CON I MURI IN MACEDONIA E A CALAIS L´EUROPA SI E´ DISGREGATA?

02-03-2016 08:55 -

Adesso tutti i nodi tornano al pettine: quello che fu il sogno di Altiero Spinelli, di Ernesto Rossi e di Eugenio Colorni, nella Ventotene degli anni ´40 del secolo scorso, rischia di naufragare tra gli scogli della tempesta migratoria.
L´Europa non può essere solo una costruzione finanziaria, basata sul predominio della BCE e delle banche. L´Europa non può avere una testa finanziaria e delle articolazioni politiche nazionali, che servono solo ad attuare nei vari paesi quanto la finanza ha deliberato. Anche in Italia, con le recenti vicende del Monte Paschi e di Banca Etruria il discorso si è chiarito: al diavolo i risparmiatori, mentre il governo vara ininterrottamente provvedimenti per salvare solo le banche.
E in questa realtà, che dopo diversi decenni non si è voluta trasformare in una costruzione politica coesa, è arrivato il ciclone dei migranti: grazie a un´America senza politica estera e a una Francia dall´interventismo ridicolo, abbiamo destabilizzato il Medio Oriente e la Libia, rovesciando milioni di migranti sulle coste greche e italiane.
Qual è stata la risposta dell´Europa ? Si è scatenato il più spietato egoismo, con la costruzione di muri e di barriere, dal confine tra Grecia e Macedonia fino alla Manica. Anche paesi, che abbiamo raccattato dalla miseria del comunismo, come l´Ungheria o la Polonia, fanno la voce grossa e rifiutano quella solidarietà, che fino a qualche anno fa imploravano da noi.
Non basta l´eroismo degli isolani di Kos o di Lampedusa, a cui è d´obbligo il Nobel per la Pace ! Di fronte alle centinaia di bambini e alle migliaia di migranti siriani caricati dalla polizia dovremmo vergognarci: nessun centesimo va più dato a quest´Europa, che ha strangolato la Grecia e ora tollera l´infamia dei campi di concentramento alle proprie porte.

Girolamo Piparo