COMISO - IL LABORATORIO " BERLINGUER " CHIEDE LA VERITA´ SULLO " SFRATTO " DELLA " LEGA DI MIGLIORAMENTO DEI CONTADINI "

01-04-2016 09:37 -

LEGA DI MIGLIORAMENTO DEI CONTADINI...quando le bugie hanno le gambe corte!
Il Laboratorio Politico Berlinguer Comiso non intende scatenare alcuna polemica, il dirigente del PD Gigi Bellassai, se si eleva a chiarificatore di retroscena ebbene che lo faccia con la trasparenza e con la verità che in primis deve ai soci della Lega di Miglioramento dei Contadini, e ai cittadini tutti.
Se a suo dire di “sfratto” non si può parlare allora è di verità celate e di sotterfugi di cui bisognerà argomentare. Il “trasloco”, non è avvenuto certamente da pochi mesi, bensì da circa due anni, ed è avvenuto giocando con la buona fede degli anziani, i quali nel novembre del 2015 erano ancora convinti di rioccupare la loro sede appena terminati i lavori di restauro del palazzo.
Di fatto gli accordi di vendita erano gia stati presi e l’atto risulta redatto il 15 gennaio 2016 presso lo studio di uno storico dirigente di partito, e solo pochi giorni dopo hanno comunicato ai soci l’avvenuta vendita.
Legittimi e doverosi dunque gli interrogativi del LPBComiso:

- La trovata fantasiosa e luminare ha avuto consenso in tutto il PD?
- I dirigenti tutti del PD erano a conoscenza dell’esistenza dell’Associazione politica Comiso Euromediterranea che detiene tuttora le sedi del partito democratico comisano?
- I dirigenti tutti erano a conoscenza che tale associazione risulta essere diventata successivamente onlus, di avere la sede legale in via Conte di Torino, n. 12, avere natura giuridica: enti ospedalieri e avere avuto ultima rettifica di intestazione il 30 novembre 2015, a pochi mesi prima del rogito?
- I dirigenti tutti del PD erano a conoscenza che Gigi Bellassai era un socio fondatore della suddetta associazione?
- Il Sindaco Filippo Spataro, che dichiara: “...Il Comune poteva pertanto vendere i bassi o accollarsi le spese di ristrutturazione. E’ stata una scelta sofferta, ma inevitabile...”, era a conoscenza che i locali in Piazza Fonte Diana non appartenevano al Comune e dunque non poteva nè vendere i bassi nè accollarsi le spese di ristrutturazione?
- A quale titolo il Comune ha messo a disposizione la sede in Piazza delle Erbe?

La decisione di vendere la sede storica perchè non c’erano più le condizioni economiche per assicurare le dovute manutenzioni, è priva di fondamento in quanto durante i lavori di rifacimento della Piazza Fonte Diana i locali avevano già subito la ristrutturazione,prevedendo i servizi igienici e il restauro conservativo dell’immobile,rispettando le norme sulla sicurezza, il tutto gravando sui sacrifici e sui risparmi dei soci, risultati da sempre economicamente indipendenti dal PD.
Se di locali pessimi, dal punto di vista strutturale e di manutenzione ordinaria e che non rispettano le dovute norme sulla sicurezza bisogna parlare, è da riferirsi a quella che il chiarificatore di turno definisce “nuova sede”, tutt’altro che accogliente e confortevole e che nulla ha a che vedere con i locali in Piazza Fonte Diana.
Il ricavato della vendita, dichiara Bellassai, sarà utilizzato per la manutenzione e la gestione delle altre sedi, ma in nome della trasparenza e della verità non sarebbe stato più leale ammettere i problemi del partito democratico comisano, dovuti alla allegra gestione economica dei tempi passati, con la conseguenza che in data 08 ottobre 2015 il condominio Primavera ha proceduto a trascrivere un atto esecutivo o cautelare con verbale di pignoramento dell’immobile sito in via Conte di Torino, n. 12 ( sede Pio La Torre)?
Il Laboratorio Politico Berlinguer Comiso sente l’esigenza in nome della verità e della chiarezza per il quale si è sempre battuto di esporre con veridicità i retroscena di questa ingiustizia a dimostrazione che ha sempre posto alla base della propria associazione i principi di onestà intellettuale e gli ideali di umiltà e di solidarietà, che sembrerebbero non avere nulla a che vedere con il sistema politico attuale.
Non si può affermare che i luoghi fisici non sono correlati ai ricordi storici, non si può negare l’evidente sopruso nei confronti di chi a quella piazza era legato, che non si parli quindi di valori e di ricordi dopo aver calpestato la dignità storica e la libertà di questi anziani, che sono stati esempio di rispetto per le nostre generazioni. Se di targa si vuole parlare, sarebbe opportuno che essa ricordasse i nomi dei fautori di tale ingiustizia, altresì chamatela lapide!
Comiso, 31 Marzo 2016 DirettivoLPBComiso