RAGUSA - SALUTE: FERTILITÀ IN CALO.

08-05-2016 08:16 -


SALUTE: FERTILITÀ IN CALO. ANCHE IN SICILIA SI CORRE AI RIPARI PREVEDENDO UNA RETE TRA LE STRUTTURE SANITARIE SUL TERRITORIO SEGUENDO LE DIRETTIVE DEL PIANO NAZIONALE DELLA FERTILITÀ. A RAGUSA IL PRIMO APPUNTAMENTO DEL PROGETTO.

Anche in provincia di Ragusa, come nel resto della Sicilia, si registra il calo preoccupante delle nascite. In Italia il tasso di fecondità è sceso ai livelli minimi di 1.29, al di sotto dunque della cosiddetta "soglia di sostituzione" del 2.1 che garantisce il mantenimento della popolazione a crescita zero. Di contro l´età delle donne partorienti sale attestandosi in media a 32 anni per la nascita del primo figlio. Dati che preoccupano il mondo della sanità pubblica soprattutto perché non coincidono con i reali tempi biologici della riproduzione, ovvero circa 20 anni, lentamente trasformati dagli stili di vita imposti dalla società moderna.
Diventa dunque fondamentale l´intervento congiunto di tutte le figure professionali presenti sul territorio, dall´Ordine dei Medici ai centri di medicina della riproduzione, dai consultori ai medici di medicina generale. Ed è questo il messaggio che è emerso al termine dell´intensa giornata di studi che ieri a Ragusa, presso la sede provinciale dell´Ordine dei Medici, ha dato il via alle cinque giornate formative e informative che complessivamente abbracceranno la Sicilia seguendo le linee direttive del piano nazionale della fertilità. A confronto, attraverso le relazioni degli esperti, molti medici di famiglia, ginecologi, biologi, ostetrici ed infermieri dell´area iblea che hanno discusso della fertilità dal punto di vista diagnostico e terapeutico, con uno sguardo particolare alle figure coinvolte nel percorso di cura delle coppie sterili. L´iniziativa, dal titolo "Le mille facce della fertilità", è stata promossa dall´Associazione Ginecologi Territoriali, con il patrocinio dell´Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Ragusa e della Società italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione. "Quando si parla di sterilità e di fertilità – spiega Salvatore D´Amanti, segretario regionale dell´Associazione Ginecologi Territoriali e presidente dell´Ordine dei Medici di Ragusa – entrano in gioco svariati aspetti e diverse figure sanitarie, dalla cui sinergia dipenderà la qualità dell´offerta sanitaria e quindi il benessere della coppia".
I dati nazionali mostrano un aumento dei casi di infertilità, oltre che una decrescita sensibile delle nascite ed un aumento dell´età media delle donne partorienti. "Di fronte ad un simile scenario la sanità tutta deve reagire e trovare risposte adeguate, perseguendo il percorso di cura che da qualche anno ha già intrapreso. Il Ministero della Salute - ha infatti spiegato D´Amanti - ha istituito un tavolo tecnico ad hoc che ha elaborato il Piano nazionale per la fertilità, con l´obiettivo di creare una vera e propria rete di strutture sanitarie presenti sul territorio che potrà costruire un percorso di diagnosi e cura adeguato. Ruolo fondamentale in questo percorso è svolto dai consultori che si trasformano per l´utente in veri e propri punti di riferimento".
Da un simile scenario nazionale il Ministero ha deciso di istituire la Giornata della Fertilità, con l´obiettivo di coinvolgere tutti i soggetti interessati e sensibilizzare l´opinione pubblica. Diversi i relatori che hanno partecipato al convegno, la cui apertura è stata affidata ai saluti del presidente D´Amanti e del direttore generale dell´Asp di Ragusa Maurizio Aricò che, nel suo intervento ha voluto sottolineare l´impegno che negli ultimi anni si sta mettendo nella riorganizzazione della rete ospedaliera iblea, già ai primi posti in tutta la Sicilia, in termini di qualità e servizio offerto, con particolare attenzione al sostegno dei consultori familiari, centri di riferimento per l´attività di prevenzione e promozione della salute della donna e delle coppie. Una sinergia che deve partire dal territorio. Lo ha ribadito Antonio Guglielmino, direttore del centro Hera di Catania: "I medici di medicina generale e i medici consultoriali sono i due pilastri individuati dal piano nazionale per costruire un percorso che sia di tutela e garanzia alla coppia che ha problemi riproduttivi. E questo perché si possa raggiungere l´obiettivo della coppia e al tempo stesso formare e informare la popolazione. Il miglior sistema per aver figli non è la riproduzione assistita ma fare figli prima, in età giovanile, rispettando le regole della fisiologia dell´uomo che purtroppo la società moderna sta modificando. L´età riproduttiva è quella dei vent´anni. Oggi abbiamo una media salita a 32 anni, con una fecondità bassissima, ampiamente sotto il punto di sostituzione.
Dunque il piano nazionale della fertilità arriva in un momento in cui la società italiana ne ha realmente bisogno e dunque diventa fondamentale organizzarsi sul territorio. Noi ci stiamo provando attraverso questi momenti formativi che partono da Ragusa per poi proseguire a Messina, Catania, Caltanissetta e Palermo". Il programma del convegno ha previsto tre sessioni di lavori: la prima dedicata alla comunicazione tra gli operatori coinvolti nel percorso fertilità, ovvero i ginecologi dei centri di medicina della riproduzione, i ginecologi consultoriali, quelli ospedalieri e i medici di MG; la seconda ha affrontato l´iter diagnostico e la terza è stata dedicata ai percorsi terapeutici della riproduzione assistita come la stimolazione ovarica, l´inseminazione intrauterina, la fecondazione in vitro, la diagnosi genetica preimpianto e la fecondazione eterologa. Spazio è stato dato anche al dibattito sui temi affrontati con i partecipanti presenti.
07 maggio 2016
ufficio stampa
Michele Barbagallo