sul cui territorio insiste l’attività estrattiva. Come se non bastasse, l’emendamento si pone in netto contrasto con le norme in materia di finanza pubblica: la Regione non può ingerire in alcun modo nella gestione delle entrate di un Comune a meno che queste non derivino da finanziamenti regionali.
Sorprende inoltre l’improvviso interesse di alcuni Sindaci del comprensorio ibleo i quali hanno sottolineato la bontà dell’emendamento proposto, probabilmente ingolositi dalle significative entrate che le royalties hanno garantito al comune di Ragusa negli ultimi 2 anni. Dato il disastro contabile della Regione, sotto la scure dei tagli è finita anche la legge su Ragusa Ibla che non sarà più finanziata con i fondi previsti dalla legge regionale n°61 del 1981 ma dalle aleatorie entrate derivanti dalle royalties medesime. Tale penalizzazione non è stata estesa ad altre città, quali Agrigento e Siracusa, che come Ragusa godevano di finanziamenti regionali ad hoc e questo offre ulteriori ed interessanti spunti di riflessione. Sicuramente lascia intendere un peso politico inferiore rispetto ad altri del “rappresentante” di Ragusa all’Ars. Si vuole ricordare, inoltre, all’On. Dipasquale - che ha estratto dal cilindro questa trovata degna di un maldestro prestigiatore - che le royalties sono entrate aleatorie e straordinarie e pertanto non possono essere utilizzate a copertura di spese correnti e tanto meno utilizzate per finanziare la legge su Ibla. Basti pensare che se le estrazioni petrolifere dovessero scarseggiare, le royalties garantirebbero entrate minime e il Comune sarebbe costretto ad aumentare le tasse e a tagliare servizi essenziali per i cittadini, con tutte le ripercussioni sociali che questo comporterebbe. Per queste ragioni i Comitati Possibile di Ragusa, Comiso e Ispica esprimono la loro solidarietà politica a Giovanni Iacono e sottoscrivono il suo invito alla mobilitazione affinchè la dignità della città di Ragusa non venga svenduta da chi con disinvoltura (la stessa con la quale si passa da Forza Italia al PD ) ne fa merce di scambio per salvaguardare il proprio scranno a Palazzo d’Orleans.